Dalle finte telefonate di sedicenti carabinieri o avvocati che parlano di incidenti mai avvenuti, ai falsi tecnici di luce, gas e acqua che bussano alla porta, fino alle truffe sul web o al cosiddetto “finto amico” che si presenta come un vecchio conoscente: sono questi alcuni dei raggiri più frequenti ai danni delle persone anziane.
Se ne è discusso nell’incontro pubblico “Non ci casco”, promosso dalla Stazione dei Carabinieri di Sermoneta guidata dal luogotenente Antonio Vicidomini, in collaborazione con l’amministrazione comunale e i centri anziani del territorio. L’iniziativa si è svolta presso il centro sociale di Pianura di Sermoneta, con la partecipazione anche dei rappresentanti dei centri del Centro storico e di Doganella di Ninfa, oltre all’Associazione Nazionale Carabinieri – sezione locale.
Presenti il sindaco Giuseppina Giovannoli, l’assessore Valentina Cianfriglia e alcuni consiglieri comunali, a testimonianza della volontà condivisa di fare rete attorno ai cittadini più esposti. Durante l’incontro sono stati illustrati episodi realmente accaduti sul territorio e indagini condotte con il supporto della videosorveglianza comunale, offrendo esempi concreti per riconoscere i segnali di pericolo.
Ampio spazio è stato dedicato ai consigli pratici per difendersi: non aprire agli sconosciuti, non consegnare denaro o preziosi a chi avanza richieste urgenti, verificare sempre l’identità di chi si presenta come operatore pubblico e chiamare immediatamente il 112 in caso di sospetti. Numerosi gli interventi dal pubblico, con domande e testimonianze dirette.
È stato inoltre ribadito un messaggio fondamentale: denunciare senza timore, anche solo un tentativo di raggiro, può evitare che altri cadano nella stessa trappola e aiutare le forze dell’ordine a intervenire tempestivamente.
«La presenza dell’Arma rappresenta un presidio essenziale per la nostra comunità – ha sottolineato il sindaco Giovannoli – non solo in termini di sicurezza, ma anche di ascolto e vicinanza. La collaborazione tra istituzioni rafforza la fiducia e promuove una cultura della prevenzione e della solidarietà».