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Aprilia, furto in una scuola: 39enne incastrato dal DNA e denunciato dai Carabinieri

I Carabinieri della Stazione di Campoverde hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 39 anni, residente a Pomezia e già noto alle forze di polizia, ritenuto responsabile di furto aggravato.

L’attività investigativa, avviata dopo la querela presentata dalla dirigente scolastica di un istituto del territorio, ha consentito di individuare il presunto autore del colpo.

Decisivo il DNA analizzato dal RIS di Roma

Determinanti per l’identificazione sono stati gli accertamenti scientifici. In particolare, l’analisi eseguita dal RIS di Roma sulle tracce ematiche repertate sul luogo del reato ha permesso di risalire al DNA dell’indagato.

Le tracce erano state rinvenute durante il sopralluogo dai Carabinieri della Sezione Operativa e Radiomobile del Reparto Territoriale di Aprilia, risultando poi decisive per chiudere il cerchio investigativo.

Il colpo nell’agosto 2024

I fatti risalgono al 1° agosto 2024, quando l’uomo, dopo aver infranto una porta finestra della palestra, si era introdotto all’interno della scuola, rubando materiale per un valore di circa 2.000 euro.

Indagini preliminari in corso

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Per l’indagato vale il principio di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva, come previsto dall’articolo 27 della Costituzione.

Covid, sotto osservazione la variante “Cicada” (BA.3.2): scatta il monitoraggio internazionale

Si riaccende l’attenzione sul Covid-19 e in particolare su una nuova sottovariante di Omicron denominata “Cicada”, identificata con la sigla BA.3.2. L’interesse delle autorità sanitarie si concentra soprattutto sugli Stati Uniti, dove la circolazione del virus sta mostrando segnali che richiedono un attento monitoraggio.

La variante sarebbe stata rilevata per la prima volta in Sudafrica nel 2024 e successivamente individuata negli Stati Uniti nel corso dell’anno seguente. Attualmente risulta segnalata in oltre venti Paesi, complice anche l’elevata mobilità internazionale che favorisce la diffusione dei virus su scala globale.

Organismi come il Centers for Disease Control and Prevention e l’Organizzazione Mondiale della Sanità continuano a seguirne l’evoluzione, inserendola tra le “variant under monitoring”, ossia le varianti sotto sorveglianza, categoria che indica la necessità di osservazione senza che vi siano, allo stato attuale, elementi di particolare allarme.

Il soprannome “Cicada” – cicala in inglese – richiama il ciclo vitale dell’insetto: la variante, infatti, sarebbe comparsa inizialmente nel 2024, per poi non destare particolare attenzione per un periodo e riemergere negli Stati Uniti verso la fine dello scorso anno.

Sul fronte asiatico, il Ministero della Salute Pubblica thailandese ha comunicato il 27 marzo di aver riscontrato la presenza della variante in diversi Paesi, inclusi gli Stati Uniti, evidenziando come non si possa escludere un suo eventuale arrivo anche in Thailandia, considerato l’intenso flusso di viaggiatori internazionali. Le autorità locali, tuttavia, precisano che la situazione rimane sotto controllo.

Dal punto di vista clinico, la BA.3.2 risulta associata prevalentemente a sintomi lievi o moderati. Non emergono evidenze di un incremento della gravità rispetto alle precedenti sottovarianti di Omicron e, nella maggior parte dei casi osservati, non si registrano aumenti significativi dei ricoveri né delle forme più severe della malattia.

Le autorità sanitarie ribadiscono inoltre che i vaccini attualmente disponibili continuano a offrire una protezione efficace contro le forme gravi di Covid-19, contribuendo a ridurre il rischio di ospedalizzazione e complicanze anche in presenza di nuove varianti.

ZLS Lazio, Calandrini: «Avvio operativo passaggio fondamentale per imprese e sviluppo»

“L’avvio operativo della Zona Logistica Semplificata del Lazio rappresenta un passaggio fondamentale per il rilancio economico del nostro territorio e per la competitività del sistema produttivo regionale. Oggi viene messo finalmente a disposizione delle imprese uno strumento atteso da tempo, capace di ridurre la burocrazia, accelerare gli investimenti e rafforzare la capacità attrattiva del Lazio nei confronti di capitali nazionali e internazionali”.

Così in una nota il senatore Nicola Calandrini, presidente della 5ª Commissione Bilancio.

Il ruolo delle Zone Franche Doganali

“In questo quadro, il lavoro portato avanti nell’ultimo anno per introdurre e sviluppare anche le Zone Franche Doganali nel basso Lazio, si inserisce pienamente in una strategia organica di crescita. Si tratta di strumenti complementari alla ZLS, che consentono la sospensione dei dazi e una gestione più efficiente dei flussi finanziari, offrendo un vantaggio competitivo concreto alle imprese del territorio”.

Due leve per la competitività

“ZLS e Zone Franche Doganali rappresentano dunque due leve sinergiche: da un lato semplificazione amministrativa e incentivi fiscali, dall’altro strumenti doganali avanzati in grado di rafforzare l’export e l’integrazione nelle catene globali del valore. Benefici siano concreti e immediati per le imprese, in particolare nel basso Lazio, un’area strategica che può diventare uno dei principali motori di sviluppo dell’intera regione”.

Aprilia, le commissarie ricevono Ragusa in Comune

La sala consiliare del Comune di Aprilia
Oltre un’ora di colloquio, durante il quale le Commissarie hanno ascoltato i problemi messi sul tavolo dai cittadini dopo il sit – in organizzato davanti alla sede comunale lo scorso 19 marzo: le commissarie hanno convocano l’organizzatore della manifestazione, Andrea Ragusa del Movimento Cinque Stelle, e annunciano provvedimenti per il ripristino del manto stradale per correggere alcune gravi situazioni di pericolo nella circolazione stradale.


Lunedì 30 marzo l’esponente pentastellato è stato ricevuto dalle Commissarie alle quali il Governo, dopo aver deliberato nell’aprile 2025 lo scioglimento dell’Ente per infiltrazioni mafiose, ha affidato la gestione del Comune di Aprilia.
All’incontro erano presenti, per il Comune, due delle tre Commissarie, la Prefetta Vincenza Filippi e la dott.ssa Rita Guida, oltre all’architetto Pennini del Settore Lavori Pubblici. Io ero accompagnato da Antonio Ferrazza, referente dell’Unione Italiana Ciechi di Aprilia, e dai presidenti dei Comitati di quartiere Toscanini e Fossignano, rispettivamente Luciano Poli e Valentino Di Leno.


“Nel corso del confronto abbiamo interagito con le Commissarie, che abbiamo trovato molto aperte al dialogo e disponibili ad affrontare e risolvere i problemi rappresentati – spiega Ragusa – Primo argomento della discussione non poteva che essere la situazione in cui versano le strade comunali: piene di buche ma, soprattutto, come da me evidenziato, segnate da scavi non ripristinati come previsto dal Regolamento comunale e da interventi improvvisati e non ripristinati da Acqualatina a seguito delle riparazioni delle perdite. La mia proposta per riparare buona parte delle strade di Aprilia a costo zero è stata quella di controllare i ripristini stradali, dato che già dal 2023 non risultano effettuati a norma di Regolamento comunale. Ho suggerito anche di utilizzare, ove necessario, le polizze fideiussorie per procedere ai ripristini da parte del Comune senza spendere risorse proprie, ma solo dopo aver diffidato le ditte, come è stato fatto, ad esempio, dai sindaci dei Comuni di Bacoli, Fondi, Sezze, Cisterna di Latina, Modica e Todi”.


Nel corso dell’incontro si è affrontato anche il tema dei semafori, troppo spesso non funzionanti, con particolare riferimento a quello sulla via Nettunense, il cui funzionamento è stato appena ripristinato, e alla gestione sia dei semafori che dell’illuminazione pubblica da parte di Engie.


“Ho chiesto – continua Ragusa – se fosse possibile rescindere il contratto perché ritenuto troppo oneroso; mi è stato risposto che si tratta di uno dei tanti problemi già attenzionati, che il contratto non è dei migliori e che si stanno valutando tutte le possibili opzioni.
Sui semafori è intervenuto anche Antonio Ferrazza, responsabile del centro di ascolto di Aprilia dell’Unione Italiana Ciechi, rappresentando che gli impianti sono carenti dal punto di vista dei dispositivi per i non vedenti (dispositivi acustici, percorsi tattili e pulsanti di chiamata pedonale) e che, dove questi sono presenti, non funzionano. Le Commissarie hanno preso atto anche di questa problematica. Sempre lo stesso Antonio Ferrazza ha sensibilizzato le commissarie sul problema dei marciapiedi dissestati che creano difficoltà a tutti i cittadini e, in particolar modo, ai non vedenti”.


Particolarmente malandate anche alcune strade cittadine nel quartiere Toscanini, dove insiste anche il problema dell’installazione dei nuovi giochi per bambini al Parco Europa, acquistati e donati dal Comitato, ma che ill Comune chiederebbe al Comitato di installare, con una spesa – sia del progetto che del montaggio – pari a circa 4.000 euro, cifra troppo elevata per il Comitato.
“La Prefetta Filippi si è subito informata in merito, ma è emerso che il Comune non dispone né di tecnici per redigere il progetto né di fondi per finanziarlo”, spiega Ragusa.


Anche Valentino Di Leno, Presidente del CdQ Fossignano, oltre a confermare lo stato dissestato delle strade del quartiere, ha rappresentato il problema del pollificio e la correlata abnorme presenza di mosche nella zona. Questa esplosione di ditteri è diventata insopportabile e la popolazione è esasperata. La Prefetta Filippi si è dimostrata molto sensibile sull’argomento, ha ricordato di aver già rappresentato il problema e ha assicurato che lo solleciterà nuovamente, informandone anche i NAS dei Carabinieri, trattandosi di una questione di natura igienico-sanitaria.


Ragusa ha inoltre rappresentato alle Commissarie il problema della sicurezza nel parcheggio della stazione di Campoleone, dove sarebbe quantomeno necessario ripristinare l’illuminazione dei piazzali: tre dei quattro esistenti risultano completamente al buio, mentre il quarto è scarsamente illuminato.


Con le commissarie è stato affrontato, inoltre, il problema dei lavori al ponte delle Isole, riaperto da ottobre scorso, che già presenta una buca e il distacco del cemento che raccorda i giunti all’asfalto e del ponte su via della Riserva Nuova, dove per il rischio cedimento è stato imposto il divieto di transito ai mezzi che superano le 3,5 t ma per restringere la carreggiata e permettere il passaggio di un solo veicolo alla volta, sono stati posizionati 10 blocchi di new jersey il cui peso totale è di 16 t, in merito ho proposto che in sostituzione delle pesanti barriere di cemento venga messo del guard rail, che ha la stessa funzione ma un peso enormemente inferiore e non aumenterebbe la possibilità di crollo dello stesso ponte”.


“Infine, ho posto all’attenzione delle Commissarie il tema dell’abbassamento e della riduzione del flusso idrico durante le ore notturne in alcuni quartieri della città – conclude Ragusa – problema per il quale la Prefetta Filippi si è impegnata ad attivarsi, pienamente consapevole dei disagi che comporta non avere acqua in casa nelle ore serali e notturne”.



ZLS Lazio, al via il nuovo modello di sviluppo: imprese, incentivi e 64 Comuni coinvolti

È ufficialmente entrata in funzione la Zona Logistica Semplificata (ZLS) del Lazio, uno degli strumenti più rilevanti delle politiche industriali regionali.

L’obiettivo è chiaro: attrarre investimenti, ridurre la burocrazia e rafforzare la competitività del territorio, in un contesto economico sempre più complesso.

La ZLS coinvolge 64 Comuni del Lazio, distribuiti tra le province di Roma, Latina, Frosinone, Rieti e Viterbo, e si sviluppa attorno ai principali nodi logistici e portuali della regione.

Latina e Frosinone al centro del progetto

Tra le province maggiormente coinvolte ci sono proprio Latina e Frosinone, con rispettivamente 15 e 22 Comuni inclusi nel perimetro della ZLS.

Nel dettaglio, per la provincia pontina rientrano realtà chiave come Latina, Aprilia, Cisterna di Latina, Fondi, Formia, Gaeta, Minturno, Pontinia, Sabaudia, Terracina e altri centri strategici del sistema produttivo locale.

Per l’area ciociara, invece, il perimetro comprende poli industriali come Cassino, Anagni, Frosinone, Ceccano, Ferentino e l’area della Valle del Liri, confermando il ruolo centrale del territorio nella manifattura regionale.

Due aree che, insieme, rappresentano uno dei principali assi produttivi del Lazio, tra industria, logistica, agroalimentare e chimico-farmaceutico.

Un sistema integrato tra porti e industria

La ZLS si sviluppa attorno ai tre porti principali del Lazio – Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta – e alle piattaforme retroportuali e intermodali collegate.

In questo quadro, il sud pontino assume un ruolo strategico: il porto di Gaeta e il sistema industriale di Latina diventano nodi fondamentali per l’export e la movimentazione delle merci.

Allo stesso modo, Frosinone rafforza la propria funzione di retroterra produttivo e logistico, collegato alle grandi direttrici nazionali.

I vantaggi concreti per le imprese

La ZLS introduce una serie di strumenti operativi pensati per semplificare e incentivare gli investimenti.

Il primo elemento riguarda la riduzione dei tempi burocratici: grazie a uno sportello unico, le imprese potranno ottenere autorizzazioni edilizie, ambientali e produttive in tempi più rapidi.

A questo si aggiunge la digitalizzazione delle procedure, che consente una gestione più snella e trasparente dei processi.

Incentivi fiscali fino al 35%

Il cuore del sistema è rappresentato dagli incentivi economici.

Per il 2026 è prevista una dotazione complessiva di 100 milioni di euro, destinata a sostenere gli investimenti produttivi.

Le imprese potranno accedere a un credito d’imposta che arriva fino al 25% per le grandi aziende e al 35% per le piccole e medie imprese, con possibilità di finanziare macchinari, impianti, immobili e nuovi stabilimenti.

Un’opportunità concreta soprattutto per i distretti industriali di Latina e Frosinone, chiamati a innovarsi e a competere sui mercati internazionali.

Gli obiettivi strategici

La ZLS non è solo uno strumento tecnico, ma un vero e proprio progetto di sviluppo.

Tra gli obiettivi principali ci sono il rafforzamento delle filiere produttive locali, l’attrazione di nuovi investimenti e il sostegno all’occupazione, in particolare nelle aree colpite da crisi industriali.

Grande attenzione è rivolta anche alla logistica sostenibile, con l’obiettivo di ridurre i tempi di trasporto e migliorare l’integrazione tra infrastrutture.

Il piano punta inoltre a valorizzare settori chiave come agroalimentare, automotive, farmaceutico, chimico, turismo e servizi, con una visione integrata tra costa e aree interne.

Un percorso lungo quattro anni

L’attivazione della ZLS è il risultato di un iter amministrativo avviato nel 2022, con la definizione del Piano di sviluppo strategico regionale.

Dopo diversi aggiornamenti e il confronto con i ministeri competenti, il progetto è stato definitivamente approvato con il decreto governativo del novembre 2025.

Nel 2026 si è entrati nella fase operativa, con la costituzione della governance e l’avvio degli strumenti previsti.

Le prossime sfide

Ora la sfida è tutta nell’attuazione. Servirà rendere pienamente operativi gli strumenti, accompagnare le imprese nell’accesso agli incentivi e monitorare gli effetti sul territorio.

Per Latina e Frosinone, in particolare, la ZLS rappresenta una occasione concreta per rilanciare il sistema produttivo, attrarre capitali e creare nuove opportunità di lavoro.

Un passaggio che, se ben gestito, può trasformare il Lazio in uno dei principali hub logistici e industriali del Paese.

Omicidio a Pontinia, ottantenne ucciso con una serie di fendenti

Riverso in una pozza di sangue, il corpo senza vita dell’ottantenne Giuseppe Pirani è stato trovato ieri sera nel capanno alle spalle del podere di famiglia in strada Migliara 48, alle porte di Pontinia. Un vero e proprio giallo sul quale indagano i Carabinieri del comando provinciale di Latina. Un omicidio consumato con ferocia, colpendo la vittima con una serie di coltellate, la più grave alla gola.

A fare la scoperta del cadavere nella prima serata di ieri, e lanciare l’allarme, è stato il figlio dell’anziano, ma quando sono arrivati i soccorritori per l’ottantenne non c’era già più niente da fare. La scena era eloquente perché il pensionato aveva diverse ferite da arma da taglio, ma a prima vista è stato il fendente alla gola a risultargli fatale.

Per i primi riscontri sono intervenuti i carabinieri del Comando stazione di Pontinia, ma una volta scartata la prima ipotesi del suicidio, del caso si sono occupati i detective della Compagnia di Latina e gli specialisti della scientifica del Nucleo Investigativo che hanno effettuato una accurato sopralluogo in cerca di tracce utili alle indagini, concluso in tarda serata.

I militari dell’Arma hanno ascoltato familiari e vicini per ricostruire il contesto nel quale si è consumato l’omicidio. Per ora non viene esclusa alcuna ipotesi, ma gli investigatori sembrano escludere l’eventualità di un furto o una rapina finita male. È emerso invece un contesto di litigi frequenti con parenti e conoscenti nel quale gli investigatori si muovono in cerca di spunti utili. I carabinieri passano al setaccio la cerchia delle persone che conoscevano la vittima.

Secondo quanto trapelato Giuseppe Pirani era vedono da diversi anni e non viveva nel podere sulla Migliara 48, una proprietà indivisa della sua famiglia. Si recava spesso però in quel luogo, dove il figlio l’aveva raggiunto nel tardo pomeriggio: il cinquantenne ha spiegato ai carabinieri di avere sentito il padre in mattinata e di averlo trovato tranquillo, ma quando si è recato a sua volta nella vecchia casa colonica ha fatto la drammatica scoperta.

Una volta conclusi i rilievi della scientifica la salma è stata traslata presso la camera mortuaria per l’esame medico legale che sarà affidato nelle prossime ore, dal pubblico ministero titolare dell’inchiesta, a un consulente medico d’ufficio.

Fondi, con il centrodestra diviso la partita è aperta

Sembrava una corsa già scritta, con un vincitore annunciato e pochi margini di sorpresa. E invece, a Fondi, la campagna elettorale continua a cambiare volto giorno dopo giorno, trasformando quella che appariva quasi come una formalità, in una sfida tutta da giocare.

Il passaggio chiave è arrivato dalla Lega, che ha rotto definitivamente gli indugi e sceglie di sostenere Annarita Del Sole, candidata di Fratelli d’Italia. Una mossa che certifica la frattura nel centrodestra: da una parte il blocco guidato da Vincenzo Carnevale, sostenuto da Forza Italia e dalle civiche dell’amministrazione uscente; dall’altra un nuovo asse politico che prova a costruire un’alternativa nello stesso campo.

È una novità non da poco. Nel 2020, infatti, il Carroccio era parte della coalizione vincente con Beniamino Maschietto. Oggi, invece, cambia schieramento e contribuisce a ridisegnare gli equilibri. Una scelta che ha anche un peso simbolico, considerando il percorso accidentato del partito sul territorio negli ultimi anni.

Il risultato è un quadro più frammentato e meno prevedibile. Se fino a poche settimane fa l’ipotesi di una vittoria al primo turno per Carnevale sembrava la più accreditata, oggi lo scenario appare più incerto. Anche perché, oltre alle divisioni nel centrodestra, cresce il numero delle liste in campo.

Il centrosinistra con Salvatore Venditti punta ad ampliare la propria coalizione già composta da due liste, mentre il civico Francesco Ciccone lavora per rafforzare la sua proposta e potrebbe anche lui presentare un’alleanza civica. A questi si aggiunge Tonino De Parolis, ultimo in ordine di tempo a scendere in campo, contribuendo ad affollare ulteriormente la competizione.

E poi ci sono i numeri, che in politica contano quanto – se non più – delle alleanze. Se la coalizione di Carnevale appare strutturata e compatta, le alternative potrebbero presentarsi con un numero complessivo di liste superiore, elemento che potrebbe incidere sugli equilibri finali.

La sensazione, insomma, è che la partita sia tutt’altro che chiusa. Il centrodestra diviso apre scenari nuovi e, in una corsa dove ogni dettaglio può fare la differenza, anche le certezze iniziano a vacillare.

Aprilia, illegittima l’esternalizzazione delle pulizie

Saltato il dialogo con le commissarie straordinarie, alla Multiservizi tira aria di smantellamento. In una nota congiunta CGIL, Vittorio Simeone, CISL, Enza Del Gaudio e la UIL FPL, Ida De Masi, chiedono la sospensione dell’esternalizzazione servizio pulizie chiedono al Comune di Aprilia la sospensione dell’esternalizzazione del servizio di pulizie degli edifici pubblici, che è stato previsto a partire da domani, 1 aprile.

Secondo i sindacati “l’esternalizzazione presenta forti dubbi di legittimità non avendo rispettato i vincoli di legge e del contratto collettivo nazionale”.

I vincoli di legge richiamati dai sindacati riguardano le forti criticità sull’economicità del servizio, secondo quanto proposto con la determina dirigenziale che ha definito l’affidamento a terzi, rispetto ai costi sostenuti per corrispondere il servizio svolto finora dall’Azienda speciale.
“Sicuramente è, comunque, illegittimo – rincarano la dose CGIL, CISL e UIL – per il mancato rispetto dell’articolo 5 del contratto nazionale Funzioni Locali, il cui comma 3,stabilisce, che prima dell’adozione di atti e decisioni che incidono sull’organizzazione del lavoro, con trasferimento o conferimento di attività ad altri soggetti pubblici o privati, ai sensi dell’art.31 del Dlgs n. 165/2001, l’amministrazione è obbligata ad attivare preventivamente l’informazione e il confronto”

In sostanza l’obbligo di informazione e confronto preventivo, che presuppone la convocazione delle parti sindacali interessate prima dell’assunzione delle determinazioni, costituisce una condizione essenziale per garantire la tutela del personale impiegato nei servizi e nelle attività oggetto di trasferimento o conferimento.

“L’assenza di tale fase procedimentale – concludono i sindacati – configura una lesione delle prerogative sindacali e un vulnus al sistema delle corrette relazioni sindacali delineato dal contratto collettivo nazionale, con ovvio ricorso all’autorità giudiziaria per la tutela dei lavoratori interessati”.

“Qualora non vi sia la sospensione richiesta – concludono i sindacati – ricorreremo al giudice del lavoro e al competente organo giurisdizionale in materia di contabilità pubblica”.

Latina, violenze su minore e pedopornografia: condanna a 10 anni per l’infermiera e l’amante

Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma ha condannato a dieci anni di reclusione sia l’infermiera latinense di 43 anni che il compagno di 45 anni di Velletri, arrestati lo scorso giugno per violenza sessuale aggravata su un minorenne e per il possesso di materiale pedopornografico.

A fronte della richiesta di condanna formulata dal pubblico ministero, che invocava una pena più severa, 16 anni ciascuno, il gup li ha riconosciuti colpevoli entrambi con l’aggravante della minore età della vittima e per avere narcotizzato il quattordicenne per indurlo a consumare rapporti e produrre materiale pedopornografico.

La delicata vicenda era stata ricostruita da un’indagine della Squadra Mobile, che aveva iniziato a monitorare l’infermiera in seguito alle segnalazioni di alcuni suoi colleghi col sospetto che la donna fosse vittima di maltrattamenti.

Sul luogo di lavoro infatti era apparsa cambiata da quando aveva iniziato a frequentare l’uomo di Velletri, conosciuto nello stesso ambiente ospedaliero dove lui era impiegato nella manutenzione con un’azienda esterna.

Indagando sulla coppia emerso l’orribile caso di abusi sul minorenne, che avrebbe coinvolto anche la moglie del 45enne, perché quest’ultimo aveva intrapreso con l’infermiera una relazione extraconiugale.

Anche la compagna era stata coinvolta nell’inchiesta, ma sarà processata separatamente, con rito ordinario dal Tribunale di Latina.

Latina – Incidente nella notte: positivo all’alcol test, denunciato

Un incidente stradale avvenuto nella notte a Latina ha portato alla denuncia di un uomo di 37 anni, residente a Velletri, risultato positivo all’alcol test.

L’episodio si è verificato quando il conducente, per cause ancora in fase di accertamento, ha perso il controllo della propria auto finendo per tamponare un’altra vettura guidata da un 56enne. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Sezione Radiomobile, che hanno effettuato i rilievi e avviato le verifiche del caso.

Proprio gli accertamenti successivi hanno fatto emergere la presenza di un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti dalla legge. Per questo motivo, oltre alla denuncia in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza, è scattato anche il ritiro immediato della patente.

Il veicolo dell’uomo è stato sequestrato e affidato a una depositeria giudiziaria. L’intervento rientra nell’ambito dei controlli sul territorio volti a garantire maggiore sicurezza sulle strade, soprattutto nelle ore notturne.