Un trentenne di origine albanese è stato ucciso con colpi di arma da fuoco nella notte ad Arezzo. La vittima, identificata come un uomo di 30 anni, è stata colpita in un piazzale vicino a un locale molto frequentato, poco prima di mezzanotte.
Secondo le prime ricostruzioni, l’omicidio sarebbe stato il risultato di una lite finita in tragedia. Il presunto aggressore, un uomo di 35 anni incensurato e connazionale della vittima, è stato fermato dalla polizia.
Il movente della lite sarebbe passionale: il ragazzo ucciso, alla fine del turno di lavoro, si sarebbe fermato a parlare con la sua ex fidanzata, quando l’attuale compagno di lei è arrivato e, vedendoli insieme, avrebbe perso la testa, estraendo la pistola e facendo fuoco verso il rivale.
L’uomo è poi fuggito, ma dopo circa due ore ha chiamato il 112, dichiarando di volersi costituire. La polizia è arrivata nel posto indicato e ha trovato il 35enne che li aspettava a bordo dell’auto con la pistola utilizzata, posseduta clandestinamente.
L’uomo è stato arrestato e portato in carcere con l’accusa di omicidio volontario, a disposizione del Pm. Sono in corso ulteriori accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto e il movente.
La salma della vittima è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale San Donato di Arezzo in attesa dell’autopsia.
I Carabinieri della Stazione di Cisterna di Latina hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 34 anni, residente a Nettuno e già noto alle forze di polizia, per il reato di truffa.
L’attività investigativa è partita dalla querela presentata da un 48enne del posto.
L’acquisto online mai consegnato
Secondo quanto denunciato, la vittima avrebbe acquistato tramite un sito internet alcuni pezzi di ricambio per auto, per un valore superiore ai 1.000 euro, senza però ricevere la merce.
Risaliti al conto corrente
A seguito degli accertamenti, i militari sono riusciti a identificare il presunto responsabile.
La somma versata per l’acquisto è risultata accreditata su un conto corrente riconducibile al 34enne.
Denuncia all’Autorità Giudiziaria
Alla luce degli elementi raccolti, l’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria competente.
I Carabinieri della Stazione di Priverno hanno arrestato, in flagranza di reato, un giovane di 19 anni del posto, già noto alle forze di polizia, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’operazione rientra nei servizi mirati di controllo del territorio per il contrasto allo spaccio.
La perquisizione
Il comportamento sospetto del giovane ha spinto i militari ad approfondire gli accertamenti con una perquisizione personale.
Nel corso del controllo sono state rinvenute 12 dosi di cocaina, per un peso di oltre 4 grammi, e 2 porzioni di hashish, per circa 15 grammi complessivi.
Droga e denaro contante
Il 19enne è stato trovato anche in possesso di circa 400 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio, ritenuti provento dell’attività di spaccio.
Controlli nell’abitazione
La perquisizione è stata estesa all’abitazione dell’indagato, dove i Carabinieri hanno trovato materiale per il taglio e il confezionamento della sostanza stupefacente.
Sequestro e accertamenti
Tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro.
La droga sarà analizzata in laboratorio per verifiche qualitative e quantitative.
In attesa della convalida
Al termine delle formalità, il giovane è stato condotto presso le camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Terracina.
È a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa della convalida con rito direttissimo.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, pertanto vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
I Carabinieri della Stazione di Norma hanno arrestato un uomo di 29 anni del posto, già noto alle forze di polizia, con l’accusa di tentato furto aggravato.
L’intervento è avvenuto nel pomeriggio di ieri.
L’allarme e l’intervento
I militari sono intervenuti a seguito di una segnalazione giunta al 112 NUE, relativa a un’intrusione in un’abitazione del centro cittadino.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo si sarebbe introdotto nell’immobile dopo aver forzato una finestra.
Bloccato durante la fuga
Arrivati sul posto, i Carabinieri sono riusciti a individuare il 29enne e a bloccarlo a pochi metri dall’abitazione, impedendone la fuga.
Arresti domiciliari
Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.
La convalida dell’arresto è prevista con rito direttissimo nella mattinata odierna.
I Carabinieri della Stazione di Campoverde di Aprilia hanno denunciato in stato di libertà tre uomini di 69, 49 e 47 anni, tutti residenti nel territorio pontino e già noti alle forze di polizia.
I tre sono ritenuti responsabili, in concorso, del reato di violazione dei sigilli.
La segnalazione e gli accertamenti
L’attività investigativa è partita dalla denuncia presentata lo scorso febbraio dall’amministratore unico di una società di Pontinia, custode giudiziario del terreno interessato.
A seguito degli accertamenti, i militari hanno ricostruito quanto avvenuto.
Serre installate nonostante il sequestro
Secondo quanto emerso, gli indagati si sarebbero introdotti all’interno di un appezzamento di circa 15 ettari, sottoposto a sequestro, realizzando un impianto serricolo.
L’area risultava vincolata in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale di Latina nel luglio 2022.
Denuncia all’Autorità Giudiziaria
Alla luce degli elementi raccolti, i tre uomini sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria competente.
Nel corso della mattinata di ieri i Carabinieri della Stazione di Aprilia hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 49 anni e una donna di 26 anni, entrambi residenti nel territorio pontino e già noti alle forze di polizia.
I due sono ritenuti responsabili, in concorso, del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’alt e la perquisizione
Durante un servizio di perlustrazione, i militari hanno fermato un veicolo condotto dal 49enne, a bordo del quale viaggiava anche la 26enne.
L’atteggiamento dei due ha insospettito i Carabinieri, che hanno deciso di procedere a controlli più approfonditi, effettuando una perquisizione personale e del mezzo.
Droga e contanti
Nel corso delle verifiche, l’uomo è stato trovato in possesso di oltre 200 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio.
La donna aveva invece con sé 9 dosi di sostanza stupefacente, tra crack e cocaina.
La successiva perquisizione del veicolo ha permesso di rinvenire altre 2 dosi della stessa sostanza.
Sequestro e analisi
La droga, per un peso complessivo di circa 6 grammi, è stata sequestrata.
Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria sarà sottoposta ad analisi di laboratorio, sia qualitative che quantitative.
Procedimento in corso
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Quanto accaduto nella serata di ieri a Fondi ha dell’incredibile.
Un minore, sarebbe giunto a Fondi da un comune limitrofo armato di coltello e, per motivi ancora non chiari, avrebbe sferrato alcuni fendenti al corpo di un altro minore del posto.
Il tutto, oltre ad essere avvenuto in pieno centro tra l’affollato passeggio del sabato sera, pare sia culminato in un altro gesto inspiegabile: l’aggressore avrebbe infatti pubblicato sui social delle storie in cui si vantava di quanto avesse fatto.
Panico non solo in piazza, ma anche nelle chat e sui social. Tutti a cercare dettagli e a voler comprendere non solo le identità dei minori ma anche cosa possa aver portato a tanta violenza gratuita.
Sul posto oltre ai sanitari del 118 che hanno preso in carico il giovane ferito dalle coltellate e in gravi condizioni, anche le forze dell’ordine.
Su quanto avvenuto procedono i carabinieri di Fondi. Si attendono la fine dei rilievi e della ricostruzione dei fatti per ottenere dei dettagli.
Un controllo di routine che si trasforma in denuncia. I Carabinieri, insieme ai militari del NAS, hanno effettuato un’ispezione in un bar del centro, facendo emergere irregolarità nei sistemi di sicurezza antincendio.
Durante le verifiche, è stata accertata la mancata revisione annuale di due estintori, requisito obbligatorio per garantire la sicurezza nei locali aperti al pubblico. Una carenza ritenuta rilevante, che ha fatto scattare il deferimento in stato di libertà del responsabile dell’attività, un 29enne residente nel territorio pontino.
L’episodio si inserisce nell’ambito dei controlli periodici finalizzati a verificare il rispetto delle normative in materia di sicurezza, con particolare attenzione ai luoghi di aggregazione. Un richiamo concreto al rispetto delle regole, a tutela di clienti e lavoratori.
Stop all’attività per motivi di sicurezza. Un esercizio commerciale del settore ristorazione è stato sospeso nella mattinata di ieri dopo un’ordinanza firmata dal Comune, a seguito di gravi carenze nella normativa antincendio.
Il provvedimento arriva dopo un controllo effettuato lo scorso gennaio da un pool interforze: Carabinieri, NAS di Latina, Vigili del Fuoco, Polizia Locale e uffici comunali. Durante l’ispezione è emersa l’assenza della SCIA antincendio, documento obbligatorio per garantire il rispetto degli standard di sicurezza.
Da qui la decisione di sospendere l’attività fino alla regolarizzazione della posizione. Parallelamente è stata avviata la procedura sanzionatoria per imporre l’adeguamento alle norme vigenti.
L’obiettivo, spiegano fonti istituzionali, è assicurare condizioni di sicurezza per lavoratori e clienti, intervenendo con fermezza nei casi di irregolarità.
Più che una semplice tappa congressuale, quella andata in scena al Museo Cambellotti è stata una fotografia di come il settore delle costruzioni in provincia di Latina si è trasformato negli ultimi anni.
Il XIX congresso della FenealUil Latina ha infatti messo al centro non tanto gli equilibri interni, quanto il lavoro costruito fuori: nei cantieri, nei protocolli, nei rapporti tra soggetti diversi.
Alla fine della giornata è arrivata la conferma di Massimo Purificato alla guida del sindacato.
Dentro la sala si sono ritrovati praticamente tutti gli attori del comparto: sindacati, associazioni datoriali, enti bilaterali, istituzioni.
Non una presenza formale, ma il segno di un percorso condiviso che negli anni ha preso forma su temi concreti come sicurezza, formazione e contrasto al lavoro irregolare.
Un’impostazione che ha fatto da sfondo a tutta la mattinata.
Le criticità restano, a partire dal lavoro
Nella sua relazione introduttiva, subito dopo i saluti del sindaco Matilde Celentano, Purificato ha riportato il dibattito sulle condizioni reali del settore.
Tra inflazione, instabilità economica e trasformazioni del mercato, resta un nodo centrale: il lavoro non sempre garantisce più una condizione dignitosa.
A questo si aggiunge il tema della sicurezza, ancora oggi strettamente legato alla presenza di lavoro nero e a una frammentazione che rende più difficile il controllo nei cantieri.
Latina come laboratorio
Dai vari interventi è emersa un’idea precisa: Latina come territorio di sperimentazione.
Il presidente di Ance Latina, Pierantonio Palluzzi, ha richiamato proprio questo aspetto, sottolineando come negli anni si sia costruito un metodo basato sull’ascolto reciproco e sulla condivisione delle soluzioni.
Tra gli strumenti sviluppati, il badge di cantiere, introdotto con il contratto integrativo provinciale, pensato per rafforzare trasparenza e sicurezza e per contrastare fenomeni di irregolarità.
Un modello nato a livello locale e poi esteso attraverso accordi con Prefettura, Provincia e Comuni.
Una rete che regge nel tempo
A ribadire la solidità del sistema è stato anche il presidente della Cassa Edile, Riccardo Cerilli, che ha richiamato il ruolo storico della FenealUil nel territorio e il lavoro fatto insieme alle altre sigle e ad Ance.
Il riferimento è al contratto provinciale, che ha introdotto strumenti concreti per i lavoratori e ha rafforzato la dimensione della bilateralità.
Dentro i cantieri
Il racconto più operativo è arrivato dall’intervento di Simone Vaudo, direttore generale di Formedil Latina, Ance Latina e Cassa Edile, che ha spostato l’attenzione su ciò che accade quotidianamente nei cantieri.
Negli ultimi anni sono stati portati servizi direttamente sui luoghi di lavoro, come le attività sanitarie e i percorsi di formazione, con circa 3.000 operai coinvolti grazie all’utilizzo di unità mobili.
Un modello che non comporta costi aggiuntivi per le imprese e che punta a intervenire in modo diretto sulle condizioni di lavoro.
Una giornata che guarda avanti
Nel corso del congresso sono intervenuti anche i rappresentanti delle altre sigle sindacali, Alessio Faustini (Fillea Cgil) e Francesco Indelicato (Filca Cisl), insieme al consigliere provinciale Luca Magliozzi.
A chiudere i lavori il segretario generale Uil Latina Luigi Garullo e il segretario nazionale FenealUil Stefano Costa.
Oltre il congresso
Dalla giornata non esce solo una riconferma, ma una direzione: continuare a rafforzare un sistema territoriale che negli anni ha provato a tenere insieme interessi diversi.
Un’esperienza che punta a restare radicata nei cantieri, ma con l’ambizione di parlare anche fuori dai confini locali.