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Controlli nelle zone della movida a Fondi, identificate 184 persone

Controlli straordinari della Polizia di Stato nelle aree della movida e nei luoghi di aggregazione giovanile di Fondi.

Il servizio è stato svolto nella serata di ieri con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Lazio.

Verifiche nel centro cittadino

L’attività si è concentrata nelle zone del centro con maggiore presenza di giovani.

L’obiettivo era prevenire situazioni di degrado urbano, contrastare episodi di microcriminalità e verificare eventuali condotte legate all’uso o alla cessione di sostanze stupefacenti.

I numeri dei controlli

Nel corso dell’operazione sono state identificate 184 persone.

Gli agenti hanno inoltre controllato 76 veicoli.

Le verifiche hanno portato all’accertamento di diverse violazioni al Codice della Strada.

Una persona segnalata per droga

Durante il servizio, una persona è stata segnalata amministrativamente perché trovata in possesso di sostanza cannabinoide per uso personale.

È stata inoltre accertata la posizione irregolare sul territorio nazionale di un cittadino straniero.

Nei suoi confronti sono state avviate le procedure previste dalla normativa sull’immigrazione.

Giovani allontanati alla vista degli agenti

Particolare attenzione è stata rivolta al centro storico e ai punti di maggiore frequentazione giovanile.

Alla vista degli operatori, diversi giovani si sono allontanati rapidamente dalle aree interessate dai controlli.

Sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi, anche attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza cittadina.

Presidio nelle ore serali e notturne

L’operazione rientra nel dispositivo di controllo del territorio predisposto dalla Polizia di Stato per garantire sicurezza urbana e una presenza costante nelle aree più frequentate, soprattutto durante le ore serali e notturne.

Cori celebra gli 80 della Repubblica, consegnata la Costituzione ai neo diciottenni

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Ottant’anni dopo la nascita della Repubblica, Cori ha scelto di celebrare la ricorrenza guardando al futuro. Protagonisti della cerimonia del 2 giugno sono stati infatti i neo diciottenni della città, ai quali l’amministrazione comunale ha consegnato una copia della Costituzione italiana, simbolo di cittadinanza attiva e partecipazione democratica.

La manifestazione si è aperta con l’esecuzione dell’Inno di Mameli e con la lettura dei primi dodici articoli della Carta costituzionale affidata all’artista Roberto Bernardi. Un momento carico di significato che ha fatto da cornice all’incontro tra istituzioni e nuove generazioni.

Rivolgendosi ai ragazzi, il sindaco Mauro Primio De Lillis ha sottolineato il valore della partecipazione civica, invitandoli ad affrontare il futuro con responsabilità e consapevolezza. Un messaggio rafforzato dagli interventi degli ex sindaci Pietro Vitelli e Tommaso Conti, che hanno ripercorso il significato storico e politico della Costituzione quale fondamento della vita democratica del Paese.

Particolarmente apprezzata anche la testimonianza di Laura Hardeep Kaur, segretaria della Flai Cgil Latina-Frosinone, che ha raccontato il percorso di crescita e inclusione di una società profondamente cambiata rispetto a quella che, ottant’anni fa, vedeva le donne votare per la prima volta nella storia italiana.

A chiudere la cerimonia, il richiamo alle parole del padre costituente Piero Calamandrei, ricordate dal primo cittadino come un invito a vivere la Costituzione non come un semplice documento, ma come un patrimonio da alimentare quotidianamente attraverso l’impegno e la partecipazione.

Un passaggio simbolico ma concreto, con cui Cori ha scelto di affidare ai suoi giovani cittadini non solo una copia della Carta, ma anche la responsabilità di custodirne e attuarne i valori.

Controlli contro il caporalato nelle campagne di Monte San Biagio, irregolarità in un’azienda agricola

Controlli straordinari nelle aziende agricole di Monte San Biagio per contrastare il fenomeno del caporalato, del lavoro nero e dell’immigrazione irregolare.

L’operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato di Fondi insieme all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Latina e alla Polizia Locale di Monte San Biagio.

Verifiche nelle aziende agricole

Nel corso dei controlli, gli operatori hanno effettuato accertamenti in alcune aziende agricole del territorio.

In una delle attività ispezionate sono stati identificati tre lavoratori stranieri.

Le verifiche hanno permesso di accertare la presenza di un lavoratore impiegato senza regolare assunzione e privo dei requisiti necessari per svolgere l’attività lavorativa.

Sanzioni e accertamenti

La situazione riscontrata ha portato all’avvio delle procedure sanzionatorie amministrative e penali previste dalla normativa nei confronti dei responsabili.

Durante i controlli sono inoltre emerse irregolarità legate agli obblighi di comunicazione e ospitalità dei cittadini stranieri presenti sul territorio.

Per queste violazioni saranno adottati i provvedimenti di competenza.

Verifiche anche su una seconda azienda

Il dispositivo interforze ha poi effettuato ulteriori controlli in una seconda azienda agricola.

In questo caso sono stati avviati approfondimenti sulla documentazione aziendale e sulla posizione dei lavoratori presenti.

Possibili irregolarità urbanistiche

Nel corso dell’operazione, la Polizia Locale di Monte San Biagio ha rilevato anche possibili irregolarità urbanistiche relative ad alcune strutture presenti nell’area aziendale.

La situazione sarà oggetto di ulteriori verifiche da parte degli uffici competenti.

Contrasto allo sfruttamento lavorativo

L’attività rientra nel piano di contrasto allo sfruttamento della manodopera e al lavoro sommerso promosso dalla Polizia di Stato.

L’obiettivo è garantire condizioni di legalità nel comparto agricolo, tutelare i lavoratori e contrastare fenomeni di concorrenza sleale.

I controlli proseguiranno nelle prossime settimane su tutto il territorio provinciale, in collaborazione con gli altri enti coinvolti.

Riapre la strada per Spigno Vecchio: stop all’isolamento dopo la frana

Dopo mesi di disagi arriva una prima risposta per i residenti di Spigno Vecchio. Da giovedì 4 giugno è stata infatti riaperta al traffico la Strada Provinciale di accesso alla frazione, chiusa dallo scorso febbraio a causa di una frana che aveva compromesso parte della carreggiata.

La riapertura, attesa da tempo dalla comunità locale, è però al momento parziale. Sul tratto interessato dai lavori è stato istituito un senso unico alternato regolato da un impianto semaforico, con limite di velocità fissato a 30 chilometri orari. Restano inoltre esclusi dal transito i mezzi superiori a 3,5 tonnellate, compresi gli autobus del trasporto pubblico, che continueranno a utilizzare i percorsi alternativi già individuati nei mesi scorsi.

L’emergenza era scattata all’inizio di febbraio quando uno smottamento proveniente da terreni privati aveva coinvolto la sede stradale, imponendo la chiusura immediata dell’arteria. Per ripristinare la sicurezza, la Provincia di Latina ha finanziato un intervento da oltre 240 mila euro che ha previsto la realizzazione di opere di consolidamento e contenimento del versante.

«È un risultato importante per il territorio e per i cittadini che hanno dovuto convivere a lungo con questa situazione», ha commentato il presidente della Provincia Federico Carnevale, sottolineando il lavoro svolto per accelerare i tempi di ripristino.

La riapertura definitiva è prevista entro l’inizio di luglio, una volta completati tutti i collaudi e le verifiche tecniche sulle opere realizzate. Per Spigno Saturnia si tratta del primo passo verso il ritorno alla piena normalità.

Aprilia, M5S in azione: raccolta firme per una petizione contro i furti alla stazione

Un petizione per accendere i riflettori su una condizione che riguarda ogni giorno migliaia di apriliani, studenti e lavoratori che si recano a Roma utilizzando la linea ferroviaria. Perché se è vero che la situazione degli scali ferroviari del territorio ha ormai superato ogni limite tollerabile, è altrettanto vero che nessuno può più girarsi dall’altra parte e far finta di niente mentre il degrado avanza e la sicurezza scompare: il problema, prima o poi finirà per riguardare tutti.

È proprio per questo che è nata la petizione popolare lanciata dall’attivista del Movimento Cinque Stelle Giusy D’Alò, che ha rapidamente raggiunto duecento firme, tra pendolari stanchi di essere trattati come cittadini di serie B e, soprattutto, di ess3re vittimw di furti e rapine.

Gli scali ferroviari, quasi del tutto privi di presidi di ogni genere, rappresentano oggi luoghi di margine sociale.

“Da tempo ascoltiamo i racconti di chi, ogni giorno, è costretto a passare da lì per lavoro, studio o cure – dice D’Alò – e ci sentiamo in dovere di dare voce a questa preoccupazione collettiva”.

La petizione, con le richieste dei pendolari firmatari, è già stata inviata alle Commissarie del Comune di Aprilia e al Prefetto di Latina Ciaramella: dietro questo numero ci sono volti, famiglie, storie di paura e di rinunce quotidiane.

“Siamo intervenuti più volte su questo tema, parlandone prima con il Commissario D’Attilio e poi direttamente con la Prefetta Filippi, spiegando chiaramente quanto la situazione continuasse a essere critica – dicono D’Alò e Andrea Ragusa, i due esponenti pentastellati che stanno curando la campagna per la messa in sicurezza delle stazioni ferroviarie sul territorio apriliano – Purtroppo, durante i sopralluoghi che abbiamo effettuato sul posto, abbiamo dovuto constatare che nulla è cambiato. Chiunque si trovi a scendere dal treno dopo il tramonto alla stazione di Campoleone vive un’esperienza che assomiglia più a un incubo che a un semplice rientro a casa”.

La sera, soprattutto , la percezione di sicurezza è bassissima. “I pendolari si ritrovano in un buio quasi assoluto, una cortina nera dove è impossibile persino vedere dove si poggiano i piedi – scrivono i Cinque Stelle – il vialetto che collega l’uscita del sottopassaggio al parcheggio è a malapena illuminato, e la rete laterale che avevamo chiesto per evitare attacchi di animali selvatici o imboscate da parte di malintenzionati nascosti nei cespugli è rimasta un sogno. Nel parcheggio la situazione è identica: tre piazzali su quattro sono completamente al buio, e l’unico che sopravvive ha fari così deboli da non raggiungere nemmeno la metà della loro potenza. Questa totale oscurità espone migliaia di utenti a rischi enormi, dai banali inciampi a pericoli ben più gravi come furti o aggressioni, costringendo le persone a muoversi con le torce dei cellulari in mano come se fossimo in un’emergenza perenne”.

Anche ultimamente si continuano a registrare furti e danneggiamenti alle auto in sosta tra Aprilia, Campo di Carne e Campoleone, con vetri infranti, abitacoli rovistati e pezzi di ricambio rubati nel giro di poche ore.

“La mancanza di presidi fissi rende i parcheggi una vera e propria “terra di nessuno” nelle ore serali. C’è chi ci racconta di tornare a casa con l’ansia addosso, chi evita gli ultimi treni per paura, chi si organizza per farsi venire a prendere e chi si aggrega ad altri passeggeri sconosciuti pur di non attraversare da solo quell’area. Oltre alla paura, c’è anche la beffa tecnologica: la maggior parte delle telecamere, dove presenti, è inutilizzabile perché ormai obsoleta, trasformando i sistemi di sorveglianza in utili gusci di plastica che non garantiscono alcuna tutela. Questo senso di insicurezza – precisano Ragusa e Giusy D’Alò dei Cinque Stelle – sta spingendo molti utenti a disertare il parcheggio, preferendo soluzioni alternative, e il risultato concreto è un crollo drastico degli introiti della sosta a pagamento per il Comune”.

“La gravità della situazione ha spinto l’onorevole Ilaria Fontana a tradurre le oltre 200 firme e le denunce dei cittadini in un formale atto di sindacato ispettivo in Parlamento presentando un’interrogazione parlamentare sia al Ministro dell’Interno, chiedendogli quali iniziative abbia assunto per rafforzare il controllo del territorio nell’area delle stazioni ferroviarie di Aprilia – continuano i due attivisti Pentastellati – valutando il potenziamento dei servizi di prevenzione e il pieno completamento della dotazione organica del Commissariato distaccato di pubblica sicurezza di Aprilia, che a quello dei Trasporti, chiedendogli se intenda attivarsi presso Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. e gli altri soggetti eventualmente competenti per verificare lo stato di illuminazione, decoro, manutenzione, videosorveglianza e sicurezza degli asset ferroviari e delle aree di accesso e pertinenza delle stazioni di Aprilia”.

“Ora chiediamo al Comune di Aprilia di attivarsi subito, in coordinamento con gli enti responsabili, per ripristinare l’illuminazione e la videosorveglianza a Campoleone, magari installando nuovi fari a LED con pannelli solari autoalimentati, – concludono Ragusa e D’Alò – che garantirebbero la luce anche in caso di guasti e non avrebbero costi di consumo di corrente.
Allo stesso modo, sollecitiamo l’amministrazione a completare la videosorveglianza ad Aprilia e a intervenire su Campo di Carne, anche chiedendo l’area in comodato d’uso a RFI per una gestione diretta. Chi prende il treno ogni giorno ha diritto alle stesse condizioni minime di sicurezza e rispetto, e noi non smetteremo di vigilare finché le nostre stazioni non torneranno a essere luoghi sicuri”.

Ladri in azione sul litorale, a Fondi prendono di mira i fari delle auto

Non è una novità, lo scorso weekend erano stati segnalati episodi nel parcheggio di Capratica, il 2  giugno è stata la volta di Tumulito. Due dei principali accessi al mare del lungo litorale di Fondi è stato preso di mira da ignoti per rubare alcune parti di automobili.

Una volta, quando si lasciava la propria vettura in sosta per diverse ore il timore era di non ritrovarla più, depredata da vere e proprie bande organizzate che dopo averle portate via, tendenzialmente le smontavano e rivendevano al mercato nero pezzo a pezzo.

Ma sarà per il rischio, per ciò che oggi chiede il mercato e anche perché cambiano tutti i lavori, anche quelli dei ladri, ultimamente i furti di auto sono sempre meno, ma le auto colpite dai furto sempre di più e non è un semplice gioco di parole.

In diversi avevano segnalato colpi ai fari, anche posteriori delle auto in sosta in zona Capratica, diversi coloro che si sono trovati alleggeriti sia di quelli anteriori che di quelli posteriori a Tumulito.

E adesso un po’ di paura di lasciare l’auto in sosta al mare c’è, mentre cittadini e turisti ricordando i cartelli presenti nel centro che ricordano come Fondi sia una città videosorveglianza, gradirebbero maggiore sicurezza e controllo anche delle zone a mare.

Un problema, questo, con cui probabilmente dovrà confrontarsi la nuova amministrazione comunale.

Question Time alla Camera sulla Roma-Latina, ecco cosa hanno detto Salvini e Zaratti

La vicenda dell’autostrada Roma-Latina è approdata alla Camera dei deputati dove, nei giorni scorsi, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha dovuto rispondere alle questioni poste dall’onorevole di Alleanza Verdi Sinistra Filiberto Zaratti.

L’esponente di opposizione aveva domandato, con il chiaro intento di chiedere un passo indietro da parte dell’esecutivo, il ritiro del bando e soprattutto di soprassedere sull’opera strategica al centro di ipotesi, dibattiti e polemiche da anni.

Il ministro Salvini, però, si è pronunciato in modo completamente diverso rispetto alle richieste di Zaratti. Il leader della Lega, infatti, oltre ad aver precisato come fino al prossimo mese di luglio si è ancora in una fase preliminare e di studio con sopralluoghi nelle zone, ha anche detto che non ci sono intenzioni di fare un passo indietro sul bando come sull’opera.

Dopotutto, si ricorderà la venuta dello stesso Salvini a Latina qualche settimana fa per parlare della Cisterna-Valmontone che, proprio insieme alla Latina-Roma, promette di collegare da una parte il capoluogo all’autostrada e dall’altra la città di Latina a Roma attraverso una nuova strada a scorrimento veloce.

Rimane aperte un’altra questione di cui si era discusso nei mesi e negli anni scorsi, del possibile prolungamento della Roma-Latina per poter arrivare o fino a Fondi per dare respiro ai collegamenti del MOF o almeno fino a Terracina. Ma dopotutto, come ha spiegato lo stesso Ministro, almeno fino a luglio si è ancora in una fase preliminare.

Ma una cosa sembra certa: c’è la volontà di andare avanti con il progetto. E come sempre, alla stregua di come capita proprio in Parlamento, anche in terra pontina, ci sono favorevoli e contrari.

Aprilia, Libera inaugura il presidio: presente il Vescovo di Albano

Una presenza centrale per tutti i credenti e, in generale, per la comunità in generale che, in occasione dell’inaugurazione del presidio territoriale intitolato a Francesco Borrelli, si troverà a riflettere sul futuro della città, ancora scossa per la decisione di sciogliere il consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

Venerdì 5 giugno, a partire dalle 18, a piazza delle Erbe, dopo i saluti istituzionali, interverrà, portando i suoi saluti, il vescovo di Albano Vincenzo Viva, tra i primi a pronunciarsi dopo la notizia del commissariamento per mafia sull’opportunità di trasformare il momento di azzeramento delle istituzioni, come un’occasione per riflettere sul futuro della città e del ruolo dei cittadini nella comunità.

In quella occasione l’associazione Libera contro le mafie, molto attiva ad Aprilia e negli istituti scolastici, ha organizzato una giornata dedicata alla legalità che vedrà la presenza anche di Francesco Gosciu, generale dei carabinieri già capo del centro operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Roma, Alfredo Borrelli (figlio di Francesco Borrelli) e Giampiero Cioffredi, referenti regionali di Libera, mentre a chiudere sarà la Dirigente scolastica del Liceo Statale Meucci di Aprilia, Laura De Angelis.

Francesco Borrelli, lo ricordiamo, è stato un maresciallo dei carabinieri, rimase ucciso a Cutro nel corso di un agguato ad un boss della ‘ndrangheta da parte di una cosca rivale; era il 13 gennaio 1982 e il maresciallo, compreso quanto scava accadendo, tentò di salvare la vita a degli innocenti che avrebbero rischiato, altrimenti, di finire coinvolti nell’attentato. Quando fu colpito mortalmente era papà di due bambini, uno di due anni e l’altro di sette. Insignito della medaglia d’oro al merito civile alla memoria, viene ricordato ogni anno il 21 marzo nella giornata della memoria e dell’impegno organizzata proprio da Libera.

Anche l’intitolazione del presidio è stato infatti organizzato in collaborazione con Libera e l’istituto scolastico Meucci che, con l’associazione , promuove importanti iniziative per diffondere la legalità e la giustizia, portando messaggi positivi tra le nuove generazioni.

In un momento molto delicato, di grande incertezza e dove la percezione di sicurezza da parte dei cittadini è ai minimi storici, la presenza di un messaggio di speranza, importante come quello di Monsignor Viva, è un dono grande e significativo per l’intera comunità di Aprilia.

Pini di viale Europa, Legambiente Terracina chiede gli atti e presenta un esposto ai Carabinieri Forestali

Il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” ha presentato un’istanza di accesso agli atti al Comune di Terracina e un esposto ai Carabinieri Forestali sulla vicenda degli abbattimenti dei pini di viale Europa, annunciati per l’8 giugno.

L’associazione ambientalista chiede di poter visionare la documentazione tecnica che avrebbe portato alla decisione di abbattere gli esemplari di Pinus pinea, ritenuti di particolare valore storico, paesaggistico e naturalistico.

Richiesta di perizie e autorizzazioni

Nell’istanza presentata al Comune, Legambiente chiede di acquisire determine, perizie tecniche e autorizzazioni che certifichino l’esistenza di condizioni tali da rendere inevitabile l’abbattimento degli alberi.

Tra gli elementi richiesti figurano eventuali valutazioni sul rischio per la pubblica incolumità, la presenza di malattie irreversibili o la necessità di lavori pubblici incompatibili con la permanenza delle alberature.

L’associazione chiede inoltre di conoscere il progetto di compensazione ambientale, con indicazione delle nuove piantumazioni, delle specie previste, delle aree interessate e degli interventi di manutenzione programmati.

L’esposto ai Carabinieri Forestali

Contestualmente è stato trasmesso un esposto al comando provinciale e locale dei Carabinieri Forestali.

Secondo Legambiente, gli abbattimenti stanno suscitando perplessità tra i residenti e non possono sostituire una corretta attività di manutenzione e gestione del verde urbano.

Nel documento vengono richiamate la Legge 10 del 2013 sugli spazi verdi urbani e i Criteri ambientali minimi (CAM) per la gestione del verde pubblico.

Le critiche al Comune

L’associazione sostiene che il Comune di Terracina sia privo di un Piano del Verde, di un Regolamento del Verde e di un censimento pubblico del patrimonio arboreo comunale.

Secondo Legambiente, la gestione del verde urbano dovrebbe essere inserita in una programmazione complessiva che disciplini abbattimenti, manutenzioni e nuove piantumazioni.

Giannetti: “Gli alberi sono beni pubblici”

“Gli alberi non sono verde ornamentale, ma beni pubblici. E proprio per questo il loro abbattimento è un atto che la Pubblica Amministrazione non può eseguire secondo opportunismo e convenienza politica o sensazioni personali, ma solo rispettando un preciso quadro normativo che impone tutela, prudenza, trasparenza e motivazione rigorosa”, ha dichiarato Anna Giannetti, presidente del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” e consigliere nazionale di Legambiente.

L’associazione resta ora in attesa dell’esito dell’accesso agli atti e delle eventuali verifiche richieste ai Carabinieri Forestali.

Latina, con l’arresto del pedofilo la Polizia ha sventato nuovi abusi sulla 13enne

L’ha adescata attraverso i social network, instaurando con lei un legame molto intimo, trasformato ben presto in una forma di manipolazione.

Così il 38enne sardo arrestato dalla Polizia Postale era riuscito a soggiogare una minorenne, riuscendo a scambiare con lei video e immagini di atti sessuali quando aveva ancora 12 anni, fino ad arrivare ai rapporti veri e propri, violenze sessuali secondo la legge perché l’adolescente ha 13 anni.

L’indagine ha permesso di documentare i viaggi tra la Sardegna e la provincia di Latina, ma soprattutto ha permesso di sventare nuovi episodi di abusi sessuali sulla ragazzina, già in programma.

L’inchiesta è nata una Sardegna grazie al lavoro di monitoraggio compiuto dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Cagliari a partire da una segnalazione circostanziata che riferiva di una presunta frequentazione di un adulto con una minorenne.

I primi riscontri e l’identificazione dell’uomo, avevano permesso alla Procura di Cagliari di autorizzare il decreto di perquisizione in cerca di prove concrete. Ne sono emerse analizzando lo smartphone del 38enne, ma soprattutto grazie agli approfondimento investigativi della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Latina.

I poliziotti del capoluogo pontino, perquisendo l’abitazione della vittima degli abusi, hanno scoperto che oltre allo scambio a distanza di video di atti sessuali emerso inizialmente dopo le prime verifiche in Sardegna, c’erano stati anche incontri e rapporti sessuali tra l’uomo e la tredicenne. Gli agenti della Polizia Postale di Latina hanno trovato prove dei viaggi che il 38enne ha compiuto per raggiungere il paese in provincia di Latina dove vive l’adolescente, proprio nei giorni in cui lei non doveva andare a scuola.

Hanno raccolto testimonianze che provano i loro incontri e hanno trovato prove dei viaggi che l’uomo avrebbe dovuto effettuare prossimamente per incontrare ancora la ragazzina. Una spirale di perversione dalla quale l’adolescente non riusciva a tirarsi fuori, completamente soggiogata dal 38enne.