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La Via Appia raccontata da Gian Luca Campagna: il libro fa tappa al Poeta di Latina

Il viaggio lungo la Via Appia raccontato da Gian Luca Campagna fa tappa a Latina.

Mercoledì 24 giugno, alle 18.30, il Caffè bistrot letterario Poeta di piazza del Popolo ospiterà la presentazione del libro “Le emozioni della Via Appia”, pubblicato da Edizioni Drawup.

Il volume, firmato dallo scrittore e giornalista pontino, è un racconto on the road lungo la Regina Viarum, tra storia, memoria, paesaggi e incontri.

Dopo Foro Appio, il libro arriva nel capoluogo

Il libro è stato presentato lo scorso 19 giugno in un luogo simbolico come Foro Appio, dove nel 61 d.C. si fermò l’apostolo Paolo prima di raggiungere Roma.

La nuova tappa a Latina assume un significato particolare anche perché il capoluogo pontino è compreso nel percorso legato al riconoscimento Unesco della Via Appia, bene che da Roma arriva fino a Brindisi.

In provincia di Latina sono circa 100 chilometri di tracciato, da Cisterna a Minturno.

Latina e i borghi attraversati dalla Regina Viarum

Nel territorio comunale di Latina, l’Appia tocca soprattutto Borgo Carso, Borgo Faiti e Tor Tre Ponti.

Proprio qui Campagna ha approfondito episodi della storia remota e recente del territorio, intrecciando fonti, racconti e testimonianze.

Il libro attraversa tredici città pontine legate alla millenaria strada consolare: Cisterna di Latina, i borghi del capoluogo, Norma, Sermoneta, Sezze, Pontinia, Terracina, Monte San Biagio, Fondi, Itri, Formia, Gaeta e Minturno.

Gli ospiti della presentazione

Alla presentazione interverranno l’assessore al Turismo di Latina Gianluca Di Cocco, la consigliera comunale Pina Cochi e l’onorevole Giovanna Miele, capogruppo Lega della Commissione Cultura e Istruzione della Camera dei deputati.

L’incontro sarà moderato dallo scrittore Dante Ceccarini e dalla giornalista Daniela Novelli.

Storie, personaggi e memoria pontina

“Le emozioni della Via Appia” ripercorre episodi legati alla storia, alla cultura, agli usi e ai costumi del territorio pontino.

Tra le pagine dedicate a Latina compaiono la vicenda di Amabile Altobello in Soldà, prima iscritta all’Anagrafe dell’allora Littoria, e le prove di velocità di Piero Taruffi, ingegnere e pilota che negli anni Cinquanta percorreva l’Appia con il suo bisiluro.

Spazio anche alle rievocazioni del passaggio dell’apostolo Paolo a Foro Appio e ai racconti raccolti lungo il cammino da viandanti, ristoratori, agricoltori, scrittori e cittadini.

Campagna: “Un territorio bellissimo da raccontare”

“Mi sono divertito molto a scrivere questo libro, perché ho usato la prima persona e perché ho potuto fondere in un’architettura narrativa unica il genere del romanzo, svelando qualcosa di autobiografico, raccontando un territorio bellissimo come quello pontino, rievocando le esperienze dei grand tourists del ‘700 e dell’800 e le giuste aspirazioni di una provincia che vive un complesso di Peter Pan che sarebbe ora si scrolli di dosso”, ha detto Gian Luca Campagna.

Cena a tema dopo la presentazione

Dopo l’incontro, la direzione del Caffè bistrot letterario Poeta proporrà anche una cena a tema ispirata alla cucina di una volta.

Il menù prevede crocchetta di zavardella di Fondi fritta e pecorino della Rocca, tiella di Gaeta con scarola, pomodoro arrosto e oliva itrana, granotto con genovese di bufala e visciole locali, picchiapò di bufala locale e gelato Regina Viarum della gelateria Deja Vu di Latina.

Per informazioni e prenotazioni è disponibile il numero 0773.1331585.

Asilo nido di Sezze Scalo, Progetto Sezze 2027 chiede verifiche sul progetto PNRR

La vicenda del nuovo asilo nido di Sezze Scalo finanziato con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza approda su un nuovo fronte politico e amministrativo.

La coalizione Progetto Sezze 2027, composta da Partito Democratico, Europa Verde, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle, Sezze Bene Comune e Partito Socialista Italiano, ha annunciato l’intenzione di investire le autorità competenti affinché vengano effettuati accertamenti sull’intero iter del progetto.

L’obiettivo dichiarato è verificare se tutte le procedure tecnico-amministrative siano state condotte nel rispetto delle normative e delle prescrizioni previste per gli interventi finanziati attraverso il PNRR.

Nel mirino i ritardi accumulati

Tra gli aspetti evidenziati dalla coalizione c’è il ritardo accumulato nella realizzazione dell’opera.

Secondo Progetto Sezze 2027, nonostante le scadenze particolarmente stringenti previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, i lavori non sarebbero ancora partiti.

Una situazione che, secondo gli esponenti della coalizione, impone chiarimenti sulla programmazione dell’intervento, sul rispetto del cronoprogramma e sulla capacità di raggiungere gli obiettivi per i quali sono stati assegnati i finanziamenti.

La protesta per il centro anziani

Accanto alle questioni tecniche, la coalizione richiama anche il tema del confronto con la cittadinanza.

Secondo Progetto Sezze 2027, l’amministrazione comunale avrebbe deciso di proseguire con il progetto nonostante la contrarietà manifestata da una parte consistente dei residenti.

A sostegno di questa posizione viene ricordata la raccolta di circa 800 firme promossa da un comitato spontaneo di cittadini che chiede di rivedere la localizzazione dell’asilo e di preservare l’attuale struttura che ospita il centro anziani di Sezze Scalo.

“Un punto di riferimento per la comunità”

Nel comunicato la coalizione sottolinea come l’edificio interessato dal progetto rappresenti da anni un importante luogo di aggregazione sociale.

Una struttura frequentata non soltanto dagli anziani, ma anche da associazioni e cittadini di diverse fasce d’età, diventata nel tempo un punto di riferimento per la vita della frazione.

Secondo Progetto Sezze 2027, le richieste avanzate dalla popolazione non avrebbero trovato un adeguato riscontro e non sarebbe stato avviato un reale percorso di confronto con il territorio.

“Trasparenza e partecipazione”

Per la coalizione, gli interventi pubblici finanziati con risorse straordinarie come quelle del PNRR devono essere realizzati nel pieno rispetto delle procedure, dei tempi previsti e del principio di partecipazione dei cittadini alle scelte che incidono sulla vita delle comunità locali.

Da qui la richiesta di approfondire ogni aspetto della vicenda e di accertare la regolarità dell’intero procedimento amministrativo.

Progetto Sezze 2027: “Continueremo a vigilare”

La coalizione conclude annunciando che continuerà a seguire l’evoluzione della vicenda.

L’obiettivo dichiarato è sostenere le istanze dei cittadini e promuovere tutte le iniziative ritenute utili a garantire trasparenza, legalità, partecipazione e tutela dell’interesse pubblico.

Il Riesame torna ad affrontare il caso del sequestro della struttura commerciale in Q3

È la quarta volta che un Tribunale del Riesame si riunisce per discutere del sequestro preventivo della struttura commerciale realizzata in via del Lido nel quartiere Q3. 

Oggi sul tavolo dei giudici c’è il provvedimento con cui la Corte di Cassazione, nel mese di settembre 2025, aveva accolto il ricorso della Procura della Repubblica di Latina contro l’ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva annullato il sequestro disposto dal Gip Mara Mattioli nella primavera del 2025.

Per ben due volte la Corte di Cassazione ha concordemente definito il caso dell’immobile realizzato in difformità con le previsioni urbanistiche vigenti, arrivando a concludere che ci si trovi di fronte ad un caso di lottizzazione abusiva. 

Un caso che nell’ultimo decreto di sequestro, quello firmato dal Gip Mara Mattioli il 31 marzo 2025, viene riassunto dal giudice come “un volgare tentativo di aggirare la norma rilasciando quattro titoli autorizzativi all’interno di un’unica struttura commerciale”. 

Come dire che un centro commerciale è stato contrabbandato per tre medie strutture di vendita, per superare ostacoli amministrativi che non avrebbero altrimenti consentito la realizzazione di quella struttura. 

La Corte di Cassazione ha ripetutamente definito prive di fondamento le ragioni che hanno indotto il Tribunale del Riesame di Latina ad annullare il sequestro dell’insediamento commerciale in un’area destinata ad ospitare attività alberghiere.

E’ praticamente scontato che al termine dell’udienza i giudici del Riesame si riserveranno la decisione sul da farsi: lasciare che il sequestro abbia corso, oppure confermare la precedente decisione di lasciare che tutto resti com’è.

Camion a fuoco sulla Pontina, momenti di paura a Latina

Momenti di paura, stamattina, per un autotrasportatore che percorreva la strada statale Pontina in direzione sud, e ha dovuto fare i conti con un incendio che ha interessato improvvisamente il rimorchio del camion. Il conducente ha fatto in tempo a sganciare la motrice per mettere in salvo sé e la cabina di guida, mentre il fuoco ha rapidamente avvolto il resto dell’autoarticolato.

L’incendio si è verificato poco dopo lo svincolo di Borgo Isonzo, dove l’autotrasportatore ha accostato sul lato della carreggiata non appena si è accorto del fumo che fuoriusciva dal rimorchio. Non sono ancora chiare le cause dell’incendio, ma con i poliziotti della Squadra Volante che hanno deviato il traffico sono intervenuti anche i Vigili del fuoco per le operazioni di spegnimento e per le verifiche sull’accaduto.

Report incidenti, dati allarmanti: meno feriti, ma più decessi

È uno spaccato sconfortante quello che emerge dal report degli incidenti stradali avvenuti nel territorio pontino nei primi mesi dell’anno, dal primo gennaio al primo giugno, analizzato nel corso dell’ultima riunione dell’Osservatorio provinciale sulla sicurezza stradale che si è tenuta in Prefettura. I dati raccolti e illustrati dalla Polizia Stradale rivelano che il numero dei sinistri non è aumentato, anzi ha fatto registrare una leggera diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2025 con 215 incidenti contro i 217 dell’anno precedente, e un sensibile calo dei feriti passati dai precedenti 219 agli attuali 160, ma a crescere in maniera preoccupante è stato il conto dei decessi, nove in tutto finora nel 2026 contro i due dell’anno passato.

Lo studio delle statistiche è servito per pianificare una nuova campagna di controlli in maniera puntuale rispetto alle criticità registrate. A fronte della carenza di personale, la Polizia Stradale ha proposto servizi di pattugliamento mirato con il coinvolgimento delle altre forze di polizia, così da assicurare attività di prevenzione sempre più incisive.

Un altro dato rilevante riguarda la circostanza che buona parte degli incidenti, compresi quelli con esito mortale, si siano verificati nei fine settimana: 107 sinistri dei 215 registrati nei primi cinque mesi dell’anno sono avvenuti tra venerdì e domenica, gli stessi giorni in cui si è concentrato il numero dei feriti, 78 su 160. Oltretutto buona parte degli incidenti più gravi si sono registrati soprattutto nella fascia oraria tra le ore 16 e le 23. Quindi le statistiche confermano che l’incidentalità interessa le strade pontine soprattutto durante le ore di punta a fine giornata, nel momento del rientro dal lavoro, e durante la movida.

La droga nascosta nella grotta: a Ponza scoperti 40 chili di hashish a Chiaia di Luna

Nascosta tra le rocce di una delle baie più suggestive del Mediterraneo, lontano da occhi indiscreti e protetta da un accesso quasi impossibile, c’era una vera e propria riserva di droga pronta ad alimentare il mercato estivo dello spaccio. Quaranta chilogrammi di hashish sono stati scoperti e sequestrati dalla Guardia di Finanza all’interno di una grotta della zona di Chiaia di Luna, a Ponza, al termine di una complessa attività investigativa durata diverse settimane.

Il nascondiglio era stato scelto con estrema cura. Per raggiungerlo non bastava una semplice escursione via mare: l’accesso alla cavità richiedeva infatti di nuotare e immergersi sott’acqua prima di poter entrare nella grotta. Un luogo apparentemente perfetto per custodire un carico destinato, secondo gli investigatori, a rifornire in maniera graduale la rete locale dello spaccio durante la stagione turistica.

L’operazione è stata condotta dai militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Ponza insieme alla IV Squadra Unità Navali della Sezione Operativa Navale di Gaeta. Attraverso servizi di osservazione, appostamenti e attività informative svolte sia a terra sia in mare, i finanzieri hanno raccolto elementi sufficienti per concentrare l’attenzione sulla grotta e procedere all’ispezione.

All’interno dell’anfratto sono stati rinvenuti 33 involucri contenenti complessivamente 330 panetti di hashish, per un peso totale di circa 40 chilogrammi. Una quantità considerevole che, una volta immessa sul mercato illecito, avrebbe potuto generare guadagni superiori ai 500 mila euro.

Si tratta, secondo quanto riferito dagli stessi investigatori, del più ingente sequestro di sostanza stupefacente mai effettuato sull’isola di Ponza.

La droga è stata posta sotto sequestro e messa a disposizione dell’Autorità giudiziaria di Cassino, che coordina le indagini. Gli accertamenti successivi stanno cercando di ricostruire la filiera del traffico e individuare i responsabili. L’ipotesi investigativa è che il quantitativo fosse stato depositato temporaneamente nella grotta da un corriere incaricato dello stoccaggio, sfruttando l’estrema difficoltà di accesso del luogo per garantire sicurezza al carico e procedere poi a prelievi periodici destinati alla distribuzione sul territorio.Nascosta tra le rocce di una delle baie più suggestive del Mediterraneo, lontano da occhi indiscreti e protetta da un accesso quasi impossibile, c’era una vera e propria riserva di droga pronta ad alimentare il mercato estivo dello spaccio. Quaranta chilogrammi di hashish sono stati scoperti e sequestrati dalla Guardia di Finanza all’interno di una grotta della zona di Chiaia di Luna, a Ponza, al termine di una complessa attività investigativa durata diverse settimane.

Il nascondiglio era stato scelto con estrema cura. Per raggiungerlo non bastava una semplice escursione via mare: l’accesso alla cavità richiedeva infatti di nuotare e immergersi sott’acqua prima di poter entrare nella grotta. Un luogo apparentemente perfetto per custodire un carico destinato, secondo gli investigatori, a rifornire in maniera graduale la rete locale dello spaccio durante la stagione turistica.

L’operazione è stata condotta dai militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Ponza insieme alla IV Squadra Unità Navali della Sezione Operativa Navale di Gaeta. Attraverso servizi di osservazione, appostamenti e attività informative svolte sia a terra sia in mare, i finanzieri hanno raccolto elementi sufficienti per concentrare l’attenzione sulla grotta e procedere all’ispezione.

All’interno dell’anfratto sono stati rinvenuti 33 involucri contenenti complessivamente 330 panetti di hashish, per un peso totale di circa 40 chilogrammi. Una quantità considerevole che, una volta immessa sul mercato illecito, avrebbe potuto generare guadagni superiori ai 500 mila euro.

Si tratta, secondo quanto riferito dagli stessi investigatori, del più ingente sequestro di sostanza stupefacente mai effettuato sull’isola di Ponza.

La droga è stata posta sotto sequestro e messa a disposizione dell’Autorità giudiziaria di Cassino, che coordina le indagini. Gli accertamenti successivi stanno cercando di ricostruire la filiera del traffico e individuare i responsabili. L’ipotesi investigativa è che il quantitativo fosse stato depositato temporaneamente nella grotta da un corriere incaricato dello stoccaggio, sfruttando l’estrema difficoltà di accesso del luogo per garantire sicurezza al carico e procedere poi a prelievi periodici destinati alla distribuzione sul territorio.

Scarichi ad Aprilia, dalle periferie accusano: “penalizzati dagli aumenti”

“Così torniamo indietro di trent’anni: abbiamo lottato tanto per vedere riconosciuti i diritti delle periferie e per partecipare, com’è giusto, alla tutela dell’ambiente e al rispetto delle norme. In questa maniera, però, non si tende una mano a chi vuole agire nella legalità e affronta anche mille sacrifici per riuscirci”.

Gli abitanti delle periferie hanno lottato per decenni per vedere riconosciute le proprie istanze e regolarizzare la loro posizione. Questo ennesimo salasso finanziario ricadrà ancora una volta sui cittadini delle borgate di Aprilia che attendono il rinnovo dell’autorizzazione agli scarichi: un aumento del 50% per ottenere il rinnovo delle autorizzazioni nelle aree periferiche non ancora raggiunte dai collettori fognari.

Un tema attualissimo, quello degli aumenti, che si ripercuoterà sull’intera città e che avrà i suoi effetti soprattutto sulle fasce più deboli della comunità. Un argomento di cui si è discusso anche nella serata di mercoledì 17, quando si è insediato il nuovo direttivo del Coordinamento dei Consorzi e delle Borgate di Aprilia. I presidenti, all’unanimità, hanno eletto Franco Gabriele alla guida dell’associazione: un ritorno per l’ex vicesindaco del Comune di Aprilia, da sempre impegnato nella tutela dei diritti delle periferie apriliane.

Il nuovo direttivo è composto, oltre che da Franco Gabriele, dal vicepresidente Mirco Merli e dal segretario Nicola Giubileo.

Fin dalla sua emanazione, il regolamento sugli scarichi è stato accolto dai cittadini delle periferie più come uno strumento repressivo che regolatorio nei confronti di un disservizio che, malgrado gli sforzi e i tentativi compiuti per migliorare le condizioni delle periferie apriliane, continua a persistere nonostante siano trascorsi oltre dieci anni dalla sua applicazione.

«Il Comune di Aprilia è stato probabilmente uno dei pochi enti del Lazio ad applicare il regolamento in modo così rigoroso, in ottemperanza a una circolare regionale finalizzata al raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Commissione Europea in materia di qualità delle acque», ricorda Franco Gabriele, che all’epoca dell’approvazione del regolamento ricopriva l’incarico di vicesindaco e assessore all’Urbanistica del Comune di Aprilia.

Il raggiungimento dello stato qualitativo “buono” delle acque era un compito demandato agli ATO e, quindi, ad Acqualatina.

«Tuttavia, prendiamo atto che Acqualatina, sul territorio di Aprilia, non ha mai effettuato investimenti significativi né sulla rete idrica, limitandosi alla riparazione delle perdite, né sulla realizzazione delle necessarie infrastrutture fognarie», commenta Gabriele.

«Per questo motivo ci chiediamo sulla base di quali certificazioni venga dichiarato che le acque sotterranee del territorio raggiungano una qualità buona, quando le analisi di laboratorio richieste ai cittadini per il rinnovo delle autorizzazioni agli scarichi evidenziano frequentemente la presenza di elevate concentrazioni di Escherichia coli e di coliformi fecali», aggiunge il presidente del Coordinamento dei Consorzi e delle Borgate di Aprilia.

«Tornando al tema degli aumenti, come Associazione dei Consorzi di Autorecupero riteniamo doveroso ribadire che questo provvedimento colpisce indiscriminatamente una delle fasce più esposte e vulnerabili della popolazione. Da oltre trent’anni la nostra associazione è impegnata nella ricerca di fondi e soluzioni per consentire alle comunità periferiche di affrontare e risolvere autonomamente il problema dei reflui, riuscendo in diversi casi a realizzare interventi concreti sul territorio», puntualizza Gabriele.

«Per questo motivo, la decisione assunta dalla Commissione Straordinaria appare sproporzionata rispetto alla reale dimensione del problema che ogni giorno interessa circa 50 nuclei periferici e oltre 25 mila cittadini, costretti a convivere con criticità ambientali e igienico-sanitarie tutt’altro che risolte.

Mi permetto inoltre di osservare che le difficoltà di bilancio del Comune sono certamente gravi e meritevoli della massima attenzione. Tuttavia, un provvedimento di questo tipo rischia di essere percepito come un mero strumento per fare cassa a carico di chi non ha alternative né possibilità di sottrarsi a questo aggravio economico», è il giudizio del presidente del Coordinamento.

«Se l’obiettivo è quello di mantenere formalmente in equilibrio i conti dell’ente, viene spontaneo chiedersi se non sarebbe stato più corretto affrontare con trasparenza la reale situazione finanziaria del Comune. Perché, se questi sono i presupposti, resta il dubbio che a dicembre i conti possano non essere ancora in linea e che chi sarà chiamato a governare Aprilia in futuro si troverà costretto a proseguire lungo una strada fatta di ulteriori aumenti, imposte e sacrifici per l’intera durata della legislatura», conclude amaramente Franco Gabriele.

Sorelle di Minturno, potrebbe allungarsi la lista degli indagati 

Potrebbe coinvolgere altre persone l’inchiesta riguardante il caso delle sorelle di Minturno ritrovate domenica scorsa. 

Il procuratore capo di Sulmona Luciano D’Angelo nella conferenza tenutasi presso il tribunale della cittadina abruzzese ha precisato che le indagini sono tutt’altro che concluse. Quindi oltre ai 4 indagati Valentina D’Acunto, Vincenzo Esposito, Carlo D’Acunto e Sofia Di Russo, potrebbero aggiungersi altri sospettati di aver appoggiato il piano di fuga. 

Alcuni particolari dovranno essere chiariti nel corso dell’interrogatorio di garanzia che dovrebbe tenersi mercoledì a Teramo per Valentina D’Acunto e a Sulmona per il nonno Carlo D’Acunto e per il compagno Vincenzo Esposito.

Sosta a pagamento a Formia, il Comune difende la fase di transizione: “Priorità a un servizio più efficiente”

La gestione dei parcheggi cittadini continua a essere al centro del dibattito politico formiano. Dopo le critiche delle opposizioni, l’amministrazione comunale interviene per spiegare le motivazioni che hanno portato a mantenere temporaneamente gratuita la sosta in alcune aree della città.

Secondo il Comune, si tratta di una scelta programmata e collegata all’avvio della nuova gestione affidata alla società FRZ. L’obiettivo è consentire il completamento dell’organizzazione del servizio prima dell’entrata a regime del nuovo sistema, evitando disagi agli utenti nel periodo di maggiore afflusso turistico.

L’amministrazione sottolinea inoltre che la normativa non impone l’obbligo di introdurre parcheggi a pagamento e che la decisione rientra nelle prerogative dell’ente locale. Da qui la volontà di utilizzare questi mesi per definire in modo puntuale tariffe, aree interessate e modalità di utilizzo degli stalli.

Parallelamente, viene annunciata una revisione complessiva del modello di gestione, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza del servizio e garantire maggiori benefici per la città rispetto alle esperienze del passato. La ripartenza della sosta a pagamento, assicurano dal Comune, avverrà solo quando il sistema sarà pienamente operativo e in grado di rispondere alle esigenze di residenti, attività commerciali e visitatori.

Truffe agli anziani, incontro della Polizia a Borgo Bainsizza: “Attenzione a telefonate e raggiri”

Prosegue l’attività della Polizia di Stato per contrastare il fenomeno delle truffe agli anziani.

Nei giorni scorsi, presso l’associazione L’Arcobaleno di Borgo Bainsizza, si è svolto un incontro informativo dedicato alla sicurezza e alla prevenzione dei raggiri che colpiscono soprattutto le persone più vulnerabili.

Ottanta partecipanti all’iniziativa

L’appuntamento ha registrato una significativa partecipazione, con circa 80 cittadini presenti.

A intervenire sono stati il Commissario Capo Valeria Morelli e il Sostituto Commissario Coordinatore Tommaso Malandruccolo, che hanno illustrato le tecniche più utilizzate dai truffatori e le strategie per difendersi.

Come riconoscere i tentativi di raggiro

Nel corso dell’incontro sono stati analizzati casi concreti e situazioni realmente accadute.

Particolare attenzione è stata dedicata alle truffe telefoniche, ai raggiri porta a porta e alle frodi online, con consigli pratici su come comportarsi in presenza di richieste sospette o tentativi di ottenere denaro e informazioni personali.

Gli operatori hanno inoltre invitato i cittadini a contattare immediatamente le forze dell’ordine in caso di dubbi o situazioni anomale.

Tante domande dai cittadini

Numerosi gli interventi e le domande rivolte agli agenti presenti.

La partecipazione attiva dei cittadini ha confermato l’attenzione crescente verso un fenomeno che continua a colpire soprattutto le fasce più anziane della popolazione.

La sicurezza come patrimonio condiviso

L’iniziativa rientra nelle attività di Polizia di prossimità promosse dalla Questura di Latina, con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra istituzioni e cittadini e diffondere una cultura della prevenzione.

Analoghi incontri saranno organizzati anche nei prossimi mesi in altre realtà della provincia, grazie alla collaborazione con associazioni e organizzazioni del territorio.