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Sabaudia, viola la sorveglianza speciale: arrestato un 47enne

Un uomo di 47 anni di Sabaudia, già noto alle forze di polizia, è stato arrestato dai Carabinieri per violazione degli obblighi legati alla sorveglianza speciale.

L’arresto è avvenuto nella nottata di ieri durante un servizio di controllo del territorio svolto dai militari della Stazione dei Carabinieri di Sabaudia.

Il controllo sul territorio

Nel corso delle attività di pattugliamento, i carabinieri hanno sorpreso l’uomo mentre rientrava presso la propria abitazione alla guida di un’autovettura in suo uso.

Il comportamento ha rappresentato una violazione delle prescrizioni previste dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale alla quale il 47enne è attualmente sottoposto.

Senza patente di guida

Durante gli ulteriori accertamenti effettuati dai militari dell’Arma è emerso inoltre che l’uomo era sprovvisto di patente di guida, poiché il documento gli era stato precedentemente revocato.

L’arresto

Alla luce delle violazioni accertate, i carabinieri hanno proceduto all’arresto dell’uomo in flagranza di reato per violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale.

Dopo le formalità di rito e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’arrestato è stato posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa delle determinazioni dell’autorità competente.

Esplode una bombola di gas in casa: morti marito e moglie

Oristano – L’esplosione di una bombola di gas ha devastato l’abitazione di due anziani coniugi a Ghilarza. La coppia – un uomo di 80 anni e una donna di 73 – è morta nell’incidente.

L’allarme è stato lanciato da un familiare, che ha richiesto l’intervento dei soccorsi. Al loro arrivo, i Vigili del fuoco e il 118 hanno trovato l’uomo già deceduto, mentre la donna è stata trasportata in elisoccorso in ospedale, ma ogni tentativo di rianimazione è stato purtroppo inutile.

Le cause dell’esplosione sono ancora sconosciute, ma si ipotizza che sia stata innescata da una perdita dalla stufa a gas. I Carabinieri e i Vigili del fuoco sono immediatamente sopraggiunti sul posto per ricostruire l’episodio e accertare le cause.

L’area è stata messa in sicurezza e le indagini sono in corso per chiarire con precisione quanto accaduto. La comunità di Ghilarza è in lutto per la tragedia che ha coinvolto i due anziani coniugi.

Sezze, coltello e bastone in auto: denunciato un 42enne

I Carabinieri della Stazione di Sezze hanno denunciato in stato di libertà un 42enne del posto, già noto alle forze di polizia, ritenuto responsabile dei reati di porto di oggetti atti ad offendere e rifiuto di sottoporsi agli accertamenti tossicologici per la guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti.

L’episodio è avvenuto nella mattinata di ieri, durante un servizio di controllo alla circolazione stradale.

Il controllo dei militari

Nel corso dell’attività di vigilanza sul territorio, i militari dell’Arma hanno fermato l’uomo mentre era alla guida di un’autovettura in suo uso. L’atteggiamento del conducente ha insospettito i carabinieri, che hanno deciso di procedere con una perquisizione personale e veicolare.

Coltello e bastone nell’auto

Durante i controlli è stato rinvenuto un coltello a serramanico della lunghezza di circa 15 centimetri e un bastone in legno lungo circa 50 centimetri, entrambi nella disponibilità dell’uomo.

Gli oggetti sono stati immediatamente sequestrati dai militari.

Il rifiuto degli accertamenti

A seguito del controllo, il 42enne è stato invitato a sottoporsi agli accertamenti tossicologici per verificare l’eventuale guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

L’uomo però si è rifiutato di effettuare i test, circostanza che ha fatto scattare ulteriori provvedimenti.

Denuncia e patente ritirata

Alla luce degli accertamenti svolti, i carabinieri hanno proceduto a denunciare l’uomo all’Autorità Giudiziaria per i reati contestati e al ritiro della patente di guida.

Cisterna, cento nuove piante nelle aree verdi con il “Progetto Ossigeno”

Nuove piante per migliorare il verde urbano e la qualità dell’aria. A Cisterna di Latina sono state messe a dimora circa cento nuove piante in due aree pubbliche del territorio comunale grazie al “Progetto Ossigeno” promosso dalla Regione Lazio.

L’intervento è stato realizzato dopo che l’amministrazione comunale aveva presentato una manifestazione di interesse per partecipare al programma regionale dedicato alla riforestazione urbana.

Le aree interessate

Le nuove piantumazioni hanno interessato due zone del territorio comunale: piazza Caduti di Nassiriya, nella località Cerciabella, e via Einaudi, la strada che conduce al polo tecnico Ramadù.

Dopo un sopralluogo preliminare effettuato dai tecnici regionali per valutare le caratteristiche dei terreni, nel fine settimana scorso si è proceduto alla messa a dimora delle nuove essenze arboree.

Settanta piante a Cerciabella

Nel dettaglio, in piazza Caduti di Nassiriya, in un’area individuata come verde pubblico nei pressi dell’asilo nido in fase di realizzazione, sono stati collocati 70 tra alberi e arbusti.

In via Einaudi, invece, sono stati piantati 39 nuovi alberi, in prossimità del parco pubblico attualmente in fase di realizzazione.

Benefici ambientali e urbanistici

Le nuove piantumazioni contribuiranno a migliorare la qualità dell’aria, ma anche a ridurre l’inquinamento acustico causato dal traffico veicolare e ad abbassare i livelli di anidride carbonica.

Allo stesso tempo l’intervento valorizza dal punto di vista naturalistico entrambe le zone: la prima frequentata quotidianamente dai residenti del quartiere, la seconda utilizzata soprattutto da studenti e personale scolastico del polo tecnico.

Il commento del sindaco

«Questo progetto della Regione Lazio al quale abbiamo partecipato – sottolinea il sindaco Valentino Mantini – rappresenta un passaggio importante nel percorso di riqualificazione urbana che stiamo portando avanti».

Secondo il primo cittadino, l’obiettivo è restituire alla comunità un ambiente più vivibile e con minori livelli di inquinamento.

«L’incremento delle aree verdi – aggiunge – vuole favorire anche una cultura della sostenibilità, dell’uso razionale delle risorse e della tutela della biodiversità locale».

Soddisfazione dell’amministrazione

Soddisfazione per l’intervento è stata espressa anche dagli assessori all’Ambiente Lino Del Prete e alla Transizione energetica Marco Capuzzo, che hanno seguito da vicino l’attuazione del Progetto Ossigeno sul territorio comunale.

Controlli nei locali di Formia e Terracina: sanzioni e denunce per irregolarità

Proseguono i controlli della Polizia di Stato nei pubblici esercizi della provincia di Latina. Le verifiche, svolte in collaborazione con Asl, Ispettorato del Lavoro e Guardia di Finanza, hanno interessato in particolare i comuni di Formia e Terracina.

L’attività rientra in un piano di controlli amministrativi e di sicurezza finalizzato a verificare il rispetto delle normative nei locali pubblici, tutelare i lavoratori e prevenire fenomeni di illegalità nei luoghi di aggregazione.

Irregolarità in due esercizi a Formia

A Formia, i controlli sono stati effettuati dai poliziotti della Sezione Polizia Amministrativa del Commissariato, con il supporto degli altri enti coinvolti.

Durante le verifiche in alcuni esercizi di somministrazione di alimenti e bevande sono state riscontrate diverse irregolarità amministrative e violazioni in materia di sicurezza sul lavoro.

In un primo locale è stata contestata l’occupazione abusiva di suolo pubblico, oltre a violazioni legate alla sicurezza dei lavoratori. In particolare è stata rilevata l’altezza non conforme di un locale utilizzato come laboratorio e l’assenza di spogliatoi per il personale. Per queste irregolarità sono state previste sanzioni amministrative e prescrizioni con ammenda.

In un secondo esercizio sono state accertate ulteriori violazioni: occupazione non autorizzata di suolo pubblico, mancanza della cartellonistica sugli orari di apertura e chiusura e assenza della tabella alcolemica. Gli ispettori hanno inoltre riscontrato carenze in materia di sicurezza sul lavoro, tra cui l’assenza della sorveglianza sanitaria per un dipendente, la mancanza di locali spogliatoio e verifiche relative alle uscite di emergenza. Le violazioni comporteranno sanzioni amministrative e penali.

Controlli a Terracina in piazza Garibaldi

A Terracina i controlli si sono concentrati su alcuni locali di piazza Garibaldi, uno dei principali punti di aggregazione giovanile della città.

L’attività è stata avviata anche alla luce di recenti episodi che hanno coinvolto minori, con l’obiettivo di prevenire la somministrazione di alcolici ai minorenni e sensibilizzare gli esercenti sul rispetto delle norme.

Le verifiche, di carattere amministrativo interdisciplinare, sono state svolte con la collaborazione degli ispettori del Servizio SPreSAL della Asl di Latina e del personale della Guardia di Finanza.

Un esercizio denunciato

Nel corso dell’operazione sono stati controllati due esercizi commerciali.

In uno di questi non sono state riscontrate irregolarità, anche se sono previste ulteriori verifiche documentali.

Nel secondo locale, invece, sono emerse violazioni sulla sicurezza del lavoro, carenze nell’impianto elettrico e insufficiente cartellonistica obbligatoria, compresa quella relativa al divieto di vendita di alcolici ai minori. È stata inoltre accertata l’occupazione abusiva di suolo pubblico con tavoli, sedie e ombrelloni privi di autorizzazione.

Per queste violazioni l’esercente è stato deferito all’Autorità giudiziaria e sanzionato amministrativamente.

I controlli proseguiranno

La Polizia di Stato ha annunciato che i controlli proseguiranno nei prossimi giorni su tutto il territorio provinciale con l’obiettivo di garantire il rispetto delle norme, la tutela dei lavoratori e la sicurezza dei cittadini.

Latina presenta il primo Annuario Sportivo della città

Il Comune di Latina presenterà il primo Annuario Sportivo della città, un volume dedicato alle attività e ai risultati che hanno Il Comune di Latina presenta il primo Annuario Sportivo della città, un volume dedicato alle attività e ai successi che hanno caratterizzato lo sport pontino nel 2025.

La presentazione avverrà durante l’evento conclusivo dei lavori del centro sportivo outdoor “Vincenzo D’Amico”, uno degli interventi più importanti realizzati negli ultimi mesi per lo sport cittadino.

Un progetto realizzato con il Servizio Civile

L’annuario è stato realizzato dai volontari del Servizio Civile Universale che operano presso il Dipartimento Politiche Giovanili del Comune di Latina.

Il progetto editoriale è stato coordinato dall’assessore allo Sport Andrea Chiarato, che ha seguito i volontari durante tutte le fasi di ideazione e sviluppo.

Il volume raccoglie fotografie e racconti inviati da associazioni sportive, società dilettantistiche ed enti di promozione sportiva. Tutti hanno partecipato all’avviso pubblico promosso dal Comune.

Un viaggio nello sport della città

«Non vediamo l’ora di presentare questo lavoro – spiega l’assessore Andrea Chiarato – perché rappresenta un passo importante per la promozione dello sport e per il rafforzamento del senso di comunità».

Secondo l’assessore, l’annuario vuole valorizzare il mondo sportivo pontino e raccontare il lavoro quotidiano di atleti, dirigenti e allenatori.

A guidare il lettore è “Sportacus”, un personaggio a fumetti che crede nello sport come strumento di crescita, inclusione e partecipazione.

I momenti più importanti del 2025

L’annuario ripercorre anche alcuni eventi che hanno segnato l’anno sportivo della città.

Tra questi:

  • il passaggio della fiamma olimpica a Latina
  • il progetto per il nuovo playground di via Don Morosini
  • la terza edizione della cerimonia di premiazione degli atleti
  • gli interventi sul centro sportivo outdoor Vincenzo D’Amico

Quest’ultimo impianto sarà presto restituito alla comunità, diventando un nuovo punto di riferimento per lo sport all’aperto.

Il ringraziamento ai volontari

L’assessore Chiarato ha voluto ringraziare i volontari del Servizio Civile che hanno lavorato al progetto.

«Un ringraziamento speciale – conclude – va a Gaetano Tartaglione ed Elisabetta Ronconi, che hanno curato il format editoriale, l’identità grafica e la struttura del volume».

“Aprilia Anno Zero”: il territorio tra presente e futuro secondo Carola Latini – L’INTERVISTA

L’Inchiesta

APRILIA ANNO ZERO

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Per lei Giorgia Meloni incarna un esempio, umano e politico, dal quale trarre ispirazione per essere determinata, coraggiosa e trasmettere amore per l’Italia, qualità che le occorrono quotidianamente per fare politica, avendo serietà e rispetto per le persone. Mentre per altri la perseveranza finisce per conferire una certa durezza, per Carola Latini la tenacia e la fermezza non hanno mai scalfito la dolcezza del suo sguardo.
Il suo percorso politico parte da lontano, iniziando durante gli anni degli studi universitari, pertanto basta poco a comprendere che, dietro quella tenerezza, si nasconde una forte determinazione.

La sua famiglia risiede da sempre a Casalazzara, periferia nord di Aprilia, al confine con il comune di Ardea, dove Carola cresce, tra la natura e il paesaggio della campagna romana. Terminate le scuole superiori, si è iscritta a Giurisprudenza entrando in contatto con Azione Universitaria, l’associazione studentesca di destra attiva dal 1996, una esperienza che le fa comprendere che la politica non era solo interesse, ma una passione vera.

E poiché Carola non voleva essere spettatrice neanche nella sua città, iniziò a partecipare alle iniziative di Azione Giovani; ad Aprilia i giovani di destra avevano dato vita ad un gruppo ben nutrito, tra i più attivi della provincia di Latina. Per Carola gli anni della militanza giovanile sono stati bellissimi, durante i quali sono nate amicizie che conserva tutt’oggi: una grande famiglia politica che ha alimentato un forte sentimento di comunità e coesione.

Terminati gli studi universitari, Carola ha iniziato la pratica legale e, successivamente, ha assunto il ruolo di assistente di un parlamentare europeo. Anche da questa esperienza importante ha tratto una lezione di vita, perché ha avuto l’opportunità di conoscere da vicino le istituzioni, ma senza dimenticare mai la sua città dove ha scelto, poi, di mettersi in gioco.

Coerentemente alla sua adesione giovanile, ha militato prima in Alleanza Nazionale, poi nel Popolo della Libertà, aderendo già nel 2012, anno della sua nascita, a Fratelli d’Italia. Una scelta di identità, non di convenienza, dice. Dopo essersi candidata più volte consigliera comunale, andando sempre ad un passo dall’elezione ma senza riuscirci, nel 2023 si prende una bella rivincita, risultando addirittura la donna più votata. Un risultato che la riempie di orgoglio e che viene riconosciuto e premiato con l’incarico di Assessore alle Attività Produttive, che tuttavia considera un servizio e non un titolo.

Il suo hobby preferito è la lettura, soprattutto di testi di storia e di attualità, analisi che danno luogo a riflessioni che la aiutano a guardare il mondo e a ragionare sotto altre prospettive. Carola adora stare all’aria aperta e camminare in campagna, per trovare calma e concentrazione si dedica a lavori creativi.

  • Quale è stata la sua reazione alla notizia dell’arresto del sindaco e dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose?

    “La mia reazione è stata di dolore e amarezza. Dolore per la mia città, perché quando si parla di infiltrazioni mafiose non viene colpita una persona sola, ma l’intera comunità. E amarezza perché Aprilia non merita di essere associata a certe dinamiche.
    Allo stesso tempo, però, ho provato anche un forte senso di responsabilità. Quando le istituzioni intervengono significa che lo Stato c’è. E da cittadina, prima ancora che da politica, credo che la legalità non sia uno slogan ma una condizione imprescindibile per costruire il futuro. Oggi più che mai serve serietà, trasparenza e un cambio di passo culturale, oltre che amministrativo”.
  • Gli amministratori pubblici dovrebbero possedere determinate caratteristiche, ma non sempre i tempi sono maturi per accettare certe specificità: ad esempio oggi donne e giovani sembrerebbero essere l’equivalente di inclusione e rinnovamento, spesso a prescindere dalla preparazione e dall’esperienza. Invece a cosa bisognerebbe saper rinunciare, sempre, per essere dei bravi politici?

    “Per essere buoni amministratori bisogna saper rinunciare all’ego. La politica non può essere un esercizio di vanità o di consenso immediato.
    Bisogna rinunciare alla ricerca dell’applauso facile, alle scorciatoie, alle promesse che fanno vincere oggi ma danneggiano domani.
    Serve invece visione, studio, competenza e anche la capacità di dire qualche “no” impopolare quando è necessario per il bene collettivo.
    Donne e giovani non sono un simbolo di rinnovamento per definizione: lo diventano se portano preparazione, responsabilità e concretezza. Il rinnovamento vero non è anagrafico, è culturale”.
  • La sua famiglia di origine è una presenza storica del territorio: cosa le ha trasmesso in termini di esperienza e come ha influito questa importante eredità nella sua formazione personale?

    “La mia famiglia mi ha trasmesso il valore del lavoro vero, quello fatto di sacrifici quotidiani e di mani che conoscono la terra. I miei genitori sono coltivatori diretti e sono cresciuta vedendo cosa significa alzarsi presto ogni mattina, lavorare con fatica, rispettare i tempi della natura e non dare mai nulla per scontato. La terra ti insegna l’umiltà, perché non puoi comandarla. Ti insegna la pazienza, perché i risultati non arrivano subito. E ti insegna la responsabilità, perché ciò che semini oggi lo raccoglierai domani. Questo ha inciso profondamente nella mia formazione personale e politica. Mi ha insegnato che i risultati non si improvvisano, che il lavoro serio paga nel tempo e che le radici non sono un limite, ma una forza. Porto con me questo insegnamento ogni giorno: concretezza, rispetto per il sacrificio e attaccamento profondo al territorio.
  • Lei è cresciuta in una delle aree più belle dal punto di vista paesaggistico: cosa pensa del fatto che le periferie apriliane versino in uno stato di abbandono e diventino obiettivo di investimenti non sempre in linea con la vocazione turistico – agricola del territorio?

    “Sono cresciuta a Casalazzara, un luogo straordinario dal punto di vista paesaggistico. Proprio per questo vedere alcune periferie in stato di abbandono fa male. Le periferie non sono margini, sono parte viva della città. Se vengono trascurate diventano fragili, e la fragilità apre spazio a degrado e scelte speculative che non rispettano la vocazione agricola e ambientale del territorio. Io credo che lo sviluppo debba essere coerente con l’identità: tutela del paesaggio, valorizzazione dell’agricoltura, servizi e infrastrutture adeguate. Crescere sì, ma senza snaturarsi”.
  • Tre temi, dai quali escludiamo la legalità per eccesso di banalità, sui quali il futuro governo cittadino dovrà lavorare per gettare le basi della città del futuro.

    “Escludendo la legalità, che è un presupposto, indico tre priorità. La prima è la pianificazione urbanistica seria e sostenibile: serve una visione chiara su come deve crescere Aprilia, evitando espansioni disordinate e valorizzando le aree agricole e produttive. La seconda è dare sostegno alle attività produttive e al commercio locale, perché una città senza impresa è una città senza futuro. Bisogna attrarre investimenti di qualità e sostenere chi già lavora sul territorio. Infine al terzo posto indicherei i servizi e la qualità della vita nelle periferie, come scuole, viabilità, manutenzione, trasporti, perché la dignità urbana passa dalle cose concrete. La città del futuro si costruisce con programmazione, coraggio e amore per il territorio”.

Dal centro commerciale in Q3 al supermercato in zona industriale: due storie del sistema Latina

E’ stata fissata per la data del 23 giugno prossimo l’udienza del Tribunale del Riesame nel corso della quale dovrà essere nuovamente affrontata, dopo l’annullamento della precedente decisione del Tribunale del Riesame di Latina, la vicenda del centro commerciale realizzato all’angolo tra via del Lido e la statale Pontina, nel quartiere Q3 a Latina.

Una data che tradisce una certa volontà dilatoria da parte dei giudici, che si prendono un tempo lunghissimo per prepararsi ad affrontare un caso che per ben due volte la Corte di Cassazione ha concordemente definito in ogni suo aspetto, arrivando a concludere che ci si trovi di fronte ad un caso di lottizzazione abusiva.

Un caso che nell’ultimo decreto di sequestro, quello firmato dal Gip Mara Mattioli il 31 marzo 2025, viene riassunto dal giudice come “un volgare tentativo di aggirare la norma rilasciando quattro titoli autorizzativi all’interno di un’unica struttura commerciale”. Come dire che un centro commerciale è stato contrabbandato per tre medie strutture di vendita, per superare ostacoli amministrativi che non avrebbero altrimenti consentito la realizzazione di quella struttura.

Sarà la quarta volta che un collegio di giudici pontini si troverà a dover decidere su un provvedimento di sequestro della struttura commerciale più contestata nella storia del capoluogo pontino, e per ben due volte quella che viene definita la Suprema Corte ha definito prive di fondamento le ragioni che hanno indotto il Tribunale

del Riesame di Latina ad annullare il sequestro dell’insediamento commerciale in un’area destinata ad ospitare attività alberghiere. Incominciata nel 2019 con una discutibile delibera della Giunta Municipale, la saga continua, riproponendo una scenario già visto in città, che è quello di lasciare che i misfatti, o presunti tali, si compiano, invece di cercare di verificarne sul nascere la fattibilità, e nel caso ne sussistano le ragioni, impedire che si realizzino strutture poi destinate al sequestro e alla confisca.

Ma è una lezione che pare non riesca a farsi strada nella testa di alcuni magistrati pontini.

Quello che sta accadendo, anche stavolta da qualche anno, nella zona industriale di Latina Scalo, con quello che resta della ex Frigomarket Pacifico, è un altro esempio di come si possa perdere un’occasione per verificare preventivamente se un’intrapresa imprenditoriale possa a avere luogo o meno, anziché aspettare che tutto si compia e poi procedere con un sequestro a cose fatte. Con danni e spese su ogni fronte.

Sulla questione della ex Frigomarket la Procura di Latina è già intervenuta mesi fa con il sequestro di un’area sulla quale l’attuale titolare dell’ex sito industriale andava sotterrando i rifiuti prodotti con i lavori di ristrutturazione di un enorme capannone.

E mentre una ditta scavava per recuperare trecento tonnellate di materiali illegalmente nascosti sotto terra, gli investigatori avevano avuto il tempo di acquisire l’intera documentazione che ha consentito di ricostruire una vicenda tanto solare quando curiosa: nel 2021 il Consorzio Industriale Roma-Latina espropria l’intero sito industriale dismesso alla curatela fallimentare che sta cercando di venderlo all’asta per 4,5 milioni di euro; lo cede gratuitamente con trattativa diretta a un imprenditore di Sermoneta che deve sostenere soltanto le spese previste dalla legge per quel tipo di procedura (costo del terreno e oneri consortili); il nuovo proprietario cede in locazione una parte del compendio industriale ad un altro imprenditore che chiede e ottiene da Comune di Latina l’autorizzazione per l’esercizio di un’attività commerciale, un’altra media struttura di vendita di prodotti alimentari e non.

Un supermercato in zona industriale, contro ogni previsione del Piano regolatore del Consorzio industriale. Sarà tutto corretto? Non lo sarà? Le basi per effettuare una verifica ci sono tutte, le carte anche, ma nulla si muove.

Chi sta invece correndo è l’azienda che ha già ricevuto il via libera per aprire il supermercato: nell’area di via Carrara, a Tor Tre Ponti, è tutto un cantiere. Una corsa verso l’apertura dei battenti

“Donne e Impresa 2026”, tre milioni di euro dalla Regione per sostenere l’imprenditoria femminile

Tre milioni di euro per sostenere la nascita e lo sviluppo dell’imprenditoria femminile nel Lazio. È la dotazione del nuovo bando “Donne e Impresa 2026”, presentato ieri dalla Regione Lazio presso WEGIL a Roma, con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle imprese guidate da donne e favorire investimenti in innovazione e digitalizzazione.

La misura è stata illustrata dalla vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico Roberta Angelilli, insieme a Claudia Cattani, responsabile della Fondazione Bellisario per il Lazio, al presidente di Lazio Innova Francesco Marcolini e a Daniele Maura, vicepresidente della Commissione Attività Produttive del Consiglio regionale del Lazio.

«Con il bando “Donne e Impresa” mettiamo a disposizione delle imprese guidate da donne uno strumento concreto per sostenere gli investimenti produttivi e rafforzarne la competitività», ha dichiarato Angelilli. «Abbiamo inoltre scelto di destinare almeno il 10% delle risorse al Quarticciolo, per sostenere la nascita e l’insediamento di nuove attività economiche in un quartiere al centro di un importante percorso di riqualificazione promosso da Governo, Regione Lazio e Roma Capitale».

La misura prevede quindi una quota di almeno 300 mila euro destinata al Quarticciolo, che consentirà di sostenere tra 10 e 15 imprese o lavoratrici autonome che decidano di avviare o ampliare la propria attività nel quartiere (Municipio V di Roma). L’iniziativa si inserisce in un più ampio programma di interventi istituzionali finalizzati alla riqualificazione urbana, sociale ed economica dell’area, che prevede anche azioni per il miglioramento degli spazi pubblici e il recupero del patrimonio abitativo.

Il bando

Il bando, finanziato con risorse del Programma FESR Lazio 2021-2027 e gestito da Lazio Innova, prevede contributi a fondo perduto fino a 100 mila euro per impresa, con un’intensità compresa tra il 50% e il 70% dei costi ammissibili. L’agevolazione è concessa in regime de minimis.

Saranno finanziabili investimenti in macchinari, attrezzature, software e digitalizzazione, oltre a spese di personale e costi generali. È inoltre previsto un contributo aggiuntivo di circa 5 mila euro per l’adozione di nuovi sistemi di digital commerce.

Il bando sarà pubblicato entro la fine di marzo, con apertura prevista a metà aprile 2026.

Possono accedere alle agevolazioni le imprese che rientrano nella definizione di impresa femminile, comprese le lavoratrici autonome, le imprese individuali a titolarità femminile, le società di persone, cooperative o studi associati con una presenza femminile pari ad almeno il 60%, nonché le società di capitali con partecipazione e governance femminile qualificata.

Tutte le informazioni, le modalità di partecipazione e la relativa modulistica saranno disponibili sui siti lazioinnova.it e lazioeuropa.it.

Buoni efamily, La Penna (Pd): «Ritardi inaccettabili nel Lazio»

È ancora fermo il nuovo bando per i buoni efamily, i contributi regionali destinati all’assistenza delle persone non autosufficienti. A denunciare la situazione è il consigliere regionale del Partito democratico Salvatore La Penna, che parla di ritardi ormai «inaccettabili» per centinaia di famiglie del Lazio.

«Il ritardo nella pubblicazione del nuovo avviso pubblico per i buoni efamily è ormai inaccettabile – afferma La Penna –. Parliamo di un sostegno fondamentale per tante famiglie che ogni giorno si fanno carico dell’assistenza a persone non autosufficienti e che oggi si trovano senza certezze né risposte».

Il bando fermo dal 2024

Secondo il consigliere regionale, l’ultimo avviso pubblico sulla piattaforma efamily risale a novembre 2024 e la nuova edizione del bando era attesa entro la fine dello scorso anno. Ad oggi, però, il nuovo avviso non è ancora stato pubblicato.

«Da mesi il Partito democratico denuncia questa situazione – prosegue La Penna –. Già lo scorso settembre la consigliera regionale Eleonora Mattia aveva presentato un’interrogazione a risposta scritta per fare luce sui ritardi nella pubblicazione del bando».

Successivamente è stata anche richiesta un’audizione nella commissione consiliare competente, proprio per chiarire le ragioni dello stallo e sollecitare la pubblicazione del nuovo avviso.

Contributi fino a 700 euro al mese

I buoni efamily, finanziati con risorse del Fondo sociale europeo, sono contributi destinati a sostenere le spese per l’assistenza a persone non autosufficienti, anziani o disabili.

Il sostegno economico può arrivare fino a 700 euro al mese per un massimo di 12 mensilità.

«Non è un bonus, ma uno strumento essenziale»

Secondo La Penna, il ritardo sta creando difficoltà sempre più pesanti per molte famiglie.

«Questi contributi non sono un bonus accessorio – sottolinea – ma uno strumento essenziale di welfare che consente a tante persone di garantire assistenza quotidiana ai propri familiari fragili».

In molti casi, spiega il consigliere regionale, le famiglie stanno anticipando di tasca propria le spese per pagare gli operatori che assistono i loro cari, senza aver ancora ricevuto i fondi previsti.

«Famiglie lasciate sole»

«Parliamo di caregiver familiari che già sostengono un carico enorme, umano ed economico – conclude La Penna –. Per questo chiediamo alla Regione Lazio di intervenire immediatamente, chiarendo tempi e modalità della pubblicazione del nuovo bando e mettendo fine a uno stallo che sta creando disagi sempre più gravi. Queste famiglie non possono essere lasciate sole».