Referendum sulla giustizia, a Sezze incontro della Lega per il Sì

Lunedì 16 marzo a Ceriara l’iniziativa con l’onorevole Giovanna Miele e la commissaria Pina Cochi per spiegare le ragioni della riforma

Un incontro pubblico per spiegare le ragioni del Sì al referendum sulla legge costituzionale in programma il 22 e 23 marzo.

L’appuntamento è fissato per lunedì 16 marzo alle ore 18.00 presso la sala del Ristorante Panici a Ceriara di Sezze.

A promuovere l’iniziativa sono l’onorevole Giovanna Miele, capogruppo Lega della Commissione Cultura e Istruzione della Camera dei Deputati, e Pina Cochi, consigliere comunale di Latina e commissaria della Lega a Sezze.

Gli interventi previsti

Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Sezze Lidano Lucidi, interverranno l’avvocato Vincenzo Del Duca, l’avvocato Manuele Sellitti e la stessa onorevole Giovanna Miele per illustrare ai cittadini del versante dei Lepini i contenuti della riforma.

Le ragioni del Sì

«Votare Sì al prossimo referendum – spiega l’onorevole Miele – significa sostenere una riforma che separa le carriere tra giudici e pubblici ministeri, rafforza l’imparzialità del giudice e introduce strumenti per maggiore trasparenza e responsabilità nella magistratura».

Tra i punti principali indicati dai promotori del Sì:

  • separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, con due Consigli Superiori della Magistratura distinti;
  • istituzione di un’Alta corte disciplinare autonoma per i procedimenti disciplinari;
  • maggiore efficienza del sistema giudiziario, con l’obiettivo di ridurre i tempi dei processi;
  • introduzione di strumenti per sanzionare i magistrati in caso di errori gravi.

Miele: «Una riforma per una giustizia più imparziale»

Secondo l’onorevole Miele, il referendum interviene su temi strutturali del sistema giudiziario.

«Oggi il centrosinistra sta cercando di far passare l’idea che votare Sì significhi rendere i pubblici ministeri dipendenti dalla politica: questo è falso. Votare Sì significa affrontare questioni mai risolte dal Parlamento, come la separazione delle carriere, la riduzione del correntismo e la responsabilità disciplinare».

«L’obiettivo – conclude Miele – resta quello di costruire una giustizia più equa, imparziale e vicina ai cittadini».

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