Un copioso sversamento di reflui fognari non depurati nel torrente Rio Fresco, nel territorio di Formia, ha portato alla denuncia del legale rappresentante della società che gestisce il servizio idrico integrato.
L’accertamento è stato effettuato nei giorni scorsi dai Carabinieri Forestali del Nucleo di Spigno Saturnia, insieme al personale dell’Ufficio Locale Marittimo della Capitaneria di Porto di Formia, nell’ambito di un’indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Cassino sugli scarichi a mare, sui depuratori e sugli impianti di sollevamento.
A richiamare immediatamente l’attenzione degli investigatori sono state anche le forti esalazioni maleodoranti presenti nella zona.
Il trafilamento individuato sotto Ponte Sciarra
Durante l’ispezione è stato individuato un consistente trafilamento di acque maleodoranti proveniente da una condotta in cemento situata sotto Ponte Sciarra.
Sul posto è intervenuto anche personale di Arpa Lazio, sezione provinciale di Latina, chiamato dalla polizia giudiziaria per effettuare prelievi in diversi punti del corso d’acqua.
Un campione è stato raccolto direttamente nel punto in cui i reflui fuoriuscivano dalla condotta e affidato ai tecnici dell’Arpa per le successive analisi chimiche e microbiologiche di laboratorio.
Il tracciante individua l’origine dei liquami
Per risalire alla provenienza dello sversamento sono stati utilizzati kit colorimetrici rapidi e un tracciante a base di fluorescina.
Gli accertamenti avrebbero consentito di stabilire che i liquami provenivano dalla rottura del collettore fognario principale controllato dalla società incaricata della gestione del servizio idrico integrato.
Dopo la verifica della perdita, i tecnici della società si sono attivati per il ripristino urgente della condotta.
Denunciato il legale rappresentante
Al termine degli accertamenti, il legale rappresentante della società affidataria del servizio idrico è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino.
Le ipotesi di reato contestate sono getto pericoloso di cose e deturpamento di bellezze naturali.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità dovranno essere accertate nelle successive fasi giudiziarie. L’indagato deve pertanto considerarsi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva.
Proseguono i controlli ambientali
L’operazione rientra nelle attività dei Carabinieri Forestali dedicate alla tutela delle acque e dell’ecosistema e al contrasto degli illeciti ambientali.
L’Arma ricorda inoltre la possibilità di segnalare situazioni potenzialmente pericolose per l’ambiente attraverso il numero di emergenza ambientale 1515.