Polemiche in question time, Identità Setina attacca le minoranze

Il segretario Cinzia Ricci: "Mai un'azione che possa far pensare ad un atteggiamento collaborativo e di crescita per la città"

“Quanto accaduto martedì pomeriggio in question time ha dell’assurdo e del paradossale. Altro che mancanza di democrazia, qui piuttosto si parla di mancanza di basi amministrative (basti vedere il tenore di alcune delle interrogazioni presentate) e di strumentalizzazione del ruolo, per non parlare del vizio che hanno molti componenti della minoranza consiliare di alzarsi dall’aula al momento del voto invece che prendersi la responsabilità di votare, chiaramente contro la volontà e l’indirizzo dell’attuale maggioranza politica della città”.

Non utilizza giri di parole Cinzia Ricci, segretaria politica di Identità Setina, per commentare quanto accaduto nel corso della riunione di martedì a Sezze, con le minoranze che hanno deciso di abbandonare l’aula considerando l’atteggiamento della maggioranza troppo autoritario ed irrispettoso: “Di irrispettoso – spiega Cinzia Ricci – c’è piuttosto l’atteggiamento delle opposizioni, che continuano a recitare il mantra della disponibilità a costruire fattivamente, mentre poi continuano a fare ostruzionismo e a rendersi non collaborativi. Alzarsi dall’aula, poi, è un atteggiamento non rispettoso nei confronti dei loro stessi elettori che, evidentemente, li hanno votati per altri motivi, non per togliersi dalla mischia nel momento in cui serve prendere posizioni politiche ben definite, anche se di diniego delle proposte avanzate dalla maggioranza.

Dal canto nostro – spiega ancora la segretaria – siamo consapevoli che queste azioni puntano solo a cercare di minare il nostro impegno per riuscire ad ottenere risultati positivi per la città che siamo stati chiamati ad amministrare. La maggioranza, insomma, non si farà intimidire da questi atteggiamenti utili solo a sollevare inutili polveroni mediatici. Restiamo, come è nella nostra indole, disponibili ad ogni forma di confronto costruttivo, di certo non questi esempi di quella “democrazia” che gli esponenti delle minoranze implorano, ma che, di contro, dimostrano di non aver compreso”.

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