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Banda del buco al lavoro a Latina: magro il bottino

I carabinieri di Anzio

Ennesimo tentativo di furto, andato stavolta parzialmente a segno, in una gioielleria di Latina. Stiamo parlando dell’attività di via Isonzo, Oro Cash, più volte presa di mira negli ultimi tempi, e sempre con la medesima modalità: forzare l’ingresso in una delle attività commerciali adiacenti per poi praticare un foro nel muro ed arrivare a dama…

Stavolta il colpo è riuscito, anche se solo parzialmente, visto che l’allarme scattato prontamente li ha messi in fuga. Sul posto i Carabinieri, intervenuti prontamente ieri notte con le pattuglie della Sezione Radiomobile che hanno messo in fuga i malviventi. Non sembrano esserci dubbi sul fatto che a provare il nuovo colpo sia stata la stessa banda della scorsa settimana. Una ostinazione quasi ceca, visto che le forze dell’ordine ormai pattugliano spesso la zona.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, i ladri si sono introdotti nell’asilo che fa parte dello stesso stabile. Da lì hanno praticato un buco nella parete per entrare nei locali dell’agenzia di viaggi. Una volta dentro hanno forzato la cassaforte impadronendosi del contenuto contante, circa 5000 euro. Si sono quindi dedicati a praticare un nuovo foro nella parete, per accedere alla gioielleria, stando bene attenti a non far scattare l’allarme. Una volta raggiunto il negozio al quale puntavano dall’inizio, però, non hanno potuto evitare di essere individuati. Un allarme acustico che li ha messi in fuga.

Priverno – Nel borgo di Fossanova rivive la magia delle arti che si abbracciano e si fondono

Con il Patrocinio del Comune di Priverno, il Borgo di Fossanova apre per tre giorni le sue case all’arte contemporanea, conducendo i visitatori in ogni suo angolo rivisitato dall’intervento degli artisti. Le casette rosse, Red palazzo, la foresteria, il ristorante “Il forno del Procoio”, il chiostro, saranno sentieri d’arte, CAMERE D’ARIA, cuscinetti di energia vitale per il nostro immaginare. Il progetto della manifestazione CAMERE D’ARIA, un evento d’arte contemporanea, nasce in nome dell’amore: tre giorni all’insegna dell’arte, della cultura, della scrittura, del restauro, dell’enogastronomia territoriale, della condivisione. Il passaggio che la vita restituisce a questo luogo magico, un borgo medievale, sapientemente custodito e rinnovato dagli interventi attenti di chi lo ama da generazioni. Un incontro incredibilmente armonico e contemporaneo, strato su strato verso il futuro a testimoniare l’importanza del ricordo nel desiderio di ogni rinnovamento.

Per Fossanova e per Emanuela Di Stefano, madre di una delle curatrici, Domitilla Verga, CAMERE D’ARIA nasce dal desiderio di mostrare la storia eterna che entrambe, insieme, magicamente hanno creato. La storia del borgo e del suo “tempo sospeso” in cui gli anni si srotolano una lunga scia di ricordi. Stanze d’artista nelle vecchie case e nel palazzo antico di famiglia, a dialogo con il tempo e con la bellezza della pietra e degli intonaci affiorati come per sbaglio in tutte le camere. Sì è voluto condividere solo con alcuni artisti speciali questo evento tanto importante per Domitilla Verga che li ha selezionati uno ad uno insieme a Velia Littera, direttrice della galleria Pavart di Roma, affinché ciascuno sposasse davvero una stanza, un intonaco e l’atmosfera così tanto particolare che abita Fossanova.

Il programma dell’evento sarà molto articolato e itinerante. Le case, appena restaurate nel rispetto del luogo e di quanto è stato insegnato dal passato, sono luoghi magici che non solo offrono un’accoglienza di qualità, ma trasportano il visitatore in un’atmosfera senza tempo. Sono affittabili tutto l’anno per brevi e medi periodi. Un’accoglienza pensata per condividere bellezza con un certo Tipo di…visitatore. Quel “tipo” che arriva a Fossanova e ne resta stregato, che non la morde e poi fugge, ma ne visita tutto, il museo medievale, il chiostro, assaggia i suoi biscotti, i suoi vini, ascolta le suore cantare e si perde nel suo tempo sospeso. Il Tipo che la vuole abitare, sedersi sul muretto e inventare storie per Lei. Che parte per esplorarne i dintorni e poi ancora ritorna da Lei perché è tanto speciale. Un TIPO rispettoso e curioso, che nota i particolari delle Casette rosse e del Red palazzo, che fa la raccolta differenziata, che resta a cena e magari per tutta la vita.

Inciampa, cade sul fucile e si spara: muore cacciatore

Cacciatore inciampa, cade sul suo fucile e parte un colpo accidentale che lo uccide. Il 78enne è stato trovato senza vita ieri, nelle campagne di Calvagese della Riviera, in provincia di Brescia. La ricostruzione, affidata alle forze dell’ordine, è stata riportata dalla stampa nazionale. Inutile l’intervento dei soccorsi.

Si tratta del secondo incidente di questo tipo avvenuto ieri in Lombardia. Nel Pavese, alla periferia di Mortara, un 67enne è scivolato e così ha fatto partire un colpo di fucile che lo ha ferito alla tibia. l colpo ha provocato una lesione grave, interessando anche l’osso: per questo è stato necessario il trasferimento in un centro specializzato, ovvero il San Gerardo di Monza.

Rifiuti, affondo di Tripodi: ”Zingaretti come ha speso 12 milioni su Colleferro?”

Dura presa di posizione di Angelo Tripodi, capogruppo in consiglio regionale del Lazio della Lega, contro il presidente Zingaretti per la questione rifiuti. “Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e l’assessore ai rifiuti, Massimiliano Valeriani, spieghino che fine hanno fatto i 7 milioni di euro per gli ammodernamenti dei termovalorizzatori e i 5,3 milioni di euro per il ramo discarica a Colleferro

La giunta Zingaretti finanziò la società Lazio Ambiente con 12,6 milioni di euro e non si hanno più notizie dal 28 dicembre 2016. Incredibilmente gli impianti furono chiusi dopo qualche anno e ora saranno smantellati”.

La Regione Lazio approva il piano per i piccoli Comuni: in arrivo 6 milioni di euro

Per il triennio 2022-2024 la Regione Lazio stanzia 6 milioni di euro per i comuni fino a 5mila abitanti. I 254 piccoli centri presenti nel Lazio rappresentano un patrimonio di storia, tradizioni, paesaggi e produzioni d’eccellenza dal valore inestimabile. “Continuiamo ad investire su questo bagaglio culturale e sociale – si legge in una nota firmata dal consigliere regionale del Partito Democratico, Salvatore La Penna – con un Piano che finanzierà azioni negli ambiti più diversi: dal potenziamento dei servizi essenziali a interventi contro lo spopolamento, dal sostegno all’imprenditorialità locale all’incentivazione dell’offerta turistica, dalla valorizzazione dei prodotti tipici agroalimentari e artigianali alla semplificazione amministrativa e informatizzazione degli enti locali”.

Con le risorse del POR FESR 2021–2027, che si aggiungono ai 6 milioni di euro programmati, verranno finanziati ulteriori interventi per la difesa del suolo e la mitigazione del rischio idrogeologico, segnalati come prioritari anche attraverso un confronto proficuo e sinergico con i sindaci e le amministrazioni locali. I piccoli Comuni potranno beneficiare delle risorse partecipando a bandi pubblici e manifestazioni di interesse, o attraverso lo scorrimento di graduatorie in caso di avvisi già attivati.

Covid, 384 nuovi casi positivi nel report di giornata della Asl

“Rispetto alla giornata di ieri in provincia di Latina si registrano 384 nuovi casi di positività, distribuiti nei Comuni di Aprilia (46), Bassiano (1), Campodimele (4), Castelforte (1), Cisterna di Latina (15), Cori (2), Fondi (27), Formia (14), Gaeta (16), Itri (8), Latina (95), Lenola (2), Maenza (1), Minturno (8), Monte San Biagio (4), Norma (4), Pontinia (3), Priverno (13), Prossedi (2), Roccagorga (1), Rocca Massima (4), Sabaudia (19), San Felice Circeo (3), Santi Cosma e Damiano (6), Sermoneta (8), Sezze (21), Sonnino (11), Sperlonga (4), Spigno Saturnia (1) e Terracina (40)”.

È quanto ha sostenuto qualche istante fa l’Azienda Sanitaria Locale di Latina che, all’interno del bollettino di giornata, ha riportato anche i dati sulle guarigioni nelle ultime 24 ore, 157 in totale, con un nuovo ricovero e 307 vaccinazioni effettuate nella giornata di ieri (Adulti prima dose 1, seconda dose 2, terza dose 19, quarta dose 272, quinta dose 13).

Latina – “Nuove frontiere della selezione della bufala mediterranea”, l’iniziativa di Coldiretti

“Sviluppare nuovi strumenti selettivi e conoscenze a disposizione degli allevatori, per costruire mandrie in cui la biodiversitа viene mantenuta e preservata, il benessere migliorato e l’impatto ambientale diminuito, ossia le basi per l’allevamento sostenibile”. Sono alcuni degli obiettivi del “Progetto Big” di Anasb, l’Associazione Nazionale Allevatori Specie Bufalina che ieri è stata protagonista dell’incontro organizzato da Coldiretti Lazio a Latina: “Nuove frontiere della selezione della Bufala Mediterranea Italiana (BMI)”.

Un incontro al quale ha preso parte il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Regione, le Università degli Studi di Napoli Federico II e della Tuscia e l’Assessore all’Agricoltura della Regione Lazio, Enrica Onorati.

L’evento si è svolto nella sede della federazione provinciale di Coldiretti in via Don Minzoni, 1, dove si è affrontato il tema delle tecnologie innovative per il miglioramento genetico della specie bufalina, insieme a Giuseppe Campanile, componente Cda dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Umberto Bernabucci del Dipartimento Dafne dell’Università degli Studi della Tuscia. Al dibattito prenderà parte anche il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali con il dirigente Francesco Bongiovanni, Salvatore Claps, direttore del Centro di ricerca Crea-Za, Domenico Raimondo, Presidente del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, Mauro Donda, Direttore Generale Associazione Italiana Allevatori e al Direttore di Coldiretti Latina, Carlo Picchi.

Il direttore Picchi

“Quella lanciata da Anas è una grande sfida dell’innovazione – spiega Picchi – che abbiamo voluto cogliere per dare delle risposte ai nostri allevatori e naturalmente a tutti i consumatori. Proprio questi ultimi potranno sentirsi maggiormente tutelati da prodotti che provengono da una filiera tracciata e sostenibile. Obiettivi che per la Coldiretti sono sempre stati primari e che rispondono anche all’impegno per la transizione ecologica richiesto dalle istituzioni nazionali ed europee. Progetti come quello presentato oggi consentono di ottenere un allevamento tale da garantire una riduzione dello spreco di risorse e un maggior rispetto dell’ambiente”.

Fondamentale la formazione. “Quello della zootecnia bufalina è un settore che ha registrato un incremento in questi anni – prosegue il direttore, Carlo Picchi, che è anche presidente della Fondazione Bio Campus di Latina – mente resta poco sviluppato il processo di trasformazione del latte e questo dipende anche dalla scarsa formazione, che soprattutto i giovani hanno in questo ambito. Ecco perché l’I.t.s. ha previsto dei corsi ad Amaseno, che partiranno a fine ottobre e avranno la durata di due anni, per creare la figura professionale del “Tecnico della produzione e trasformazione dei prodotti bufalini” sia per il latte che per la lavorazione della carne”.

Anasb ed il ‘Progetto big’

Ad aprire i lavori il Presidente Anasb, Nicola Palmieri, al Consigliere e Direttore Anasb, Francesco D’Ausilio e Giacomo Bertolini, mentre il responsabile scientifico Gianluca Neglia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha illustrato il “Progetto Big” e il ricercatore Cnr Ibba, Stefano Biffani, coordinatore Uffici Studi Anasb, ha il primo focus sulla genomica della Bufala Mediterranea Italiana.

“Il “Progetto Big” ha come obiettivo il miglioramento genetico di caratteri innovativi legati alla resistenza/resilienza – spiegano da Anasb – a patologie (brucellosi, tubercolosi, paratubercolosi, emimelia trasversa), alla sostenibilitа ambientale (efficienza alimentare, emissioni in atmosfera), alla qualitа delle produzioni (caseificazione), alla valorizzazione della produzione della carne come prodotto secondario (ad esempio muscolositа e BCS) ed il mantenimento della variabilitа genetica nella razza bufala Mediterranea Italiana attraverso il controllo dell’inbreeding e la costituzione di una biobanca di materiale seminale maschile e embrioni”.

Volley, colpaccio della Top Cisterna: arriva la firma di Javier Martinez

La Top Volley annuncia un nuovo colpo di mercato, Javier Martinez si unisce al roster di coach Fabio Soli: il ventisettenne argentino nato a Cordoba, è un opposto alto 191 cm cresciuto nelle giovanili della Lube dove, da subito, ha messo in evidenza le sue spiccate doti atletiche. Veloce nell’attaccare la palla, micidiale sotto rete, un ragazzo gioioso che ha già conquistato il gruppo integrandosi subito con i compagni di squadra. La scorsa stagione l’opposto argentino era in forza all’Avimecc Modica, arrivando a collezionare numeri significativi in tre stagioni giocate in serie A3. Javier Martienz vanta al suo attivo 864 punti di cui: 754 in attacco, 52 ace e 58 muri.

Prima di arrivare a Cisterna per vestire la casacca bianco blu, Martinez ha militato due anni in B con Nova Volley Loreto e Inter Volley Foligno, per poi approdare in A3 con la Delta Volley e arrivare a Modica dove ha giocato fino allo scorso anno per due stagioni. Javier Martinez: “Per me è una grandissima opportunità e una grandissima gioia arrivare a Cisterna di Latina, soprattutto per il massimo livello da esprimere con i ragazzi quando ci sarà bisogno. Sicuramente siamo in una condizione di forma e speriamo di continuare così fino alla fine del campionato, tanto sognare non costa nulla. Domenica andiamo a Trento, non dobbiamo avere paura di un nome pesante, perché in questo momento anche Cisterna di Latina merita la posizione in cui si trova in questa stagione di Superlega. Lotteremo fino alla fine e speriamo di portare a casa i tre punti”.

Fuga di gas, ustioni e trauma cranico per la donna rimasta sotto le macerie

Appena ricevuto l’allarme legato alla situazione della villetta devastata da un’esplosione legata alla bombola del gas ad Anzio sono giunte sul posto due squadre operative provenienti dalle sedi di Anzio e Pomezia, una autobotte della sede di Montelanico il nucleo Nbcr e una squadra tecnica dalla sede Pisana, coadiuvate dal cap o turno provinciale. A darne notizia Riccardo Ciofi del sindacato dei Vigili del fuoco Fns Cisl Roma Capitale e Rieti. La situazione appena arrivati sul posto è sembrata subito grave al personale dei Vigili del fuoco dal momento che lo scenario che si è presentato ai soccorritori era davvero preoccupante. Gli operatori hanno operato prontamente per raggiungere la parte della villetta coinvolta dall’esplosione individuando una donna di circa quarant’anni che era rimasta ferita sotto le macerie crollate totalmente della parte muraria e dalla copertura del tetto.


Di fatto, con accuratezza hanno provveduto a recuperare la donna e in collaborazione con il personale medico del 118 che nel frattempo effettuava delle manovre di soccorso sanitario per stabilizzarla. La donna in condizioni gravi presenta ustioni su diverse parti del corpo e un profondo trauma cranico ed è stata trasportata in ospedale in elimabulanza, al reparto grandi ustionati del Sant’Eugenio di Roma. Durante le operazioni di soccorso, ha poi fatto sapere Ciofi, la donna, in condizioni molto critiche, è comunque sempre rimasta cosciente.
Di fatto, la struttura crollata era una sezione indipendente, posizionata dietro il corpo principale della villetta distante qualche metro in via Faggi al civico 98 in zona Lavinio ad Anzio. L’esplosione avvenuta presumibilmente a causa di una fuga gas dovuta a saturazione dell’ambiente interno probabilmente nella zona cucina. Tanto che all’arrivo sul posto dei soccorritori l’odore di gas era ancora presente e molto forte.
In questa fase sono in corso le indagini delle autorità giudiziarie e del nucleo di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco per accertare le cause effettive che hanno portato all’esplosione e al crollo dello stabile.
Certamente, le attività di prevenzione sono fondamentali, in questi casi, per evitare questi eventi drammatici e prendere tutte le precauzioni del caso e la messa in sicurezza di bombole del gas esterni o interrati.

Chiusa l’indagine su spaccio e ‘Ndrangheta, in 66 rischiano il processo

Il Comune di Anzio

E’ arrivata la chiusura delle indagini della Procura di Roma e ora sono 66 le persone che rischiano il processo legato agli arresti e alle indagini della della Direzione distrettuale Antimafia (Dda) di Roma, sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nei comuni di Anzio e Nettuno.

L’inchiesta, coordinata dai procuratori aggiunti Michele Prestipino e Ilaria Calò con i pm Giovanni Musarò e Francesco Minisci, aveva portato, lo scorso 17 febbraio, all’arresto eseguito dai carabinieri del nucleo investigativo della capitale di 66 persone accusate a vario titolo di spaccio, estorsione, minacce ma anche di associazione a delinquere di stampo mafioso. Nel mirino anche le due amministrazioni comunali che, grazie a questa indagine sono state raggiunte da due commissioni di accesso che hanno lavorato per sei mesi e da cui a breve si attende una decisione sul futuro delle due Amministrazioni comunali.


Ai vertici dei due distinti gruppi criminali, distaccamenti delle ‘ndrine di Santa Cristina d’Aspromonte in provincia di Reggio Calabria e di Guardavalle in provincia di Catanzaro, c’erano secondo le ricostruzioni degli investigatori, Giacomo Madaffari, Bruno Gallace e Davide Perronace.

In base a quanto emerso dalle indagini, i clan puntavano a lavorare sul litorale romano e per rafforzare il proprio potere sfruttavano la capacità di importare grandi quantitativi di cocaina da Colombia e Panama, per poi infiltrarsi nelle amministrazioni locali attraverso la gestione e il controllo di attività economiche nei più svariati settori, da quello ittico alla gestione e smaltimento dei rifiuti. Una ricostruzione figlia degli accertamenti che hanno consentito di ricostruire l’importazione di 258 chili di cocaina avvenuta nella primavera 2018, tramite un narcotrafficante colombiano, disciolta nel carbone e poi estratta all’interno di un laboratorio allestito a sud della Capitale. Che il fenomeno dello spaccio sia diffusissimo sul litorale, non è certamente un mistero.

La ‘ndrina aveva anche in progetto di acquistare e importare proprio da Panama circa 500 chili di cocaina nascosti a bordo di un veliero che in origine veniva utilizzato per regate transoceaniche. L’operazione però saltò quando gli arrestati vennero a conoscenza delle indagini proprio nei loro confronti. Ora, con l’avviso di conclusione delle indagini, in 66 rischiano di finire a processo.