Regione Lazio, in commissione Bilancio e legge di stabilità: le richieste in agenda

Iniziano domani ma potrebbero proseguire giovedì e venerdì i lavori dell'organismo che esaminerà l'articolato della manovra economica

*Di Stefano Di Scanno – La commissione Bilancio del Consiglio regionale ha concluso il primo dicembre le audizioni dedicate alla manovra economica 2026-28. I lavori, dopo la presentazione di emendamenti e subemendamenti, riprendono domani – mercoledì 10 dicembre – con l’esame del Bilancio di previsione e della legge di stabilità. La commissione potrebbe proseguire i lavori anche giovedì e venerdì considerata l’agenda impegnativa. Infatti il programma degli argomenti vede al primo punto la proposta di deliberazione consiliare 50 del 1° dicembre 2025, concernente l’approvazione della nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza Regionale (Nadefr) 2026 – Anni 2026-2028. A seguire la proposta di legge regionale 237 del 21 novembre 2025, sulla Legge di stabilità regionale 2026 e, infine, il Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2026-2028.

Di Cola (Cgil): Zls insufficiente, ci sono margini per far di più

“Ci aspettavamo una manovra diversa a partire dalla riduzione dell’addizionale regionale Irpef anche per lo scaglione da 28 a 35mila euro di reddito – ha affermato in commissione Natale Di Cola, segretario generale della Cgil Roma e Lazio -. Con l’assessore è aperto il confronto siamo disponibili a un ragionamento su più anni”. Il segretario della Cgil ha parlato dei rischi per l’economia che “derivano dall’essere attorniati da Regioni che rientrano nella Zona economica speciale, L’approvazione della Zls è una misura che aiuta lo sviluppo ma non è sufficiente. Ci sono i margini per fare scelte differenti, per un bilancio con un segno più per i cittadini”.

Natale Di Cola (Cgil Roma e Lazio)

Proietti (Uil Lazio) chiede un fondo per l’housing sociale

La Cisl Lazio, con la segretaria Maria Annunziata Veltri, ha chiesto tra l’altro che nella legge di bilancio siano previste risorse per la stazione Tav di Ferentino, “sarebbe un nodo importantissimo anche per le Regioni limitrofe. (…) Non avere ottenuto l’inclusione nella Zes può portare gravi difficoltà per le Province. Proponiamo di creare una Zis, una zona di innovazione strategica che punti sul settore aerospaziale. Bisogna rifinanziare la legge che prevede aiuti per l’indotto dell’automotive. Chiediamo inoltre anche di aumentare il bonus per il personale dei pronto soccorso, arrivano alla stessa cifra stanziata per i medici”. Per Massimo Proietti (Uil Lazio) ha evidenziato come “avere il Lazio circondato da Zes vuol dire avere un grave effetto dumping sulle attività produttive. Chiediamo poi un fondo per l’housing sociale: l’emergenza abitativa ha colpito la classe media, serve una risposta forte”.

Maria Annunziata Veltri (Cisl Lazio)

L’Ugl sollecita riforma dei centri per l’impiego e Cup internalizzati

Siamo partiti da una situazione di bilancio quasi disastrosa – ha sottolineato Armando Valiani (Ugl Lazio) – ora che la situazione è migliorata servono interventi per riformare i Centri per l’impiego, bisogna internalizzare il Cup, capire bene quali sono i vantaggi che sono derivati dal fondo taglia tasse. Chiediamo inoltre interventi contro la denatalità”.

Armando Valiani (Ugl Lazio)

Via al tavolo tra Città metropolitana e province del Lazio

Interessa molto le Province, tra l’altro, l’articolo 21 della legge di stabilità relativo alle disposizioni in materia di riallocazione delle funzioni non fondamentali della Città metropolitana di Roma Capitale e delle Province. In pratica presso la direzione regionale che si occupa di enti locali, verrà istituito un tavolo tecnico di analisi e confronto tra la Regione e l’Unione delle province del Lazio (UPI) e la Città metropolitana di Roma Capitale: al centro del confronto l’esercizio delle funzioni non fondamentali da parte delle province e della Città metropolitana di Roma. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di stabilità, individuerà, con propria deliberazione, i componenti del Tavolo, nonché le modalità di funzionamento e di svolgimento dell’attività. Un passo verso un riassetto istituzionale della Regione che va adeguatamente monitorato, specie dalle Province.

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