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Aprilia, controlli dei Carabinieri: due denunciati per spaccio di droga

Nel corso della mattinata di ieri i Carabinieri della Stazione di Aprilia hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 49 anni e una donna di 26 anni, entrambi residenti nel territorio pontino e già noti alle forze di polizia.

I due sono ritenuti responsabili, in concorso, del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’alt e la perquisizione

Durante un servizio di perlustrazione, i militari hanno fermato un veicolo condotto dal 49enne, a bordo del quale viaggiava anche la 26enne.

L’atteggiamento dei due ha insospettito i Carabinieri, che hanno deciso di procedere a controlli più approfonditi, effettuando una perquisizione personale e del mezzo.

Droga e contanti

Nel corso delle verifiche, l’uomo è stato trovato in possesso di oltre 200 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio.

La donna aveva invece con sé 9 dosi di sostanza stupefacente, tra crack e cocaina.

La successiva perquisizione del veicolo ha permesso di rinvenire altre 2 dosi della stessa sostanza.

Sequestro e analisi

La droga, per un peso complessivo di circa 6 grammi, è stata sequestrata.

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria sarà sottoposta ad analisi di laboratorio, sia qualitative che quantitative.

Procedimento in corso

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Serata folle a Fondi, accoltellamento tra giovanissimi in pieno centro

Quanto accaduto nella serata di ieri a Fondi ha dell’incredibile.

Un minore, sarebbe giunto a Fondi da un comune limitrofo armato di coltello e, per motivi ancora non chiari, avrebbe sferrato alcuni fendenti al corpo di un altro minore del posto.

Il tutto, oltre ad essere avvenuto in pieno centro tra l’affollato passeggio del sabato sera, pare sia  culminato in un altro gesto inspiegabile: l’aggressore avrebbe infatti pubblicato sui social delle storie in cui si vantava di quanto avesse fatto.

Panico non solo in piazza, ma anche nelle chat e sui social. Tutti a cercare dettagli e a voler comprendere non solo le identità dei minori ma anche cosa possa aver portato a tanta violenza gratuita.

Sul posto oltre ai sanitari del 118 che hanno preso in carico il giovane ferito dalle coltellate e in gravi condizioni, anche le forze dell’ordine. 

Su quanto avvenuto procedono i carabinieri di Fondi. Si attendono la fine dei rilievi e della ricostruzione dei fatti per ottenere dei dettagli.

Roccagorga, controlli in un bar: irregolari i presidi antincendio

Un controllo di routine che si trasforma in denuncia. I Carabinieri, insieme ai militari del NAS, hanno effettuato un’ispezione in un bar del centro, facendo emergere irregolarità nei sistemi di sicurezza antincendio.

Durante le verifiche, è stata accertata la mancata revisione annuale di due estintori, requisito obbligatorio per garantire la sicurezza nei locali aperti al pubblico. Una carenza ritenuta rilevante, che ha fatto scattare il deferimento in stato di libertà del responsabile dell’attività, un 29enne residente nel territorio pontino.

L’episodio si inserisce nell’ambito dei controlli periodici finalizzati a verificare il rispetto delle normative in materia di sicurezza, con particolare attenzione ai luoghi di aggregazione. Un richiamo concreto al rispetto delle regole, a tutela di clienti e lavoratori.

Terracina, ristorante chiuso per irregolarità antincendio

Stop all’attività per motivi di sicurezza. Un esercizio commerciale del settore ristorazione è stato sospeso nella mattinata di ieri dopo un’ordinanza firmata dal Comune, a seguito di gravi carenze nella normativa antincendio.

Il provvedimento arriva dopo un controllo effettuato lo scorso gennaio da un pool interforze: Carabinieri, NAS di Latina, Vigili del Fuoco, Polizia Locale e uffici comunali. Durante l’ispezione è emersa l’assenza della SCIA antincendio, documento obbligatorio per garantire il rispetto degli standard di sicurezza.

Da qui la decisione di sospendere l’attività fino alla regolarizzazione della posizione. Parallelamente è stata avviata la procedura sanzionatoria per imporre l’adeguamento alle norme vigenti.

L’obiettivo, spiegano fonti istituzionali, è assicurare condizioni di sicurezza per lavoratori e clienti, intervenendo con fermezza nei casi di irregolarità.

Latina, congresso FenealUil: Purificato confermato. Il modello pontino tra sinergia e innovazione

Più che una semplice tappa congressuale, quella andata in scena al Museo Cambellotti è stata una fotografia di come il settore delle costruzioni in provincia di Latina si è trasformato negli ultimi anni.

Il XIX congresso della FenealUil Latina ha infatti messo al centro non tanto gli equilibri interni, quanto il lavoro costruito fuori: nei cantieri, nei protocolli, nei rapporti tra soggetti diversi.

Alla fine della giornata è arrivata la conferma di Massimo Purificato alla guida del sindacato.

Dentro la sala si sono ritrovati praticamente tutti gli attori del comparto: sindacati, associazioni datoriali, enti bilaterali, istituzioni.

Non una presenza formale, ma il segno di un percorso condiviso che negli anni ha preso forma su temi concreti come sicurezza, formazione e contrasto al lavoro irregolare.

Un’impostazione che ha fatto da sfondo a tutta la mattinata.

Le criticità restano, a partire dal lavoro

Nella sua relazione introduttiva, subito dopo i saluti del sindaco Matilde Celentano, Purificato ha riportato il dibattito sulle condizioni reali del settore.

Tra inflazione, instabilità economica e trasformazioni del mercato, resta un nodo centrale: il lavoro non sempre garantisce più una condizione dignitosa.

A questo si aggiunge il tema della sicurezza, ancora oggi strettamente legato alla presenza di lavoro nero e a una frammentazione che rende più difficile il controllo nei cantieri.

Latina come laboratorio

Dai vari interventi è emersa un’idea precisa: Latina come territorio di sperimentazione.

Il presidente di Ance Latina, Pierantonio Palluzzi, ha richiamato proprio questo aspetto, sottolineando come negli anni si sia costruito un metodo basato sull’ascolto reciproco e sulla condivisione delle soluzioni.

Tra gli strumenti sviluppati, il badge di cantiere, introdotto con il contratto integrativo provinciale, pensato per rafforzare trasparenza e sicurezza e per contrastare fenomeni di irregolarità.

Un modello nato a livello locale e poi esteso attraverso accordi con Prefettura, Provincia e Comuni.

Una rete che regge nel tempo

A ribadire la solidità del sistema è stato anche il presidente della Cassa Edile, Riccardo Cerilli, che ha richiamato il ruolo storico della FenealUil nel territorio e il lavoro fatto insieme alle altre sigle e ad Ance.

Il riferimento è al contratto provinciale, che ha introdotto strumenti concreti per i lavoratori e ha rafforzato la dimensione della bilateralità.

Dentro i cantieri

Il racconto più operativo è arrivato dall’intervento di Simone Vaudo, direttore generale di Formedil Latina, Ance Latina e Cassa Edile, che ha spostato l’attenzione su ciò che accade quotidianamente nei cantieri.

Negli ultimi anni sono stati portati servizi direttamente sui luoghi di lavoro, come le attività sanitarie e i percorsi di formazione, con circa 3.000 operai coinvolti grazie all’utilizzo di unità mobili.

Un modello che non comporta costi aggiuntivi per le imprese e che punta a intervenire in modo diretto sulle condizioni di lavoro.

Una giornata che guarda avanti

Nel corso del congresso sono intervenuti anche i rappresentanti delle altre sigle sindacali, Alessio Faustini (Fillea Cgil) e Francesco Indelicato (Filca Cisl), insieme al consigliere provinciale Luca Magliozzi.

A chiudere i lavori il segretario generale Uil Latina Luigi Garullo e il segretario nazionale FenealUil Stefano Costa.

Oltre il congresso

Dalla giornata non esce solo una riconferma, ma una direzione: continuare a rafforzare un sistema territoriale che negli anni ha provato a tenere insieme interessi diversi.

Un’esperienza che punta a restare radicata nei cantieri, ma con l’ambizione di parlare anche fuori dai confini locali.

Referendum Costituzionali, l’analisi storica nelle province di Latina e di Frosinone

Domenica e lunedì seggi aperti: si vota per il referendum costituzionale sulla magistratura. La consultazione è di tipo confermativa, infatti ai cittadini verrà chiesto di esprimersi se sono a favore (Sì) o contrari (No) alla riforma della Costituzione.

I PRECEDENTI

Non è la prima volta che il corpo elettorale viene chiamato ad esprimersi su una riforma costituzionale che in Parlamento non ha ottenuto la maggioranza qualificata. Gli altri quattro casi si sono verificati tutti nel nuovo millennio con un sostanziale “pareggio” negli effetti: due riforme approvate e due bocciate.

Nel 2001 è stata la volta della tanto discussa Riforma del Titolo V. Una vera e propria rivoluzione per chiunque abbia mai studiato diritto pubblico o Costituzionale, con l’approvazione da parte del corpo elettorale, seppur con una percentuale bassissima di affluenza. Perché va ricordato che i referendum confermativi, a differenza di quelli abrogativi, non hanno bisogno di un quorum per essere considerati validi.

Poi, le due proposte di modifica della Carta con l’idea del centrodestra con la cosiddetta “Devolution” e del centrosinistra con la riforma “Renzi-Boschi“. La prima nel 2006 e la seconda nel 2016. Entrambe sono state bocciate.

Infine, c’è il taglio del numero dei parlamentari nel 2020 che ha visto i cittadini esprimersi con l’approvazione della proposta.

Prima ancora dell’entrata in vigore della Costituzione, siamo nel 1946, c’è stato il famoso referendum che gli esperti oggi giudicano come “istituzionale” per la scelta tra Monarchia e Repubblica. Un altro tempo e un’altra storia che meritano un approfondimento a parte.

L’AFFLUENZA NAZIONALE

Di per sé, i cittadini italiani che non sempre sono molto propensi a recarsi alle urne, soprattutto negli ultimi decenni e, a maggior ragione per consultazioni che, non riguardano di per sé le amministrative in cui si eleggono rappresentanze locali, hanno dimostrato una discreta partecipazione, ogni qual volta sono stati chiamati a scegliere sulla modifica della Costituzione. Il motivo principale è da rintracciare sicuramente nel dibattito politico e pubblico che si accende attorno alla modifica della Carta e, infatti, al netto della consultazione del 2001 con la Modifica del Titolo V, quando a livello nazionale andarono ai seggi appena il 34,05% degli aventi diritto, negli altri casi si è sempre superato il 50%. Questo, probabilmente, anche per via dei temi trattati dalle riforme. Quella del 2001 era sicuramente più tecnica e, forse, all’apparenza, meno di impatto nella vita dei cittadini. Nel 2006 con la riforma della “Devolution”, sono andati ai seggi il 52,46%. Nel 2016 con la riforma “Renzi-Boschi” addirittura 65,48%. E, anche il taglio dei parlamentari nel 2020 ha portato ai seggi il 51,12% degli italiani.

DIFFERENZE CON IL LAZIO

Nel territorio regionale? I numeri ci dicono la stessa cosa? Non proprio. In realtà, sia sull’indicazione di voto, ma anche sull’affluenza, la risposta immediata che arriva è che le percentuali del Lazio oscillano a seconda di quanto impatta in campagna elettorale la forte preponderanza storica di centrodestra nelle province fuori da Roma (con questa orientata storicamente nell’area più progressista) e, in particolar modo, in quelle del sud di Latina e Frosinone, sicuramente più popolose di Rieti e Viterbo.

Se nel 2001, ad esempio, la percentuale di affluenza è stata molto simile a quella nazionale con il 34,44%, è altrettanto vero che il “Sì” che nella circoscrizione Italia arrivò al 61,08%, a livello regionale raggiunse il 64,21%.

Anche nel 2006 i risultati mostrarono qualcosa di analogo con l’affluenza di Italia+Estero al 52,46% e quella del Lazio al 53,61%. Con un dato per il “No” (che vinse) con un margine di quasi 4 punti percentuali tra Italia e Lazio (61,29% contro il 65,50%).

Cifre completamente in controtendenza nelle altre due consultazioni: Nel 2016, infatti, votò più gente nel Lazio 69,16% rispetto al dato Italia+Estero 65,48%, con una differenza sostanziale anche sulle cifre di favorevoli e contrari. Il “No” che vinse a livello generale ottenne il 65,48%, mentre nel Lazio arrivò addirittura al 69,16%.

Stessa cosa nel 2020 con il taglio dei parlamentari quando, pur con un’affluenza notevolmente più bassa nel Lazio (45,68% a fronte del 51,12%) il “Sì” definitivo a livello nazionale fu del 69,96% a fronte del 65,86% del Lazio.

I DATI IN PROVINCIA

Come è stato anticipato le province di Latina e Frosinone sembrano non rispettare mai (o quasi) l’andamento nazionale, confermando un trend spesso in controtendenza, ma abbastanza simile tra loro.

Nella consultazione del 2001, ad esempio, in terra pontina e ciociara le percentuali di affluenza furono pressoché identiche (28,43% contro 28,30%), mentre cambiò, seppur in modo limitato, l’espressione del corpo elettorale verso il “Sì”. In provincia di Latina arrivò al 53,64%, mentre in quella di Frosinone al 55,63%.

Andamento analogo nel 2006: affluenza di poco sotto il 50% in entrambe le province (49,96% Latina, 49,50% Frosinone), ma netta differenza sull’espressione verso la riforma: il “No”, infatti, in terra ciociara arrivò anche al 61,44% in linea con le cifre nazionali, mentre in quella pontina non arrivò neppure al 55% (precisamente 54,68%).

Proseguendo, troviamo una situazione fotocopia nel 2016 quando a fronte di un’affluenza analoga (67,18% Latina e 67,20% Frosinone), il “No” si è assestato oltre il 68% (68,67% Latina e 68,09% Frosinone).

Infine, ma non certo da ultimo, troviamo qualche lieve differenza nella consultazione del 2020, quando in provincia di Latina votarono in meno persone (46,15%) rispetto a quella di Frosinone (48,18%) con una discrepanza direttamente proporzionale alla posizione dei “Sì” 72,41% in provincia di Latina, contro quella del frusinate 75,20%.

IL CASO 1946

Il referendum monarchia-repubblica merita un’attenzione diversa sia per la discrepanza temporale (arriva ben cinquanta anni prima delle consultazioni di riforma della Carta), ma anche perché è molto specifico e allo stesso tempo di vitale importanza per anche per la volontà delle persone di partecipare alle votazioni e alla rinascita del Paese (sono ad esempio le prime elezioni nazionali in cui votano le donne, le prime dopo il regime e contestuali alla composizione dell’assemblea costituente).

Detto ciò, l’affluenza di quella tornata fu una delle più ampie di sempre: a livello nazionale si sfiorò il 90% (89,08%) con una vittoria della Repubblica con il 54,27% dei voti.

Nel Lazio (esclusa Rieti che si trovava in un’altra circoscrizione), l’affluenza fu più bassa (84,07%), ma il dato più interessante a livello regionale è il vantaggio della “Monarchia” al 51,01%.

Affluenza in linea con il livello regionale nelle due province di Latina e Frosinone (84,48% contro 85,96%) con un dato in netta controtendenza tra le due province adiacenti: il risultato dello spoglio. In terra pontina prevalse il modo abbastanza netto la “Repubblica” con l’54,89%, mentre in quella ciociara la “Monarchia” si è imposta con un più evidente 56,72%.

Maltempo killer in Pakistan: il drammatico bilancio tra morti, feriti ed evacuati

allagamento
Immagine generica

Una violenta tempesta notturna ha colpito Karachi, la città più grande del Pakistan, causando almeno 15 morti e numerosi feriti. Le intense piogge e i venti forti, che hanno raggiunto i 90 km/h, hanno provocato crolli di muri e tetti, sradicato alberi e mandato in tilt il traffico.

Le autorità hanno invitato la popolazione a limitare gli spostamenti e a rimanere in casa, mentre i soccorsi lavorano per evacuare le persone intrappolate e ripristinare i servizi essenziali.

La tempesta ha causato gravi danni alle infrastrutture della città, con numerose strade allagate e ponti interrotti. I meteorologi hanno previsto ulteriori piogge e venti forti nelle prossime ore, aumentando la preoccupazione per la sicurezza dei cittadini.

Le autorità stanno lavorando per fornire aiuti umanitari alle persone colpite dalla tempesta e per ripristinare la normalità nella città. La situazione rimane critica e si teme che il bilancio delle vittime possa aumentare.

Latina, spaccio sotto casa: arrestata con dosi di cocaina pronte alla vendita

Un via vai sospetto, le segnalazioni dei cittadini e poi il blitz. È così che la Polizia è arrivata a stringere il cerchio su una donna arrestata con l’accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio.

L’operazione, condotta dagli agenti della Squadra Mobile, si inserisce in una più ampia attività di contrasto allo spaccio nel capoluogo, rafforzata anche grazie alle informazioni raccolte tramite l’app YouPol.

La donna, classe 1971, è stata fermata nei pressi della sua abitazione mentre era in compagnia di un uomo. L’atteggiamento che ha tradito la sua tensione: agitata, nervosa, ha attirato subito l’attenzione degli investigatori che hanno deciso di approfondire il controllo.

La perquisizione personale ha poi fatto emergere il primo riscontro: undici dosi di cocaina, già confezionate e pronte per essere cedute. Un quantitativo contenuto — circa 3,5 grammi — ma presumibilmente organizzato per lo spaccio.

Il controllo si è esteso all’abitazione. Qui gli agenti hanno trovato altri elementi che rafforzano il quadro: ulteriore droga, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento e denaro contante ritenuto provento dell’attività illecita.

Sul posto c’era anche un uomo, identificato dagli agenti. Secondo quanto dichiarato, stava aspettando di acquistare la sostanza.

Gli accertamenti tecnici hanno poi confermato che la sostanza sequestrata era cocaina. A quel punto sono scattate le manette. La donna è stata posta agli arresti domiciliari e, dopo il rito direttissimo, l’arresto è stato convalidato con l’applicazione della misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Ancora una volta, determinante il contributo dei cittadini. Le segnalazioni arrivate tramite YouPol si confermano uno strumento chiave per individuare situazioni di illegalità e rafforzare il controllo del territorio.

Volley – Play-off, cresce l’attesa per la gara tra Viridex Sabaudia e San Giustino del Pala Vitaletti

Serie A3 – Cresce l’attesa per l’esordio nei play-off del Viridex Sabaudia che domenica alle ore 18:00 tornerà in campo al Pala Vitaletti per affrontare l’ErmGroup Altotevere San Giustino nella gara d’andata degli ottavi di finale. Un appuntamento che segna l’inizio della fase decisiva della stagione e che i pontini vogliono affrontare con il massimo dell’energia, spinti anche dall’entusiasmo del pubblico.

«Siamo molto carichi per iniziare questi play-off, ci stiamo allenando bene e abbiamo finito il campionato con un’ottima vittoria contro Campobasso per 3-1 – spiega Enrico Pilotto, centrale del Viridex Sabaudia – Abbiamo chiuso la regular season in positivo, adesso inizia il play-off contro San Giustino, che è una squadra già rodata perché non hanno cambiato molti giocatori ogni anno». Il centrale pontino sottolinea la solidità degli avversari, abituati a giocare insieme da tempo e quindi capaci di esprimere un sistema di gioco consolidato. «Sono tanti giocatori che giocano insieme bene da anni, quindi sarà sicuramente una partita difficile. Abbiamo la fortuna di giocare la prima in casa e dobbiamo sfruttare questa opportunità a nostro favore».

Un aspetto chiave sarà proprio l’approccio alla doppia sfida, con una formula che non lascia margine di errore. «I play-off sono un campionato a parte, non puoi sbagliare: rispetto a qualche tempo fa è cambiata la formula, adesso sono due partite con il golden set. C’è meno spazio per rimediare e bisogna dare tutto subito per riuscire a conquistare il passaggio del turno». La squadra di coach Beltrame arriva a questo appuntamento dopo la vittoria per 3-1 contro Campobasso che ha permesso di chiudere la regular season in modo positivo e di conquistare il sesto posto nel girone Blu.

Economia del Mare pilastro strategico per il Lazio, presentato il IX Rapporto: i dati

L’Economia del Mare si conferma uno dei pilastri strategici dello sviluppo economico del Lazio, con un peso rilevante sia in termini di valore aggiunto che di occupazione e capacità di attivare filiere produttive complesse. È quanto emerge dal IX Rapporto sull’Economia del Mare nel Lazio 2025, con un approfondimento dedicato al sistema imprenditoriale del Basso Lazio, presentato nella mattinata di oggi, 21 marzo 2026, nella cornice di Palazzo Caetani a Fondi.

Ad aprire l’incontro Giovanni Acampora, Presidente di Camera di Commercio Frosinone Latina, Assonautica Italiana e Si.Camera: “Il Lazio oggi non è soltanto la regione con la più alta presenza di attività legate al mare, ma esprime una centralità strategica nell’economia del mare nazionale, grazie alla capacità di mettere insieme competenze, filiere, infrastrutture e visione. Con OsserMare abbiamo costruito in oltre quindici anni un punto di riferimento riconosciuto anche a livello euro-mediterraneo, capace di leggere e orientare la Blue Economy. Da qui è nato il Blue Forum Italia, oggi ecosistema nazionale di confronto tra istituzioni, imprese e ricerca. E quella di oggi rappresenta la prima tappa dell’edizione 2026, da qui parte il percorso itinerante verso il Summit. Attraverso questo lavoro, la Camera di Commercio di Frosinone Latina, con Informare e Assonautica Italiana, ha assunto un ruolo di primo piano nel Sistema Paese. Mettiamo questo impegno al servizio della Regione e dell’Italia, convinti che il mare sia una leva decisiva per il futuro e che il Lazio sia pronto a fare la sua parte da protagonista”.

All’appuntamento di grande rilevanza per l’intero comparto regionale, moderato dalla Direttrice di Economia del Mare Magazine, Roberta Busatto, sono intervenuti; Vittoria Ciaramella, Prefetto di Latina; Beniamino Maschietto, Sindaco di Fondi; Federico Carnevale, Presidente Provincia di Latina; Salvatore De Meo, Presidente Delegazione per le relazioni con l’Assemblea parlamentare della NATO Parlamento Europeo; Cosmo Mitrano, Presidente VI Commissione Consiglio Regione Lazio e il  C.F. Felice Monetti, Comandante Capitaneria di Porto di Gaeta e Vincenzo Di Lucia, Vicepresidente Vicario dell’Azienda Speciale Informare.

Presenti l’ITS Fondazione Caboto, l’Istituto Nautico Caboto di Gaeta e l’Istituto Gobetti – De Libero di Fondi. Ad allietare le numerose autorità civili e militari e la folta platea intervenuta, una live performance dell’artista Filomena Vezza che ha realizzato una tela a tema.

“L’Economia del Mare nel Lazio conferma una straordinaria capacità di generare valore e attivare filiere strategiche per l’intero sistema produttivo. Il Basso Lazio, in particolare, rappresenta un laboratorio dinamico, dove resilienza e trasformazione convivono in un contesto di crescente complessità. La sfida ora è accompagnare le imprese verso innovazione, sostenibilità e rafforzamento delle competenze”, così Antonello Testa, Coordinatore Nazionale OsserMare, che ha illustrato i dati.

Durante l’evento è stato annunciato che, sempre con OsserMare, a breve saranno presentati il Rapporto strategico sulla nautica del Lazio, il primo Piano Strategico Programmatico Triennale 2026-2028 e, nei prossimi mesi, anche il Rapporto sull’interconnessione Spazio-Mare.

I numeri chiave dell’Economia del Mare del Lazio

Nel 2023, l’Economia del Mare nel Lazio ha generato 14,4 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 6,7% dell’economia regionale. Con una variazione su anno precedente di un +13,9 %

L’impatto complessivo della filiera sale a 37,2 miliardi di euro, raggiungendo il 17,4% del valore aggiunto totale regionale, grazie a una forte capacità di attivazione economica.

Il settore dimostra una significativa forza moltiplicativa:

  • +22,8 miliardi di euro attivati nel resto dell’economia
  • Moltiplicatore pari a 1,6 a testimonianza della capacità di generare valore lungo tutta la filiera

Occupati: 205.665 variazione annuale +6,2%

Imprese: 35.747 variazione annuale + 1,4%

Il Lazio si colloca tra le regioni italiane dove la Blue Economy incide maggiormente sull’economia complessiva, con una forte concentrazione nelle aree costiere:

  • 30 comuni costieri (24 litoranei e 6 prossimi al mare)
  • 64,1% della popolazione regionale residente in queste aree
  • 76,7% del valore aggiunto complessivo prodotto nei territori costieri

Il sistema imprenditoriale blu del Lazio mostra segnali misti:

  • Crescono imprese femminili con 8.339 e imprese straniere con 4.584
  • Calano invece le imprese giovanili con 2.904 segnalando criticità nel ricambio generazionale

Focus Basso Lazio: imprese prudenti, ma orientate al cambiamento

L’indagine sulle imprese del Basso Lazio restituisce un quadro di stabilità ma crescente cautela, in un contesto caratterizzato da incertezza economica e trasformazioni strutturali.

  • 47,8% delle imprese ha mantenuto stabile il fatturato tra 2023 e 2024
  • Le imprese che prevedono crescita calano dal 35,7% al 23,2%
  • 55,6% delle imprese non formula previsioni per il 2026
  • 55,6% delle imprese ha investito nel triennio 2022–2024
  • Il turismo guida gli investimenti (65,1% delle imprese)

Per il periodo 2025–2027:

  • Cresce l’incertezza (18,4% senza piani di investimento)
  • Si registra un passaggio da investimenti “manutentivi” a investimenti più strategici:
    • digitalizzazione
    • sostenibilità
    • innovazione tecnologica

Transizione green

  • Circa 1 impresa su 4 ha investito in sostenibilità (2022–2024)
  • La quota è destinata a crescere, soprattutto fuori dal turismo

Le principali motivazioni:

  • 69,1%: contrasto a inquinamento e cambiamento climatico
  • 60,8%: opportunità economica e competitiva
  • oltre 46%: miglioramento reputazionale

La principale barriera resta la carenza di risorse finanziarie.

Digitalizzazione e IA

  • 38,6% delle imprese ha investito in tecnologie digitali
  • Uso stabile dell’Intelligenza Artificiale:
    • meno del 6% delle imprese
    • 18,8% prevede di adottarla

L’innovazione appare ancora orientata alla gestione operativa più che alla trasformazione strategica.

Capitale umano

  • 27% delle imprese prevede nuove assunzioni (2024–2025)
  • 60,7% segnala difficoltà di reperimento dei profili
  • 81,6% non prevede formazione aggiuntiva

Un dato che evidenzia un forte skill mismatch e un ritardo negli investimenti in competenze.

Le richieste delle imprese

Le priorità indicate dal sistema produttivo sono chiare:

  • 61,4%: riduzione del carico fiscale
  • 55,6%: semplificazione burocratica
  • 52,2%: incentivi e contributi
  • 28%: riduzione del costo del lavoro
  • Accesso al credito come leva strategica

A questo link è possibile consultare il Rapporto completo https://ossermare.org/pubblicazioni/ix-rapporto-sulleconomia-del-mar