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Aprilia, fuga e inseguimento: fermato con uno sfollagente in auto

Gli agenti della Volante lo notano mentre sfreccia in direzione opposta, a velocità sostenuta. Un comportamento che non passa inosservato: scatta l’inversione di marcia e parte l’inseguimento. Pochi minuti e l’auto si ferma.

A bordo c’è un solo uomo. Ammette di aver guidato in modo imprudente, ma sostiene di non essersi accorto dei segnali luminosi della pattuglia. Nessuna spiegazione convincente, però, sulla sua destinazione.

Il controllo si approfondisce. Dalla verifica si passa alla perquisizione del veicolo, ed è lì che emergono gli elementi più delicati: uno sfollagente telescopico, insieme a guanti e tre radio portatili tipo walkie-talkie.

Per il manganello estensibile non arrivano giustificazioni plausibili. L’oggetto viene immediatamente sequestrato. Diversa la versione fornita per il resto del materiale: secondo l’uomo, strumenti utilizzati per la propria attività lavorativa nel settore della sicurezza.

Gli accertamenti proseguono negli uffici del commissariato. Al termine, per lui scatta la denuncia in stato di libertà per detenzione abusiva di oggetti atti ad offendere, in violazione della normativa vigente.

Latina, blitz in un capannone sulla Pontina: scoperti con ferro e camion rubati

Movimenti sospetti, un capannone isolato lungo la Pontina e un carico di ferro pronto a sparire. È da una segnalazione arrivata alla sala operativa che parte l’intervento della Polizia di Stato, sfociato nella denuncia di due uomini.

Quando gli agenti della Squadra Volante sono arrivati sul posto, la scena era già chiara: un autocarro in sosta e materiale ferroso in fase di caricamento. Un’operazione rapida, ma interrotta sul nascere dagli uomini delle forze dell’ordine.

Gli accertamenti immediati fanno emergere il primo elemento chiave: quel materiale non poteva essere toccato. Era infatti sottoposto a procedura fallimentare, quindi fuori dalla disponibilità dei due uomini, incapaci di fornire spiegazioni sulla provenienza e sull’autorizzazione al prelievo.

Ma è il secondo riscontro a far scattare l’accusa più grave. Il mezzo utilizzato per il trasporto è risultato rubato a gennaio dell’anno scorso.

A quel punto il quadro si è chiuso. Per i due è scattata la denuncia a piede libero per furto aggravato e riciclaggio, mentre il veicolo è stato sequestrato. Gli investigatori stanno ora approfondendo per capire se dietro l’episodio si nasconda un’attività più ampia, legata ad altri furti simili nella zona.

Fondi, la società civile riempie Palazzo Caetani: “C’è chi dice no”

Una sala piena, attenta, partecipe. Un dibattito pubblico a Fondi, giovedì 19 marzo, Palazzo Caetani si è trasformato in un luogo di confronto e mobilitazione. L’incontro “C’è chi dice NO”, promosso dal Comitato “Società civile per il NO”, ha richiamato decine e decine di cittadini, segnale di un territorio che non intende restare spettatore.

Al tavolo dei relatori voci diverse, unite da un filo comune: difendere diritti, legalità e partecipazione. Tra gli interventi, quello del giudice Paolo Bertollini, che ha richiamato l’attenzione sull’indipendenza della magistratura come cardine dello Stato di diritto. Un passaggio netto, che ha riportato al centro il tema della giustizia come fondamento della democrazia.

Accanto a lui, l’avvocata Patrizia Menanno ha sottolineato il ruolo della legalità come strumento concreto di tutela dei cittadini, mentre la scrittrice Daniela Padoan, presidente di Libertà e Giustizia, ha legato memoria storica e diritti civili, indicando nella cultura una leva per il cambiamento sociale.

Spazio anche alle nuove generazioni, con l’intervento di Bianca Piergentili, che ha portato la voce degli studenti: una generazione spesso esclusa, ma sempre più consapevole e pronta a rivendicare il proprio ruolo.

A chiudere, Natale Di Cola, segretario della CGIL Roma e Lazio, che ha richiamato l’urgenza di rimettere al centro il lavoro e la dignità delle persone, denunciando precarietà e disuguaglianze.

Più che un semplice incontro, un segnale politico. Una partecipazione costruita dal basso. Un messaggio chiaro: a Fondi esiste una comunità che vuole contare, discutere e scegliere.

Volley – Play-off, domenica a Sabaudia arriva San Giustino. Il ds Torre: «Ecco cosa farà la differenza»

Il Viridex Sabaudia ha concluso la regular season con la convincente vittoria (3-1) con il Campobasso, blindando la sesta posizione nella classifica del girone Blu del campionato di pallavolo maschile di serie A3. In virtù di questo piazzamento capitan Onwuelo e compagni affronteranno negli ottavi di finale dei play-off l’ErmGroup Altotevere San Giustino, squadra terza classificata nel girone Bianco. L’andata è in programma domenica prossima, 22 marzo alle ore 18:00 al Pala Vitaletti di Sabaudia mentre il ritorno si giocherà domenica 29 marzo alle ore 18 a San Giustino. In città cresce l’attesa per la partita di domenica che sarà fondamentale nell’economia del doppio confronto.

«In questi play-off la testa e la voglia dei giocatori di arrivare il più lontano possibile farà tutta la differenza, visto che tecnicamente penso che la squadra abbia le caratteristiche per poter arrivare molto lontano – chiarisce Paolo Torre, direttore sportivo del Viridex Sabaudia – Siamo stati altalenanti e poco esaltanti nel girone di ritorno, al netto di infortuni e cali di forma fisiologici per una stagione comunque stressante. Ci aspettavamo qualcosina di più, questo è evidente, guardando le partite perse, penso ad andate e ritorno con Modica, gli errori da matita rossa che avrebbero potuto cambiare la classifica finale. Comunque cerchiamo di prendere il bicchiere in mezzo pieno di questa stagione che ci ha visto partecipare alle Final Four di Coppa Italia per la prima volta nella storia della società e a migliorare il piazzamento finale della passata stagione».

Poi il dirigente del club pontino passa ad analizzare anche l’aumento importante del pubblico che ha seguito la squadra con grande passione fin dall’inizio ma che in queste ultime uscite ha dato una spinta importante al gruppo. «Una nota di merito al pubblico che nelle ultime uscite ci sta seguendo sempre più numeroso, vuol dire che il lavoro fatto sta dando i propri frutti e spero continui a venire a sostenerci, a darci una mano per questo finale di stagione e a spingerci il più lontano possibile».

Attentato incendiario nella casa a Sermoneta, il 38enne si è avvalso della facoltà di non rispondere

È rimasto in silenzio davanti al giudice Christian Solito,  il 38enne di Latina residente a Bassiano finito in carcere perché indiziato di avere innescato l’incendio in un appartamento di via Battaglia di Lepanto a Borgata Carrara. Sottoposto all’interrogatorio di garanzia nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Martina Taglione, si è avvalso della facoltà di non rispondere l’indagato assistito dall’avvocato Italo Montini.

L’incendio risale alla notte del 25 ottobre quando un uomo era sceso da un’auto e aveva lanciato una molotov nella casa al piano interrato di un palazzo tra Sermoneta e Latina Scalo, rompendo una finestra. All’interno dell’appartamento non c’era l’affittuaria, ritenuta comunque destinataria dell’attentato, perché in quel periodo era stata collocata in una casa famiglia nell’ambito di un caso di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori che nel frattempo è stato archiviato. Dentro c’erano però suo figlio e la fidanzata, che erano riusciti a mettersi in salvo appena in tempo.

Attraverso la visione dei filmati di video sorveglianza del condominio e grazie a una serie di testimonianze, i carabinieri erano riusciti a risalire a Christian Solito anche grazie all’automobile usata quella notte, identica alla Fiat Punto intestata a un familiare dell’indagato, che lui stesso utilizzava in quel periodo. Le successive indagini hanno confermato i sospetti iniziali, sia mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, ma anche attraverso le perquisizioni che hanno consentito di recuperare la vettura e alcuni abiti in casa di Solito compatibili con quelli indossati dall’attentatore ripreso dalle telecamere, tra l’altro danneggiati da alcune bruciature.

Nel corso dell’inchiesta tra l’altro gli investigatori hanno ascoltato l’indagato mentre parlava, con altre persone, di una pistola che avrebbe posseduto e comunque non è stata trovata nel corso della perquisizione domiciliare. Alla luce di questo è indagato quindi per l’incendio, per avere portato in luogo pubblico la molotov utilizzata per innescare le fiamme quella notte, ma anche per avere posseduto la pistola.

Soffocato da un boccone, bimbo di soli 11 mesi muore mentre la mamma è in ospedale per partorire

Dramma a Torino, dove un bimbo di appena 11 mesi ha perso la vita dopo essere rimasto soffocato da un boccone di cibo. Una tragedia improvvisa che ha colpito una famiglia già in un momento delicato: la madre del piccolo si trovava infatti ricoverata in ospedale per dare alla luce due gemelli.

Il bambino era in casa insieme alla zia, che si è accorta immediatamente di quanto stava accadendo e ha allertato il 118. I soccorsi sono arrivati in pochi minuti, ma fin da subito le condizioni del piccolo sono apparse gravissime. I sanitari hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione sul posto, senza però riuscire a ottenere miglioramenti.

Disperato anche il successivo trasferimento d’urgenza all’ospedale Ospedale Maria Vittoria, dove la madre era ricoverata per il parto gemellare. Nonostante gli sforzi dei medici, per il bambino non c’è stato nulla da fare.

Sul luogo della tragedia è intervenuta anche la polizia, che ha effettuato tutti gli accertamenti del caso. Dai primi riscontri non sarebbero emersi elementi sospetti: tutto farebbe pensare a una tragica fatalità.

Nelle prossime ore la Procura potrebbe comunque disporre l’autopsia sul corpo del piccolo, per chiarire con precisione le cause del decesso. Un dolore immenso che ha sconvolto due volte la stessa famiglia, nel giro di poche ore.

Latina, controlli “Alto impatto”: stretta dei Carabinieri nella notte

Una presenza capillare, visibile, che si muove tra le strade quando il traffico cala insieme alla notte sulla città. Proseguono senza sosta i controlli “ad alto impatto” messi in campo dai Carabinieri per arginare microcriminalità e consumo di stupefacenti.

L’ultimo servizio straordinario si è svolto tra la tarda serata del 18 marzo e le ore successive, con un dispiegamento coordinato dalla Compagnia di Latina e il supporto della Squadra di Intervento Operativo dell’8° Reggimento “Lazio”. Un’azione mirata, fatta di posti di controllo, verifiche su strada e perquisizioni.

Proprio durante uno di questi controlli, due ragazzi di 24 anni, entrambi del posto, sono finiti nei guai. Alla vista dei militari, avrebbero tentato di disfarsi di alcune sigarette artigianali contenenti hashish. Un gesto rapido, ma non sufficiente: la sostanza è stata recuperata immediatamente dai carabinieri.

La successiva perquisizione personale ha confermato i sospetti: i due giovani erano in possesso di ulteriori modiche quantità della stessa sostanza, poi sequestrata. Per loro è scattata la segnalazione alla Prefettura come assuntori.

Il bilancio complessivo dell’operazione parla di 36 persone identificate, 11 veicoli controllati e tre perquisizioni eseguite. Numeri che raccontano un’attività costante, destinata a proseguire anche nei prossimi giorni.

Latina, tenta di uscire dal negozio senza pagare: denunciata una 27enne

I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Latina hanno denunciato in stato di libertà una donna di 27 anni del posto, già nota alle forze di polizia, per tentato furto.

L’intervento è avvenuto nella serata di ieri, a seguito di una segnalazione giunta al 112 N.U.E..

Bloccata dal personale di sicurezza

I militari sono intervenuti presso un esercizio pubblico all’interno di un centro commerciale, dove il personale addetto alla sicurezza aveva già fermato la donna.

La 27enne stava tentando di superare le casse dopo aver prelevato dagli scaffali bottiglie di alcolici, liquori e dolciumi, occultandoli sulla propria persona.

Merce restituita

La merce è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario.

Pontinia, controlli in un’azienda agricola: denunciato il titolare

Nella mattinata di ieri i Carabinieri delle Stazioni di Pontinia e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Latina hanno effettuato un accesso ispettivo presso un’azienda agricola impegnata nell’attività di allevamento.

Il controllo rientra nei servizi mirati alla prevenzione del fenomeno del caporalato.

Denunciato il titolare

Al termine delle verifiche, il titolare dell’azienda, un uomo di 50 anni del posto, è stato denunciato in stato di libertà per mancanza dei requisiti di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro e per omessa adozione di misure di primo soccorso.

Ammende per oltre 4.800 euro

Nel medesimo contesto sono state elevate ammende per oltre 4.800 euro nei confronti del titolare.

Posizione dei lavoratori

Durante il controllo sono stati verificati tre lavoratori, due di nazionalità indiana e uno di nazionalità egiziana.

Tutti sono risultati regolarmente presenti sul territorio nazionale e in regola con le comunicazioni di assunzione.

Latina, senza patente con droga e coltelli: denunciato un 41enne

I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Latina hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 41 anni del posto, già noto alle forze di polizia, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e porto di armi od oggetti atti ad offendere.

Denunciato anche un 18enne del posto per detenzione abusiva di munizioni.

L’intervento è avvenuto nella notte, durante un posto di controllo alla circolazione stradale.

Senza patente e mezzo irregolare

L’uomo è stato fermato mentre era in sella a un ciclomotore di proprietà del 18enne.

Dagli accertamenti è emerso che era privo di patente, poiché sospesa, e che il mezzo risultava senza assicurazione e senza revisione.

Droga e coltelli trovati durante la perquisizione

L’atteggiamento nervoso del conducente ha insospettito i militari, che hanno deciso di effettuare una perquisizione personale e veicolare.

Nel corso dei controlli sono stati rinvenuti circa 32 grammi di hashish, un coltello a mandorla intriso della sostanza, un coltello a serramanico e un bilancino di precisione.

Perquisizione in casa

Le verifiche sono state estese all’abitazione dell’indagato, dove sono stati trovati altri due bilancini di precisione e materiale utilizzato per il confezionamento dello stupefacente.

Munizioni trovate al 18enne

All’interno dell’abitazione era presente anche il 18enne, che, sottoposto a perquisizione personale, è stato trovato in possesso di un proiettile calibro 7.65 non denunciato.

Sequestro del materiale

Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro.

La sostanza stupefacente sarà sottoposta ad analisi di laboratorio, quantitative e qualitative, secondo le disposizioni dell’Autorità Giudiziaria.