Quando il cinema diventa riscatto: “Antonino” emoziona Fondi

Pienone nella Sala Lizzani dove per via di numeri da capogiro, si è resa necessaria una replica del cortometraggio

C’è un’Italia che raramente arriva sul grande schermo, perché vive ai margini, tra errori precoci e seconde possibilità difficili da conquistare. È quell’Italia che il cortometraggio “Antonino” porta al centro della scena, trasformando una storia vera in un racconto di dignità e rinascita. E a Fondi, città natale del giovane protagonista Lorenzo Nocella, questo racconto ha trovato una risposta potente.

La Sala Lizzani, sabato scorso, si è riempita ben oltre le aspettative: oltre 200 persone hanno partecipato all’incontro, costringendo gli organizzatori a una doppia proiezione. Un successo che va oltre il dato numerico e che racconta il bisogno di confrontarsi con temi spesso ignorati, come la giustizia minorile, il reinserimento e le alternative al carcere.

Il corto, diretto da Angelo Campolo, nasce dall’esperienza del programma “Liberi di Scegliere”, promosso dal giudice Roberto Di Bella, oggi presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania. Un progetto che mette al centro i percorsi educativi e il sostegno alle famiglie, offrendo ai ragazzi un’altra strada possibile. Proprio da questi laboratori teatrali prende forma “Antonino”, che racconta la fragilità e il coraggio di chi prova a spezzare un destino già scritto.

Durante il dibattito, guidato dalla professoressa Tina Di Fazio dell’Associazione Il Quadrato Fondi – APS, Campolo e Nocella hanno dialogato con il pubblico in modo diretto e autentico. Accanto a loro, interventi istituzionali e sociali hanno sottolineato l’importanza di una rete educativa che unisca cultura, servizi sociali e comunità.

Significativi anche i contributi dell’associazione In Wall We Trust, che lavora con minori a rischio attraverso street art e linguaggi urbani, e degli interventi conclusivi della Garante comunale per l’Infanzia Erica Stravato e di Gino De Angelis, già dirigente dei Servizi Sociali e giudice onorario minorile. Un messaggio condiviso: rieducare è più efficace che punire, soprattutto quando si parla di giovani.

“Antonino”, prodotto da Gran Mirci Film con il sostegno di Nuovo Imaie, non è solo un cortometraggio: è una lente attraverso cui osservare un sistema che può funzionare, se mette la persona al centro. E Fondi, per una sera, ha dimostrato di voler guardare davvero.

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