Finisce con un tragico epilogo per un uomo di 32 anni, originario del Burkina Faso, coinvolto in una rissa scoppiata a Napoli, nella zona di Porta Capuana. L’uomo è deceduto all’ospedale Vecchio Pellegrini, dove era stato ricoverato in codice rosso con gravi ferite a causa delle coltellate che gli erano state inferte durante il violento episodio.
La polizia è dovuta intervenire per sedare la rabbia dei presenti e per portare in salvo il presunto aggressore, un tunisino di 58 anni, regolare in Italia, che si era barricato all’interno di un bar. L’uomo è stato successivamente arrestato con l’accusa di omicidio.
Il prefetto di Napoli ha assicurato che quanto accaduto sarà analizzato nel prossimo Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per dare “una risposta tempestiva e visibile alle esigenze di tutela della collettività e a prevenire il reiterarsi di fenomeni di criminalità e degrado che incidono sulla convivenza civile”.
Informato dell’accaduto, il prefetto ha proceduto a un’immediata implementazione dei servizi di vigilanza nell’area interessata mediante l’impiego del reparto di prevenzione crimine della Polizia di Stato.
La gestione del ciclo dei rifiuti torna al centro del confronto istituzionale nel capoluogo pontino. Nel pomeriggio di ieri, nella sede di Abc Latina, si è svolto un incontro tra l’assessore regionale ai Rifiuti Fabrizio Ghera, il sindaco di Latina Matilde Celentano e l’assessore comunale all’Ambiente Michele Nasso.
Al tavolo erano presenti anche i capigruppo del Consiglio comunale, sia di maggioranza sia di opposizione, coinvolti nel confronto dedicato alle difficoltà che il servizio di raccolta sta registrando in alcune fasi dell’anno.
Le difficoltà nei conferimenti
Nel corso della riunione è stato affrontato in particolare il tema dei conferimenti dei rifiuti, criticità che secondo l’amministrazione comunale tende a ripresentarsi soprattutto durante le festività e nei periodi di maggiore carico operativo.
L’incontro è servito a fare il punto sulla situazione attuale e ad aprire un dialogo operativo tra Comune e Regione per individuare possibili strumenti di supporto e soluzioni organizzative.
Ghera: “La Regione vicina ai territori”
A margine del confronto, l’assessore regionale Fabrizio Ghera ha ribadito la disponibilità della Regione Lazio a collaborare con il Comune di Latina.
“La Regione è a disposizione di Latina, come di tutti i territori, per affrontare tematiche complesse come quelle della gestione dei rifiuti”, ha dichiarato Ghera.
L’assessore regionale ha inoltre assicurato che la Regione seguirà il percorso avviato con il Comune per supportare il territorio nella ricerca delle soluzioni più efficaci per migliorare il servizio.
Il contrasto al caporalato, allo sfruttamento lavorativo e alle forme di illegalità che attraversano il mondo del lavoro sarà al centro dell’incontro “Terra di diritti – Contro ogni forma di caporalato e sfruttamento nel Lazio”, in programma mercoledì 13 maggio a Latina.
L’appuntamento si svolgerà dalle ore 17.30 nella Sala De Pasquale del Comune di Latina ed è il terzo incontro del percorso programmatico “Idee in Circolo”, promosso dalla Fondazione Friedrich-Ebert Italia insieme al Partito Democratico del Lazio.
Il lavoro al centro del confronto
Dopo le tappe di Roma e Frascati, il ciclo di incontri approda nel territorio pontino scegliendo uno dei temi più delicati e simbolici per la provincia di Latina: il rapporto tra lavoro, diritti, legalità e sfruttamento.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, sindacati, associazioni di categoria, studiosi e rappresentanti del mondo produttivo per discutere strumenti concreti di prevenzione e contrasto al caporalato, fenomeno che continua a colpire soprattutto agricoltura e logistica.
Gli interventi previsti
Ad aprire i lavori saranno Valeria Campagna, vicesegretaria del Pd Lazio con delega a legalità e lavoro e capogruppo dem a Latina, insieme a Pietro Ventriglia, Program Manager della Fondazione Friedrich-Ebert Italia.
Previsti poi i saluti istituzionali del consigliere regionale Salvatore La Penna, del segretario provinciale Pd Omar Sarubbo, del deputato Matteo Orfini e, in collegamento da remoto, dell’europarlamentare Nicola Zingaretti, già presidente della Regione Lazio.
Durante il confronto interverranno anche Marco Omizzolo, docente della Sapienza e ricercatore Eurispes, il giornalista Toni Mira e rappresentanti di CGIL, CISL, UIL, AGCI, CIA, Coldiretti, Confagricoltura, Confcooperative e Legacoop.
Le conclusioni saranno affidate a Marta Bonafoni, coordinatrice nazionale della segreteria Pd, e a Daniele Leodori, segretario regionale del Partito Democratico del Lazio.
Campagna: “Latina laboratorio di riscatto civile”
“Il territorio pontino continua a rappresentare uno dei luoghi simbolo della battaglia contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro”, ha dichiarato Valeria Campagna.
“A quasi due anni dalla morte di Satnam Singh – ha aggiunto – il dovere delle istituzioni e della politica è trasformare l’indignazione in azione concreta. Latina può e deve diventare un laboratorio di riscatto civile e sociale”.
Ventriglia: “Tema che riguarda la qualità della democrazia”
Per Pietro Ventriglia, della Fondazione Friedrich-Ebert Italia, il fenomeno dello sfruttamento lavorativo non riguarda soltanto l’illegalità economica.
“Caporalato e sfruttamento – ha spiegato – sono questioni che riguardano la qualità della democrazia, l’effettività dei diritti e la tenuta sociale dei territori”.
Un piccolo dispositivo, ma una grande rivoluzione per la cura delle malattie vascolari. Il Policlinico Universitario Tor Vergata ha eseguito con successo il primo impianto di stent riassorbibile nel distretto sottogenicolato, diventando il primo centro nel Lazio e in tutto il Centro-Sud Italia ad utilizzare questa tecnologia innovativa.
Lo stent è progettato per sostenere l’arteria ostruita solo per il tempo necessario alla sua guarigione. La novità, in questo caso, è che il dispositivo non resta per sempre nel corpo: è realizzato con materiali biocompatibili e progettato per dissolversi naturalmente dopo aver svolto il suo compito.
A differenza degli stent metallici tradizionali, che rimangono in modo permanente, quello riassorbibile sostiene il vaso solo per il tempo necessario. Poi scompare, permettendo all’arteria di recuperare la sua elasticità e riducendo il rischio di infiammazioni o nuove ostruzioni nel lungo periodo, legate alla presenza di corpi estranei.
L’intervento è stato effettuato in Radiologia Interventistica sotto la direzione del Prof. Francesco Garaci, direttore ad interim della Diagnostica per Immagini e della Radiologia Interventistica e direttore della scuola di specializzazione in Radiodiagnostica, e dal Dott. Daniele Morosetti, membro dell’equipe della Radiologia Interventistica
La Radiologia Interventistica, una disciplina sempre più centrale nella medicina moderna e nel trattamento di patologie ad alto impatto sociale perché consente di trattare patologie complesse in modo mini-invasivo. In questo caso, la tecnica può essere applicata a pazienti affetti da claudicatio intermittens e con lesioni trofiche nel piede diabetico, condizioni che possono limitare fortemente la mobilità e, nei casi più gravi, portare a complicanze serie incidendo sulla qualità della vita.
“Si tratta di un passo avanti importante”, sostiene il Prof. Francesco Garaci “Possiamo intervenire su lesioni complesse senza lasciare materiali permanenti nell’organismo, aprendo nuove prospettive per le cure future”.
“Poter trattare lesioni complesse senza lasciare tracce metalliche permanenti rappresenta un’ulteriore opportunità, fondamentale per la qualità di vita dei nostri pazienti.” conferma il Radiologo Interventista Dr. Daniele Morosetti.
Con questo intervento, il PTV si conferma un punto di riferimento per l’innovazione nel trattamento delle patologie arteriose periferiche, offrendo ai pazienti tecnologie sempre più avanzate e meno invasive.
L’Amministrazione comunale di Castelforte ha detto si all’intitolazione di una strada o un luogo pubblico ad Aldo Moro e Peppino Impastato, accogliendo così la proposta presentata dal gruppo consiliare del Partito Democratico. Il Comune ha espresso pieno apprezzamento per l’iniziativa e per l’alto valore civile e simbolico che essa rappresenta.
“Le figure di Aldo Moro e Peppino Impastato – si legge nella dichiarazione ufficiale del Comune – costituiscono, pur nella diversità dei rispettivi percorsi umani, politici e culturali, due esempi straordinari di impegno al servizio della democrazia, della libertà e della legalità. Entrambi hanno pagato con la vita la difesa dei principi fondamentali dello Stato democratico, divenendo simboli indelebili di coraggio, responsabilità civile e lotta contro ogni forma di violenza, terrorismo e criminalità organizzata. Il loro sacrificio continua ancora oggi a rappresentare un patrimonio morale per l’intera comunità nazionale e un punto di riferimento imprescindibile per le giovani generazioni, chiamate a custodire e rafforzare i valori della partecipazione democratica, della giustizia e del rispetto delle istituzioni”.
“Per tali ragioni – spiegano nella nota – l’Amministrazione Comunale accoglie con favore la proposta formulata e manifesta la propria disponibilità ad avviare un percorso condiviso volto all’individuazione di uno spazio pubblico da dedicare alla memoria di Aldo Moro e Peppino Impastato, valutando gli spazi attualmente disponibili o in fase di realizzazione. L’iniziativa potrà rappresentare inoltre- si conclude il comunicato – un’importante occasione di riflessione collettiva e di coinvolgimento della cittadinanza sui temi della memoria, dell’impegno civile e della difesa dei valori democratici, affinché il ricordo di queste due figure continui a vivere come esempio concreto di responsabilità e coscienza civica”.
Episodio tutto da chiarire quello avvenuto l’altra sera a Scauri, dove due gruppi di persone sono state protagoniste di un diverbio, che poi sarebbe degenerato.
La vicenda è avvenuta nell’area antistante un’attività commerciale sita in via Appia. Ancora non è chiaro il movente che ha generato il faccia a faccia tra i due gruppi e sul quale stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Formia, immediatamente intervenuti sul luogo del “confronto”, caratterizzato da una disputa durante la quale alcuni dei partecipanti se le sarebbero date di santa ragione.
I Carabinieri comunque hanno identificato una parte dei protagonisti del litigio, che potrebbe essere considerato anche una rissa.
Una persona è rimasta ferita ed è ricorsa alle cure dei sanitari dell’ospedale di Formia. Nei prossimi giorni, alla luce degli accertamenti che saranno svolti, ci potrebbero essere degli sviluppi.
Maxi operazione della Polizia di Stato nel capoluogo pontino. Dalle prime ore di questa mattina gli agenti della Questura di Latina hanno eseguito 16 misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Latina su richiesta della Procura della Repubblica al termine di una complessa attività investigativa che ha coinvolto numerosi pregiudicati operanti sul territorio.
Contestualmente sono state eseguite anche 22 perquisizioni delegate dalla Procura.
I reati contestati
Le accuse, contestate a vario titolo agli indagati, riguardano estorsione, detenzione e porto illegale di armi, ricettazione, evasione, danneggiamento seguito da incendio, oltre a episodi di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’operazione avrebbe interessato soggetti già noti alle forze dell’ordine e ritenuti attivi nel panorama criminale del capoluogo pontino.
Chi è finito in carcere
Il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per Francesco D’Antonio, Alex Iannaccone, Christian Solito, Enzo Succi, Lorenzo Maddaloni, Luca Tonini, Ferdinando Ciarelli, Daniele De Angelis, Antonio Mazzucco, Davide Beccaro, Francesco Nicoletti, Marco Proietti, Alan Gaveglia e Sabrina De Angelis.
Per Vittoria Cinque e Lorenzo Pietrucci sono stati invece disposti gli arresti domiciliari.
Un’organizzazione che avrebbe gestito droga, armi ed estorsioni facendo leva sulla violenza e sulla forza intimidatoria. È questo lo scenario emerso dall’operazione “Pac-Man”, scattata all’alba a Latina, dove la Polizia di Stato ha eseguito 16 misure cautelari e 22 perquisizioni coordinate dalla Procura della Repubblica.
L’indagine, portata avanti dalla Squadra Mobile di Latina con il supporto di numerosi reparti specializzati provenienti da diverse città italiane, è partita nel settembre 2025 dopo l’arresto di due giovani trovati con un ingente quantitativo di hashish nei pressi delle cosiddette “Case Arlecchino”, poche ore dopo l’incendio del portone di un condominio.
Da quell’episodio gli investigatori hanno iniziato a ricostruire una rete criminale che, secondo l’accusa, avrebbe operato nel traffico di cocaina, crack e hashish utilizzando anche armi clandestine ed esplosivi per gestire contrasti, intimidazioni e recuperi crediti legati allo spaccio.
Decisivo il lavoro di intercettazioni, pedinamenti, videosorveglianza e analisi forensi sui telefoni sequestrati. Le indagini hanno documentato piazze di spaccio attive giorno e notte tra le zone Q4, Q5 e Borgo Piave, comprese consegne di droga a domicilio.
Uno dei momenti centrali dell’inchiesta risale alla notte tra il 4 e il 5 gennaio scorso, quando gli agenti hanno intercettato il trasferimento di un vero arsenale in un appartamento di San Felice Circeo. Nel covo furono trovate sette pistole, un silenziatore, centinaia di munizioni e quattro ordigni esplosivi, uno dei quali contenente tritolo.
Secondo gli investigatori, il gruppo sarebbe stato pronto a una vera escalation criminale. Nelle intercettazioni emergerebbero riferimenti a incendi intimidatori, attentati e possibili azioni violente contro debitori e gruppi rivali.
Nel corso dell’inchiesta sono stati sequestrati complessivamente 15 pistole, 3 fucili, oltre 650 munizioni, esplosivi e più di sei chili di droga tra cocaina, crack e hashish. Otto persone erano già finite in manette durante le indagini.
L’operazione ha coinvolto centinaia di agenti, unità cinofile antidroga e antiesplosivo e il reparto volo della Polizia di Stato. Le indagini restano nella fase preliminare e per tutti gli indagati vale il principio di presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva.
Il 12 maggio è una data importante per Santi Cosma e Damiano e Castelforte, in quanto si celebra la Liberazione, avvenuta 82 anni fa. A Santi Cosma e Damiano, alle ore 10.00, il Comune in collaborazione con l’Associazione culturale Laboratorio Aurunco onorerà l’82esimo anniversario della Liberazione dall’occupazione nazifascista da parte delle truppe Alleate. La giornata si aprirà con il più solenne dei gesti: la deposizione di una corona d’alloro ai Caduti, un tributo necessario per ricordare il sacrificio di chi permise il ritorno alla democrazia. Subito dopo, la celebrazione si sposterà su un piano culturale e divulgativo di alto profilo. Verrà proiettato il docufilm “Cassino Ieri e Oggi”, per offrire uno sguardo visivo e documentaristico sulle ferite e la rinascita del territorio.
Il momento clou sarà il collegamento video da Londra con Matthew Parker. Si tratta di uno scrittore di fama internazionale, autore del bestseller Montecassino, il quale dialogherà con la platea offrendo una prospettiva storica globale su quegli eventi che cambiarono il volto dell’Italia e dell’Europa, rendendo l’evento di Santi Cosma e Damiano un appuntamento di rilievo non solo locale. L’evento vedrà la partecipazione delle massime autorità e delle associazioni che mantengono vivo il presidio culturale: Franco Taddeo, sindaco di Santi Cosma e Damiano, che porterà i saluti dell’Amministrazione comunale, sottolineando l’importanza di tramandare questi valori; Franca Di Principe, presidente dell’Associazione culturale Laboratorio Aurunco, da anni impegnata nella valorizzazione delle radici storiche locali e Michele Di Lonardo, rappresentante di Freedom for Italy, che ha già stuzzicato la curiosità dei presenti preannunciando una sorpresa dell’ultima ora legata alle celebrazioni. I veri protagonisti della mattinata saranno però gli studenti degli istituti scolastici del territorio. La loro presenza, accanto ai numerosi cittadini che hanno già confermato la partecipazione, trasforma la commemorazione in un passaggio di testimone generazionale.
Non si tratta solo di ricordare una data sul calendario, ma di rinnovare un impegno civile collettivo in un momento storico dove la parola “pace” torna a essere di stringente attualità. A Castelforte, in contemporanea, la giornata avrà inizio alle ore 9:30 con la celebrazione di una messa nella chiesa di San Rocco, officiata da Don Fabio Gallozzi, alla quale seguirà il momento commemorativo, con lo svelamento delle targhe dedicate ai concittadini che, durante il secondo conflitto mondiale, subirono ritorsioni e persecuzioni per motivi ideologici e politici, nonché l’intitolazione di aree e vie comunali. “La ricorrenza- ha aggiunto il sindaco di Castelforte Angelo Pompeo in un comunicato stampa- rappresenta un momento di profonda riflessione collettiva, memoria storica e riconoscenza verso quanti hanno sacrificato la propria libertà e la propria vita per consegnarci i valori della democrazia, della pace e della libertà.”
Tre dei dodici cani che la scorsa estate erano stati trovati in un contesto di degrado, in un appartamento insieme ai cinque figli della proprietaria, sono stati sequestrati di nuovo ieri al culmine di un intervento che ha richiesto la presenza di forze di polizia, ambulanza e vigili del fuoco, veterinari dell’Asl e guardie zoofile.
I ragazzini nel frattempo erano stati affidati ai servizi sociali e trasferiti in casa famiglia, mentre alcuni di quei cani erano stati spostati in un’altra abitazione. Già in precedenza la proprietaria era stata denunciata.
Proprio in quella casa ieri sono intervenute di nuovo le istituzioni, in seguito alla segnalazione degli altri condomini che avevano trovato spesso i cani lungo le scale condominiali, spaventati e poco socievoli. All’arrivo di polizia, carabinieri e polizia locale non rispondeva nessuno, quindi i vigili del fuoco avevano forzato l’ingresso. Dentro era stata riscontrata una situazione di degrado, sporcizia, ed esalazioni maleodoranti di urina dei cani, comunque dotati di microchip.
Con l’intervento del veterinario, i cani erano stati rimossi dalle guardie zoofile dell’Associazione difesa diritti animali A.D.D.A. di Latina e affidati al canile cittadino in attesa del ripristino delle necessarie condizioni di igiene che dovrà essere accertato dagli ispettori dell’Asl.