Gli investigatori della Polizia stanno indagando su un episodio avvenuto sabato mattina nel quartiere Gionchetto nella periferia di Latina, un principio d’incendio appiccato chiaramente con l’intenzione di recapitare un avvertimento. Ignoti infatti hanno versato del liquido infiammabile e innescato le fiamme nel cortile di un’abitazione situata in una traversa senza uscita, nei pressi della porta d’ingresso della casa. A destare l’attenzione degli inquirenti è la circostanza che in quella casa abita la famiglia di un uomo di 33 anni che ha interessi nello spaccio di sostanze stupefacenti.
L’episodio si è registrato nelle prime ore del giorno di sabato, quando sembra che in casa non era presente il presunto destinatario del gesto intimidatorio. In ogni caso le circostanze spingono a ritenere che si sia trattato di un’azione consumata proprio per intimorire il 33enne. Quest’ultimo comunque non è un personaggio noto alle cronache cittadine, ma è comparso tra i contatti di alcuni pusher finiti al centro di recenti inchieste, come quella che la scorsa settimana ha portato ai sedici arresti dell’operazione Pac-Man. Lui non figura tra gli indagati, ma alcuni degli arrestati ne parlano tra loro senza sapere di essere intercettati: si evince chiaramente che ritengono il 33enne un loro rivale nello spaccio della cocaina e si vantano persino di averlo picchiato. Era il febbraio scorso e la vicenda è finita agli atti, perché secondo il giudice è sintomatica della caratura criminale dei soggetti coinvolti nell’inchiesta.
Quell’aggressione e il più recente avvertimento non sembrano trovare un collegamento, ma testimoniano nell’insieme la tensione in corso tra i gruppi che si contendono lo spaccio nel capoluogo pontino. Gli investigatori della Polizia stanno incrociando una serie di informazioni per fare chiarezza sull’incendio di sabato, analizzando anche gli impianti di video sorveglianza della zona.