Piano rifiuti, tutte le strade portano ad Aprilia

Il segretario provinciale di Italia Viva, Giovannini, annuncia battaglia in regione contro le macro aree. "Siamo troppo esposti"

Una iniziativa a livello regionale per chiarire gli aspetti del piano rifiuti, alla luce delle nuove modifiche intervenute e che rischiano di stravolgere tutte le indicazioni regionali che imponevano ad ogni Provincia di essere autosufficiente e di chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno del proprio Ambito territoriale ottimale. Soprattutto per la città di Aprilia che rischia di convogliare tutti i rifiuti delle altre province, fatta eccezione per Roma.

E’ quanto chiede in una nota il presidente Provinciale di Italia Viva, Vincenzo Giovannini a seguito della pubblicazione della nuova bozza del piano dei rifiuti 2026 -2031, che da apriliano e attento osservatore mette in guardia dai rischi che potrebbero ricadere sulla città di Aprilia.

“Ne abbiamo preso visione – commenta Giovannini – abbiamo notato delle criticità sostanziali che ci preoccupano”. Secondo il presidente provinciale di Italia Viva la nuova pianificazione non prevede più la suddivisione della regione in cinque ambiti, secondo il numero delle province laziali, ma in due grandi macroaree regionali, una per Roma Capitale e l’altra per le altre province.

“Queste due macroaree – osserva Giovannini – devono essere indipendenti e chiudere al loro interno il ciclo dei rifiuti, avendo tutta l’impiantistica necessaria compresi i termovalorizzatori: nella bozza ne sono previsti ben due, uno è quello di Santa Palomba, oramai in fase di autorizzazione, mentre l’altro è quello di San Vittore. Inoltre non possiamo non evidenziare come l’obiettivo di aumentare la differenziata venga posto in coda, mentre le
intenzioni della Giunta, è palese, siano quelle di abbattere i costi di smaltimento raggiungendo l’autosufficienza”.

“Le intenzioni e i principi fondamentali sono condivisibili ma, la criticità più importante – rileva ancora Giovannini – è quella che modifica degli ATO: vogliamo ricordare che la Provincia di Latina era stata anche commissariata in passato, poiché non si era stati in grado di individuare un sito dove far ricadere il deposito di rifiuti che mancava proprio all’Ato Latina al fine di chiudere il ciclo, demandando così la responsabilità alla Regione”.

“Quindi ci chiediamo, cosa accadrà adesso – chiede Giovannini – se occorrerà bloccare tutte le autorizzazioni in essere, se invece sarà necessario elaborare uno studio sull’impiantistica e sulle necessità degli ATO, visto che sono cambiati i riferimenti territoriali. Chi è già autosufficiente dovrà prendersi i rifiuti delle altre Province? La domanda più importante per noi Apriliani: diventeremo il polo dello smaltimento dei rifiuti?”. Italia Viva faremo, ha già attivato i propri consiglieri regionali per mettere a nudo tutti questi interrogativi, fondamentali per la discussione sul piano regionale dei rifiuti”.

A breve Giovannini annuncia anche lo svolgimento di una iniziativa che accenda i riflettori su Aprilia. “Ci sentiamo maggiormente toccati, non abbiamo mai abbassato la guardia e non lo faremo ora”.

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Carmen Porcelli
Carmen Porcelli
Nata a Nola ma vive da sempre ad Aprilia, dove la famiglia si è trasferita prima della sua nascita per questioni lavorative. Ha iniziato da giovane a coltivare la passione per l’attività giornalistica e la storia. Ha collaborato con diverse testate locali occupandosi prevalentemente di politica, sindacale e cronaca. È giornalista professionista e ha approfondito negli anni del suo percorso universitario, dalla laurea in Scienze Politiche al dottorato di ricerca in Studi Politici, i temi che da sempre la interessano come il ruolo della stampa e la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra ai movimenti politici ed extraparlamentari. È da sempre attiva nella sua città per la ricerca di una identità storica e culturale e per la difesa dell’ambiente.

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