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Droga e pregiudicati nel locale: bar chiuso per 15 giorni a Sezze

La Polizia di Stato ha disposto la chiusura temporanea di un bar di Sezze, con contestuale sospensione della licenza per quindici giorni, nell’ambito delle attività di prevenzione e controllo del territorio finalizzate alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Il provvedimento è stato emesso dal Questore della Provincia di Latina ai sensi dell’articolo 100 del T.U.L.P.S. ed è stato notificato dagli agenti della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Latina, con il supporto dei Carabinieri della stazione di Sezze.

Controlli su avventori e droga nel locale

Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, gli accertamenti sono partiti da alcune segnalazioni relative alla presenza abituale, all’interno e nelle vicinanze del bar, di soggetti già noti alle forze di polizia, in particolare per reati legati agli stupefacenti.

Durante i controlli effettuati sugli avventori del locale sarebbero stati identificati diversi pregiudicati e rinvenute sostanze stupefacenti del tipo hashish e marijuana.

In una delle verifiche, secondo quanto riferito dalla Questura, parte della droga sarebbe stata nascosta direttamente all’interno dell’esercizio commerciale.

Provvedimento per motivi di ordine pubblico

Gli elementi raccolti dagli investigatori hanno portato all’adozione della misura di sospensione della licenza, ritenuta necessaria per interrompere una situazione considerata potenzialmente pericolosa per l’ordine e la sicurezza pubblica.

La Questura precisa che il provvedimento ha carattere preventivo e cautelare ed è finalizzato esclusivamente alla tutela della sicurezza dei cittadini.

Sezze, arrivano 950mila euro per la messa in sicurezza della zona Casali

Con il Decreto Interministeriale del 7 maggio 2026, emanato dal Ministero dell’Interno di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, è stato ufficialmente finanziato il progetto del Comune di Sezze dedicato alla messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico in località Casali.

L’intervento, denominato “Interventi di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico – Località Casali (via Casali III e IV tratto – via Monte Pizzarolo)”, ha ottenuto un finanziamento complessivo pari a 950mila euro nell’ambito delle risorse previste dalla Legge di Bilancio per le opere pubbliche di tutela del territorio.

Interventi nella zona più fragile del territorio

Le risorse consentiranno di intervenire in una delle aree considerate più delicate dal punto di vista del dissesto idrogeologico nel territorio comunale di Sezze.

La zona di Casali, infatti, è stata più volte interessata da criticità e problemi legati alla stabilità del territorio, emersi in maniera evidente soprattutto durante gli eventi eccezionali del 2023.

Il progetto riguarderà in particolare:

  • via Casali III tratto;
  • via Casali IV tratto;
  • via Monte Pizzarolo.

L’obiettivo è quello di rafforzare la sicurezza dell’area attraverso opere di prevenzione e contenimento del rischio idrogeologico.

I tempi previsti dal finanziamento

Secondo quanto stabilito dal Decreto Ministeriale, il Comune di Sezze avrà 18 mesi di tempo per arrivare all’aggiudicazione dei lavori.

Successivamente, le opere dovranno essere completate entro i 24 mesi successivi.

Un nuovo tassello per la sicurezza del territorio

L’approvazione del finanziamento rappresenta un ulteriore passo nel percorso avviato dall’amministrazione comunale sul fronte della sicurezza e della tutela del territorio.

L’intervento si inserisce infatti in una strategia più ampia finalizzata alla prevenzione del dissesto idrogeologico e alla salvaguardia delle aree più esposte alle criticità ambientali.

Dopo la tragedia di Suio, il dolore della famiglia riaccende il tema della sicurezza nelle piscine

Le terme di Suio Terme, considerate uno dei poli turistici e termali più conosciuti del sud pontino, tornano al centro dell’attenzione nazionale dopo le dichiarazioni rilasciate da Antonello Petrucci, padre del piccolo Gabriele Ubaldo, il bambino di 7 anni morto lo scorso aprile in una piscina termale, pare, dopo essere rimasto incastrato in un bocchettone.

Una tragedia che continua a scuotere non soltanto la comunità locale, ma l’intero territorio della provincia di Latina, dove il comparto rappresenta storicamente una delle principali attrazioni turistiche tra Castelforte, Minturno e l’area aurunca.
In un’intervista pubblicata dal Corriere della Sera, il padre del bambino ha raccontato il dramma vissuto dalla famiglia dopo la morte del figlio, parlando anche delle condizioni della moglie, ancora profondamente segnata dall’accaduto. “Non vive più”, ha dichiarato Petrucci riferendosi alla donna, spiegando come il dolore abbia completamente travolto la famiglia dopo quel giorno.

Ma accanto al dolore personale emerge anche la volontà di trasformare la tragedia in una battaglia pubblica sulla sicurezza degli impianti. Petrucci parla apertamente di una “strage silenziosa” e chiede maggiori controlli nelle piscine, soprattutto in vista dell’estate e dell’aumento di presenze nelle strutture turistiche.

L’inchiesta della Procura di Cassino prosegue intanto per chiarire eventuali responsabilità. Restano quattro gli indagati per omicidio colposo tra responsabili della struttura e manutentori. Secondo quanto riferito dalla famiglia e riportato dal Corriere della Sera, il bocchettone della piscina sarebbe stato privo della grata di protezione.

Sanità pontina, inaugurate nuove Case della Comunità e la Rianimazione del Goretti

Nuovo passo nel potenziamento della sanità pontina. Questa mattina il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e la direttrice generale della Asl di Latina Sabrina Cenciarelli hanno inaugurato le nuove Case della Comunità spoke di Borgo Sabotino e Latina Scalo e la nuova Unità Operativa di Rianimazione dell’ospedale Santa Maria Goretti.

Le tre strutture rientrano nel piano di rafforzamento della sanità territoriale e ospedaliera finanziato attraverso fondi Pnrr, con un investimento complessivo pari a 6.878.060 euro.

Nuova Rianimazione al Goretti: 16 posti letto e tecnologie avanzate

L’intervento più rilevante riguarda la nuova area di Rianimazione dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, completamente ristrutturata e progettata secondo standard assistenziali moderni.

La struttura dispone di 16 posti letto, di cui due dedicati all’isolamento, ed è configurata come rianimazione polivalente, capace di gestire differenti tipologie di criticità cliniche grazie anche a un elevato livello tecnologico delle apparecchiature.

I lavori hanno interessato sia la riorganizzazione degli spazi sia l’efficientamento energetico del reparto, con particolare attenzione alla sicurezza dei percorsi assistenziali, alla gestione del rischio infettivo e al comfort di pazienti e operatori.

Case della Comunità a Borgo Sabotino e Latina Scalo

Sul fronte della sanità territoriale sono state inaugurate anche le nuove Case della Comunità spoke di Borgo Sabotino e Latina Scalo, strutture pensate per rafforzare l’assistenza di prossimità e alleggerire la pressione sugli ospedali.

Borgo Sabotino

La struttura di Borgo Sabotino è stata oggetto di lavori di riqualificazione e redistribuzione degli spazi.

Al suo interno trovano posto ambulatori specialistici di Cardiologia, Pneumologia, Dermatologia e Otorinolaringoiatria, oltre a punto prelievi, CUP e servizi amministrativi.

Previsti anche assistenza medica diurna, continuità assistenziale, attività infermieristica ambulatoriale e assistenza domiciliare programmata.

Latina Scalo

A Latina Scalo gli edifici esistenti sono stati completamente ristrutturati e trasformati in una moderna Casa della Comunità.

La struttura ospita ambulatori specialistici di Pneumologia, Diabetologia, Cardiologia, Oculistica, Endocrinologia, Medicina fisica e riabilitativa, Ortopedia, Dermatologia e Otorinolaringoiatria, oltre a cure primarie, punto prelievi, CUP e diagnostica di base.

Un modello sanitario più vicino ai cittadini

Le nuove strutture si inseriscono nel percorso di riorganizzazione della sanità laziale, con l’obiettivo di costruire un sistema più accessibile e integrato, capace di garantire risposte più rapide ai cittadini sia sul territorio sia nell’assistenza ospedaliera.

Borgo Santa Maria, nasce una biblioteca-hub culturale: oltre 6mila libri nella parrocchia

Una biblioteca nata nel cuore del borgo e trasformata in uno spazio di aggregazione culturale per bambini, famiglie e comunità. A Borgo Santa Maria si è conclusa l’iniziativa “Le letture che crescono”, progetto promosso dalla parrocchia con l’obiettivo di contrastare isolamento sociale, abuso della tecnologia e perdita del senso di comunità tra i più giovani.

A commentare il risultato raggiunto è la consigliera comunale di Latina e componente della Commissione Istruzione Pina Cochi.

Una biblioteca con oltre 6mila libri

Con le letture e i ragazzi un mondo migliore è possibile? Avevamo posto la domanda e oggi abbiamo una risposta chiara”, ha dichiarato Pina Cochi.

Il progetto ha permesso di creare una vera e propria biblioteca a Borgo Santa Maria, allestita all’interno della parrocchia e composta da oltre 6mila libri, raccolti attraverso donazioni e acquisti.

Secondo Cochi, però, ridurre il progetto a una semplice biblioteca sarebbe limitante.

Oggi Borgo Santa Maria ha il suo hub culturale”, sottolinea la consigliera, spiegando come lo spazio sia destinato ad ospitare nuove attività e iniziative nei prossimi mesi.

Gli incontri con i bambini e l’autore pontino

Dal 9 aprile al 10 maggio la biblioteca ha ospitato un percorso dedicato alla lettura e alla scoperta dei libri, coinvolgendo i bambini del borgo attraverso incontri con lo scrittore pontino Davide Colla.

L’iniziativa è stata coordinata grazie all’impegno della parrocchia guidata da Don Daniele Della Penna e dei promotori Tiziana Piccoli, Marco Avanzolini e Alessia Fabrizio.

Durante gli appuntamenti i più piccoli hanno partecipato a letture, giochi, attività creative e momenti di confronto con l’autore.

“Ora il progetto va esteso ad altri quartieri”

Per Pina Cochi il successo dell’esperimento dimostra quanto i borghi e le periferie abbiano bisogno di spazi culturali di prossimità.

È un’iniziativa che ha riscosso grande successo – spiega – e ci auguriamo possa coinvolgere presto anche la scuola, attraverso nuove edizioni con laboratori di lettura e scrittura creativa”.

L’obiettivo, conclude la consigliera, è replicare il modello anche nelle altre zone periferiche di Latina, creando punti di riferimento culturali e sociali lontani dal centro cittadino.

Incendi su commissione, assolto l’ex presidente della protezione civile

È stato assolto Enzo Cestra, ex carabiniere di Sabaudia di 72 anni, arrestato nel marzo dello scorso anno nell’ambito di un’indagine dei carabinieri forestali, con l’accusa di avere commissionato incendi di vegetazione con lo scopo di intervenire insieme ai volontari del gruppo di Protezione civile del quale era presidente, per poi accedere ai rimborsi regionale destinati alla prevenzione degli incendi boschivi.

Il giudice monocratico Clara Trapuzzano Molinaro ha pronunciato la sentenza di assoluzione per insufficienza di prove per il reato di incendio doloso in concorso relativo a due roghi di sterpaglie di due anni fa, e assoluzione perché il fatto non sussiste per il reato di truffa, disponendo la liberazione immediata dopo 14 mesi di arresti domiciliari.

Il pubblico ministero invece chiedeva la condanna alla pena di sei anni e mezzo, ritenendo che l’imputato avesse pagato cifre irrisorie a un volontario del suo stesso gruppo di protezione civile, affinché appiccasse gli incendi, attivando l’intervento di spegnimento delle fiamme. L’esecutore materiale, indagato in stato di libertà, è un soggetto con fragilità, in cura presso il Dipartimento di salute mentale dell’Asl di Latina.

Operazione Pac-Man, l’estorsione a un pusher: “se non paghi ti spacco una gamba”

Indagando sul sodalizio criminale che si era imposto negli affari illeciti, gli investigatori della Polizia hanno ricostruito anche una serie di estorsioni e i metodi brutali utilizzati dagli indagati per convincere le vittime a pagare. In un caso, sia attraverso le intercettazioni che mediante la denuncia della vittima, la Squadra Mobile ha scoperto che Francesco D’Antonio, uno dei personaggi di spicco dell’indagine, tra l’altro già condannato alla pena di 16 anni per essere stato l’ispiratore dell’omicidio di Matteo Vaccaro nel 2011, si era attivato per aiutare uno spacciatore detenuto suo amico per recuperare un credito presso un cliente che gli doveva ancora 12.000 euro di droga ricevuta e non pagata.

Proprio durante l’indagine, D’Antonio avrebbe organizzato anche una spedizione punitiva per spaventare il debitore e convincerlo a pagare e i poliziotti erano intervenuti la sera del 30 dicembre quando la vittima dell’estorsione era riuscita a scampare a una rapina, scendendo dall’auto sulla quale era stato caricato a forza. Quella sera l’uomo era stato attirato in una trappola dall’ex fidanzata, per questo coinvolta anche lei nell’inchiesta e finita agli arresti domiciliari. Sotto casa della donna, in via Monte Petrella, era stato avvicinato da sconosciuti che l’avevano caricato in auto per minacciarlo dopo averlo costretto a consegnare loro 300 euro, prima che lui riuscisse ad aprire lo sportello e scendere dalla vettura in corsa mentre lo portavano via. Per quell’episodio sono indagati e sono finiti tra gli arrestati Christian Solito e Enzo Succi.

Successivamente i poliziotti avevano ascoltato la vittima, ricostruendo l’accaduto e il clima di ritorsioni nel quale era inserito. Il debitore aveva spiegato che in più occasioni sia D’Antonio che il suo braccio destro, Alex Iannaccone, lo avevano minacciato per convincerlo a onorare il debito di 12.000 euro. Lo avevano spaventato con frasi del tipo “ti apro la testa” oppure “se non paghi ti spacco una gamba o un braccio e così facciamo un cid” alludendo alla possibilità di simulare un incidente per in cassare il risarcimento. In un caso lo avrebbero costretto a consegnare loro 500 euro a parziale pagamento del debito.

Adescava minori online e diffondeva materiale pedopornografico: arrestato 20enne di Terracina

a Polizia di Stato di Terracina ha eseguito un ordine definitivo di carcerazione nei confronti di un giovane del 2005 residente in città, già sottoposto agli arresti domiciliari, condannato in via definitiva per gravi reati commessi ai danni di minori anche attraverso social network e strumenti informatici.

Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma – Ufficio Esecuzioni Penali.

Le indagini della Polizia Postale

L’inchiesta era stata condotta dalla Polizia Postale del Lazio insieme alla Sezione Operativa di Latina e aveva permesso di ricostruire un quadro accusatorio legato a episodi di adescamento online, produzione e diffusione di materiale pedopornografico e violenza sessuale ai danni di più vittime minorenni.

Le indagini erano partite dalle denunce presentate dai genitori di alcune giovani vittime.

Attraverso approfondimenti tecnici sui dispositivi informatici utilizzati dalle persone coinvolte, gli investigatori erano riusciti a identificare il responsabile e a sequestrare materiale informatico ritenuto utile alle indagini.

Trasferito nel carcere di Latina

Al termine delle formalità di rito, il giovane è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Latina, dove dovrà scontare una pena definitiva pari a 5 anni e 10 mesi di reclusione.

Terracina, dopo l’incendio nell’edificio di via Badino il Comune accelera sull’opera

Dopo l’incendio che nelle scorse ore ha interessato l’edificio incompiuto di via Badino a Terracina, torna al centro dell’attenzione una vicenda urbanistica che da anni accompagna il piano di zona Arene 1 tra stop giudiziari, ricorsi e cantieri mai conclusi.

Sul posto, subito dopo il rogo, è intervenuto anche il sindaco Francesco Giannetti che ha ringraziato Vigili del Fuoco e forze dell’ordine per la rapidità delle operazioni di messa in sicurezza, chiarendo come l’immobile sia ancora un’opera privata destinata a diventare pubblica soltanto al termine dei lavori.

Secondo quanto spiegato dal primo cittadino, il blocco del cantiere sarebbe stato causato da un lungo contenzioso legato agli espropri. Una prima sentenza aveva fermato l’intervento, ma successivamente il Comune avrebbe ottenuto un pronunciamento favorevole in appello, ora definitivo.

Intanto il soggetto attuatore del progetto avrebbe già depositato un nuovo cronoprogramma. Gli uffici comunali starebbero lavorando alla convenzione integrativa da portare in Consiglio comunale entro l’estate, con l’obiettivo di far ripartire i lavori entro l’autunno e completare l’opera nei successivi 18 mesi.

L’intervento prevede anche la realizzazione di una sala conferenze e di nuovi servizi destinati al quartiere.

Francia, sparatoria in strada: due morti e tre ferite. L’ombra del regolamento di conti tra bande

Una sparatoria è avvenuta nel quartiere Moulins di Nizza, nel sud della Francia, causando la morte di due persone e il ferimento di altre tre. I colpi sono stati esplosi da un’auto con a bordo due persone, secondo quanto riferito da fonti della polizia a BFM TV Nizza-Costa Azzurra.

La sparatoria si è svolta nei pressi di piazza Amaryllis e ha portato all’isolamento di tutte le scuole del quartiere. Secondo i media locali, si tratterebbe di un nuovo episodio di regolamento di conti nella malavita locale.

La polizia ha invitato la popolazione a evitare la zona e ricorda che la città è già stata teatro di tensioni nei giorni scorsi, con un assalto a una drogheria del quartiere des Moulins e colpi di arma da fuoco vicino al Pont Michel il giorno successivo, episodi in cui sono rimaste ferite due persone.

La procura di Marsiglia ha annunciato l’arresto di tre sospettati per una sparatoria simile avvenuta nel quartiere Moulins di Nizza lo scorso ottobre, che aveva causato due morti e cinque feriti.