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Lite a Fondi con coltello: vittima e aggressore hanno 16 e 14 anni

Quanto accaduto nella serata di sabato a Fondi in via Toniolo, praticamente accanto al centralissimo teatro all’aperto di piazza De Gasperi, inizia a prendere forma anche grazie al lavoro dei carabinieri di Fondi che hanno potuto ricostruire l’accaduto grazie a quanto emerso dalle immagini di videosorveglianza presenti in zona e dalle testimonianze dirette di passanti e presenti.

A rimanere ferito con una coltellata è stato un 16enne di Fondi. Le sue condizioni considerate gravi in un primo momento, sono gradualmente migliorate. Ricoverato presso il Fiorini di Terracina, la prognosi che gli hanno dato i medici è di circa 15 giorni.

Ad aggredirlo e ferirlo con un coltello da cucina della lama di circa 20 centimetri pare sia stato un 14enne di Terracina.

Non è ancora chiaro quale sia il motivo che ha portato a tale violenza. Pare, però, che tra i due ci fosse qualche tipo di pregresso su cui gli inquirenti dovranno fare chiarezza. Per il 14enne ci sarebbe l’ipotesi del tentato omicidio.

A fermarlo, al momento dell’aggressione, sarebbe stato un agente fuori servizio che passava casualmente in zona e vedendo la colluttazione e il coltello, avrebbe deciso di intervenire disarmando il giovane e immobilizzandolo fino all’arrivo dei rinforzi.

Da capire, anche il perché del gesto che aveva sconcertato in molti del 14enne che, a seguito dell’aggressione aveva cercato di dare sfoggio di quanto commesso attraverso delle stories sui social.

Aprilia, viola le misure e minaccia i Carabinieri: arrestato un 47enne

Nel pomeriggio di ieri i Carabinieri della Stazione di Aprilia hanno arrestato un uomo di 47 anni, residente a Latina e già noto alle forze di polizia.

Il provvedimento riguarda la custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Latina.

L’aggravamento delle misure

La misura è stata disposta in aggravamento del precedente provvedimento dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alle persone offese, applicato dallo scorso novembre per il reato di maltrattamenti in famiglia.

Le minacce durante il controllo

L’aggravamento scaturisce dalla richiesta avanzata dai Carabinieri dopo un episodio avvenuto il 12 marzo.

In quell’occasione, l’uomo, convocato presso gli uffici per l’installazione del braccialetto elettronico, avrebbe dato in escandescenza, arrivando a proferire minacce nei confronti dei militari.

Trasferito in carcere

Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato condotto presso la Casa Circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.

Messico, blitz delle forze federali nella roccaforte del boss ‘Mayo’ Zambada: 11 morti

messico

Le forze federali messicane hanno condotto un’operazione nello stato di Sinaloa, arrestando un sospettato legato alla fazione ‘Los Mayos’ del Cartello di Sinaloa e uccidendo almeno 11 presunti criminali. L’azione è stata condotta da elementi della Marina (Semar) con il supporto di altre agenzie di sicurezza.

Secondo quanto riferito da fonti ufficiali citate dal quotidiano messicano El Universal, i militari sono stati attaccati da uomini armati all’arrivo sul posto e hanno risposto al fuoco, uccidendo 11 aggressori. Nel corso dell’operazione sono state inoltre sequestrate armi di grosso calibro ed equipaggiamento tattico.

Il dispositivo resta attivo nell’area con l’obiettivo di garantire la sicurezza della popolazione. Durante l’operazione è stata individuata anche una donna identificata come Mónica Zambada Niebla, figlia di Ismael ‘El Mayo’ Zambada, uno dei leader del Cartello di Sinaloa. Le autorità hanno precisato che non risulta coinvolta in attività criminali né destinataria di provvedimenti giudiziari, motivo per cui è stata rilasciata e affidata ai familiari nel rispetto delle procedure di legge.

L’operazione si inserisce in un più ampio dispiegamento delle forze federali in diversi municipi dello stato, dove è stato individuato anche un immobile utilizzato da una cellula criminale legata ai ‘Mayos’. Le autorità continuano a lavorare per smantellare le strutture del Cartello di Sinaloa e garantire la sicurezza nella regione.

Serie C – Coppa Italia, finale di ritorno: il Latina chiama a raccolta i più giovani

Il Latina Calcio 1932 punta sui giovani per colorare di nerazzurro la finale di ritorno in programma il 1 aprile alle ore 20:30. In vista dell’attesissimo appuntamento, il club ha annunciato un’iniziativa speciale: ingresso gratuito in Gradinata per tutti gli Under 14 appartenenti agli istituti scolastici e alle scuole calcio della provincia di Latina.

Un’opportunità pensata per avvicinare i più piccoli al grande calcio e permettere loro di vivere da protagonisti l’atmosfera di una finale nazionale. L’obiettivo è chiaro: riempire gli spalti con entusiasmo, passione e senso di appartenenza al territorio.

Per accedere all’iniziativa sarà necessario inoltrare la richiesta tramite l’apposito form dedicato entro le ore 20:30 del 28 marzo. La procedura dovrà essere effettuata esclusivamente da un responsabile dell’istituto scolastico o della scuola calcio, allegando l’elenco completo dei partecipanti.

La vendita ordinaria dei biglietti, invece, sarà attivata a partire dalla prossima settimana, successivamente alla riunione del G.O.S., che definirà tutti gli aspetti organizzativi e di sicurezza legati all’evento.

Tutte le informazioni utili e il link per presentare la richiesta sono disponibili nella nota ufficiale pubblicata sul sito del club e attraverso i canali social, in particolare le storie Instagram.

Un’iniziativa che unisce sport e territorio, con un messaggio chiaro lanciato dal club: portare i giovani a vivere una serata speciale, sostenendo insieme il Latina in una sfida che può scrivere la storia. Avanti Latina.

Referendum sulla Magistratura. Latina: affluenza al 14,70%

Prima rilevazione dell’affluenza ai seggi alle 12 di domenica per quanto riguarda il voto degli italiani sul referendum costituzionale.

A livello nazionale ha votato il 14,83% degli aventi dritto.

Nel Lazio affluenza più alta al 16,25%. A trainare è Roma con il 17,08%. La provincia di Latina è in media con il nazionale al 14,70%. Frosinone sotto la media al 12,40%

Cisterna e Sermoneta, violano le prescrizioni: due arresti dei Carabinieri

Nel pomeriggio di ieri i Carabinieri della Stazione di Cisterna di Latina hanno arrestato un uomo di 52 anni del posto, già noto alle forze di polizia.

Il provvedimento riguarda la custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Roma.

L’uomo si trovava già agli arresti domiciliari, con autorizzazione ad allontanarsi per motivi di lavoro, per un reato di furto aggravato commesso nel 2022 a Roma.

Permessi utilizzati senza lavorare

Dagli accertamenti è emerso che l’uomo, pur avendo cessato l’attività lavorativa dallo scorso mese di febbraio, continuava a usufruire dei permessi concessi per recarsi al lavoro.

Le violazioni sono state documentate e segnalate dai Carabinieri all’Autorità Giudiziaria, che ha disposto l’aggravamento della misura.

Sermoneta: sospesa la detenzione domiciliare

Sempre nella giornata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Sermoneta hanno arrestato un altro uomo di 52 anni del posto, anch’egli già noto alle forze di polizia.

Per l’uomo è stata disposta la sospensione della detenzione domiciliare, a cui era sottoposto per una condanna a 2 anni e 1 mese di reclusione per fatti commessi a Latina nel 2013.

Dal domicilio al carcere

Anche in questo caso, il provvedimento è stato adottato a seguito delle violazioni accertate e segnalate dai militari.

Per entrambi gli arrestati, al termine delle formalità di rito, è stato disposto il trasferimento presso la Casa Circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.

Killing Eve, due donne e un’ossessione: il balletto mortale di una spy story fuori dal comune

Killing Eve

Nel periodo che va dal 2018 al 2022, Killing Eve si è imposta come una delle più sofisticate anomalie del panorama televisivo internazionale: sviluppata da Phoebe Waller-Bridge e tratta dalle novelle di Luke Jennings, la serie tv, sotto la patina del thriller spionistico, cela un congegno narrativo vertiginoso, seducente e profondamente destabilizzante. Sin dal suo esordio, la serie si sottrae alle convenzioni di genere per costruire un universo narrativo in cui il pericolo è estetizzato, l’ironia è tagliente e il desiderio diventa forza motrice, quasi patologica.

Una trama che seduce senza svelarsi

Al centro della narrazione si colloca Eve Polastri, impiegata dell’intelligence britannica, il cui interesse quasi ossessivo per le assassine seriali la conduce sulle tracce di Villanelle, killer internazionale tanto brillante quanto disturbante. Quella che nasce come un’indagine si trasforma presto in una relazione ambigua, fatta di attrazione, repulsione e riconoscimento reciproco. Le due donne, progressivamente, smettono di essere semplici antagoniste per diventare l’una la necessaria controparte dell’altra.

Regia: eleganza, ritmo e improvvise fratture

La regia di Lisa Brühlmann si distingue per una qualità quasi coreografica: ogni scena sembra costruita come un movimento studiato, in cui il gesto minimo può assumere un valore detonante. L’alternanza tra momenti di apparente leggerezza e improvvise esplosioni di violenza produce un effetto di costante instabilità percettiva.

L’ironia visiva – mai gratuita e spesso grottesca – diventa una vera e propria cifra stilistica. Un omicidio può consumarsi in un contesto di raffinata bellezza architettonica o in una quotidianità disarmante, generando un cortocircuito emotivo che amplifica l’impatto della scena. La macchina da presa, spesso discreta, si fa improvvisamente invasiva nei momenti chiave, quasi a voler violare l’intimità psicologica dei personaggi.

Particolarmente rilevante è l’uso dello spazio: gli ambienti, spesso eleganti e geometricamente definiti, diventano estensioni psicologiche dei personaggi. La violenza, quando irrompe, è spesso improvvisa, quasi anti-spettacolare, e proprio per questo più destabilizzante.

Sceneggiatura: destrutturazione del genere, centralità del desiderio e dialoghi affilati

Il vero cuore pulsante della serie risiede nella scrittura, che si distingue per una raffinatezza rara nel contesto televisivo mainstream. La sceneggiatura opera una sistematica decostruzione del genere spy-thriller, privilegiando l’indagine psicologica rispetto alla linearità dell’intreccio.

Il dialogo è cesellato con precisione quasi letteraria: brillante, tagliente, spesso intriso di umorismo nero. Ma è soprattutto nella costruzione dei personaggi che emerge la qualità della scrittura. Eve e Villanelle non sono semplicemente antagoniste: sono due poli di un sistema dinamico fondato su attrazione e repulsione, razionalità e impulso, norma e trasgressione.

La serie esplora con lucidità il tema del desiderio come forza destabilizzante, capace di sovvertire le strutture identitarie e morali. In questo senso, Killing Eve si avvicina più al dramma psicologico che al thriller, configurandosi come un’indagine sull’ambiguità etica e sull’irriducibilità dell’individuo.

Fotografia: cromatismi seduttivi e geometrie del potere

Visivamente, la serie è un trionfo di contrasti. I colori accesi, spesso associati a Villanelle, costruiscono un’estetica della seduzione e dell’eccesso, mentre le tonalità più sobrie che circondano Eve suggeriscono un’apparente normalità destinata a incrinarsi.

Le inquadrature, rigorosamente composte, evocano una dimensione quasi pittorica: ogni ambiente – dalle metropoli europee agli interni minimalisti – diventa uno spazio simbolico, in cui si riflettono le dinamiche di potere e controllo. La fotografia non si limita a illustrare, ma interpreta, amplifica, tradisce.

L’illuminazione, frequentemente naturale o comunque poco invasiva, contribuisce a mantenere un senso di realismo, mentre la composizione dell’inquadratura rivela una cura quasi pittorica. Le città europee – da Londra a Parigi, da Berlino a Roma – non sono semplici sfondi, ma veri e propri dispositivi narrativi che amplificano il senso di cosmopolitismo e dislocazione.

Villanelle ed Eve: il cuore pulsante della serie

Villanelle è una creazione magnetica: imprevedibile, narcisista, capricciosa, ma anche attraversata da momenti di inquietante vulnerabilità. La sua relazione con la violenza è quasi estetica, ludica, come se l’atto omicida fosse una performance. Il personaggio sfugge a qualsiasi categorizzazione semplice. La sua psicopatia non è mai banalizzata, ma inscritta in una costruzione narrativa che ne evidenzia tanto il fascino quanto l’inquietante vacuità emotiva. Jodie Comer offre un’interpretazione camaleontica, capace di passare con disarmante fluidità dalla leggerezza infantile alla crudeltà più gelida.

Eve, al contrario, si presenta inizialmente come figura razionale, ordinaria. Eppure, sotto la superficie, si cela una fascinazione per il rischio e per il lato oscuro che la avvicina progressivamente alla sua antagonista. Il suo percorso è una discesa graduale, un cedimento lento ma inesorabile. L’interpretazione di Sandra Oh è un lavoro di sottrazione e progressiva incrinatura: Oh costruisce una protagonista apparentemente ordinaria, quasi dimessa, per poi lasciarne emergere, con precisione millimetrica, le crepe interiori.

Il loro rapporto è il vero enigma della serie e travalica la dicotomia bene/male per configurarsi come un legame simbiotico, quasi erotico: non semplice antagonismo, ma una forma di riconoscimento speculare, in cui ciascuna intravede nell’altra una possibilità di sé.

Personaggi principali e secondari: un ecosistema narrativo complesso

Accanto alle due protagoniste, la serie costruisce un universo di personaggi che contribuiscono in modo determinante alla sua ricchezza.

Carolyn Martens (Fiona Shaw), figura enigmatica dell’intelligence, incarna l’ambiguità del potere istituzionale: glaciale, ironica, quasi impenetrabile, è una presenza costante che sfugge a qualsiasi categorizzazione morale.

Konstantin Vasiliev (Kim Bodnia), handler di Villanelle, rappresenta una zona grigia tra paternalismo e opportunismo. Il suo rapporto con Villanelle è carico di tensioni affettive e strategiche, rendendolo uno dei personaggi più sfaccettati.

Tra i personaggi di contorno, meritano attenzione figure come Kenny Stowton (Sean Delaney), la cui evoluzione introduce una dimensione più intima e vulnerabile, e Niko Polastri (Owen McDonnell), marito di Eve, che incarna la normalità minacciata e progressivamente erosa dall’ossessione della protagonista.

Anche i membri dell’organizzazione clandestina nota come “I Dodici” restano volutamente sfuggenti, più presenza che identità definita: una scelta che rafforza il senso di opacità e paranoia che permea la serie.

Nel complesso, il cast di Killing Eve lavora in una direzione di rara coesione, in cui ogni performance contribuisce alla costruzione di un universo emotivo instabile e seducente. Le interpretazioni non si limitano a sostenere la scrittura: la amplificano, la contraddicono, la rendono viva. È proprio in questa tensione tra testo e incarnazione che la serie trova una delle sue espressioni più alte.

Colonna sonora: un contrappunto sonoro tra ironia e inquietudine

Un elemento spesso sottovalutato ma fondamentale nell’economia estetica di Killing Eve è la sua colonna sonora, che contribuisce in modo decisivo alla costruzione dell’identità tonale della serie. Il comparto musicale, dominato dal lavoro delle Unloved, si configura come un vero e proprio dispositivo narrativo: non semplice accompagnamento, ma voce ulteriore, capace di amplificare e talvolta contraddire le immagini.

Le tracce, sospese tra dream pop, suggestioni rétro e sonorità elettroniche minimali, instaurano un dialogo costante con la dimensione emotiva dei personaggi. Il risultato è un effetto di straniamento raffinato: sequenze di violenza o tensione estrema vengono spesso accompagnate da brani morbidi, quasi languidi, generando un contrasto che accresce l’inquietudine anziché attenuarla.

Particolarmente significativo è l’uso della musica associata a Villanelle: le sue apparizioni sono spesso sottolineate da motivi seducenti e ipnotici, che ne rafforzano la natura ambigua, sospesa tra fascino e minaccia. Al contrario, i momenti legati a Eve tendono a essere accompagnati da soluzioni sonore più trattenute, che riflettono il suo progressivo smarrimento interiore.

La colonna sonora di Killing Eve agisce dunque come un controcanto emotivo, capace di guidare la percezione dello spettatore senza mai risultare didascalica. È un elemento di coesione stilistica che contribuisce a rendere la serie immediatamente riconoscibile, trasformando ogni episodio in un’esperienza sensoriale oltre che narrativa.

Ritmo e metamorfosi: luci e ombre di un progetto ambizioso

La prima stagione si distingue per una compattezza quasi impeccabile, mentre le successive mostrano una maggiore dispersione, complice il cambio di showrunner. Questa discontinuità si traduce in variazioni di tono e ritmo che, se da un lato arricchiscono la serie di nuove sfumature, dall’altro ne compromettono talvolta la coesione.

Eppure, anche nei momenti di maggiore incertezza, Killing Eve conserva una qualità rara: la capacità di sorprendere, di deviare, di sottrarsi a qualsiasi prevedibilità.

Un gioco pericoloso, elegante e seducente

Killing Eve è una serie che sfida le convenzioni, rifiutando di essere confinata entro i limiti di un genere. È al contempo thriller, commedia nera, dramma psicologico e studio sul desiderio. La sua cifra distintiva risiede nella capacità di coniugare intrattenimento e complessità, leggerezza e profondità, in un equilibrio raro e prezioso. Killing Eve non è semplicemente una serie da guardare: è un’esperienza da attraversare. Seduce, destabilizza, diverte e inquieta, in un equilibrio costantemente precario tra forma e contenuto.

Con il suo stile effervescente, la sua scrittura raffinata e la complessità dei suoi personaggi, si configura come un’opera capace di parlare a uno spettatore esigente, offrendo al contempo intrattenimento e materia di riflessione.

Un gioco pericoloso, elegante e irresistibile, in cui la caccia è solo il pretesto per esplorare ciò che più ci attrae – e ci spaventa – dell’altro e di noi stessi.

Fondi, aggredito sotto casa e rapinato: portati via 6.000 euro

I Carabinieri della Tenenza di Fondi sono intervenuti nella notte, su segnalazione al 112 N.U.E., per una rapina ai danni di un uomo di 40 anni del posto.

L’aggressione al rientro a casa

Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, la vittima, dopo aver chiuso la propria attività commerciale, stava rientrando a casa a bordo del proprio motoveicolo.

Giunto nei pressi dell’abitazione, è stato avvicinato da due individui che lo hanno aggredito con calci e pugni.

Portato via l’incasso

I malviventi sono riusciti a sottrargli il borsello contenente l’incasso della giornata, stimato in circa 6.000 euro.

Subito dopo si sono dati alla fuga, facendo perdere le proprie tracce.

Soccorso al pronto soccorso

Dopo l’aggressione, l’uomo si è recato autonomamente presso il pronto soccorso per ricevere le cure necessarie.

Indagini in corso

Sono in corso le indagini da parte dei Carabinieri della Tenenza di Fondi per ricostruire con precisione l’accaduto e identificare i responsabili.

Lite per una donna finisce in tragedia: 35enne uccide l’ex della fidanzata a colpi di pistola

Un trentenne di origine albanese è stato ucciso con colpi di arma da fuoco nella notte ad Arezzo. La vittima, identificata come un uomo di 30 anni, è stata colpita in un piazzale vicino a un locale molto frequentato, poco prima di mezzanotte.

Secondo le prime ricostruzioni, l’omicidio sarebbe stato il risultato di una lite finita in tragedia. Il presunto aggressore, un uomo di 35 anni incensurato e connazionale della vittima, è stato fermato dalla polizia.

Il movente della lite sarebbe passionale: il ragazzo ucciso, alla fine del turno di lavoro, si sarebbe fermato a parlare con la sua ex fidanzata, quando l’attuale compagno di lei è arrivato e, vedendoli insieme, avrebbe perso la testa, estraendo la pistola e facendo fuoco verso il rivale.

L’uomo è poi fuggito, ma dopo circa due ore ha chiamato il 112, dichiarando di volersi costituire. La polizia è arrivata nel posto indicato e ha trovato il 35enne che li aspettava a bordo dell’auto con la pistola utilizzata, posseduta clandestinamente.

L’uomo è stato arrestato e portato in carcere con l’accusa di omicidio volontario, a disposizione del Pm. Sono in corso ulteriori accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto e il movente.

La salma della vittima è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale San Donato di Arezzo in attesa dell’autopsia.

Cisterna, paga oltre 1.000 euro online ma non riceve la merce: denunciato un 34enne

I Carabinieri della Stazione di Cisterna di Latina hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 34 anni, residente a Nettuno e già noto alle forze di polizia, per il reato di truffa.

L’attività investigativa è partita dalla querela presentata da un 48enne del posto.

L’acquisto online mai consegnato

Secondo quanto denunciato, la vittima avrebbe acquistato tramite un sito internet alcuni pezzi di ricambio per auto, per un valore superiore ai 1.000 euro, senza però ricevere la merce.

Risaliti al conto corrente

A seguito degli accertamenti, i militari sono riusciti a identificare il presunto responsabile.

La somma versata per l’acquisto è risultata accreditata su un conto corrente riconducibile al 34enne.

Denuncia all’Autorità Giudiziaria

Alla luce degli elementi raccolti, l’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria competente.