È un giorno importante quello di oggi per la verità sui fatti della sera del 28 dicembre scorso quando sarebbe morta la 19enne Aurora Livoli di Monte San Biagio, il cui cadavere è stato rinvenuto dal custode del cortile del palazzo lunedì mattina a Milano. Dopo i giorni concitati per dare un volto e un nome alla giovane e la svolta arrivata solo con la diffusione del fotogramma della sera della morte, adesso si cerca di capire come sia avvenuto il decesso e stringere le indagini su chi era con lei quella sera: parliamo di un uomo alto e magro ritratto in sua compagnia dalle immagini di videosorveglianza.
Questa mattina, era previsto prima il riconoscimento da parte dei familiari, poi si sarebbe provveduto all’esame autoptico, che ha il compito di fare luce su varie cose. Tra le ipotesi investigative, rimane la possibilità che la giovane sia stata narcotizzata. Non si escludono possibili abusi, mentre le cause del decesso si è fin da subito ipotizzato possano essere ascrivibili allo strangolamento, per via di lividi evidenti sul collo, oltre ad altri sul volto.
Le indagini, ovviamente non si sono allentate, anzi, gli inquirenti stanno facendo di tutto per ricostruire gli spostamenti della giovane se non da inizio novembre – quando è andata via volontariamente da casa – almeno negli ultimi giorni.
Il fascicolo aperto in Procura è per l’ipotesi di reato di omicidio volontario. Ma non si escludono svolte nelle indagini. Intanto, un tassello fondamentale per ricostruire il quadro complesso nel quale è avvenuto il dramma di Milano, è sicuramente l’autopsia. Nella speranza per la famiglia che dopo tutto questo dolore venga almeno sbloccata la salma per poter procedere con i funerali. In quel giorno, come ha fatto sapere nelle scorse ore il Municipio di Monte San Biagio, verrà osservato in paese il lutto cittadino.