Nas nelle palestre in provincia, chiusa una di loro per irregolarità

Una palestra è stata chiusa per mancanza del titolo autorizzativo, un’altra è stata sospesa per l’assenza del defibrillatore

Nel corso delle numerose ispezioni, finalizzate alla tutela della salute e della sicurezza degli atleti e degli sportivi in generale, i Carabinieri Nas hanno verificato il possesso e la regolarità dei certificati di idoneità degli iscritti e frequentatori degli impianti sportivi, accertando l’adeguatezza generale delle strutture e l’eventuale presenza di locali adibiti a studio medico in assenza delle previste comunicazioni alle Autorità competenti. Complessivamente sono state diverse le associazioni sportive dilettantistiche controllate dai militari del NAS di Latina, diretti dal maggiore Felice Egidio. Una palestra è stata chiusa per mancanza del titolo autorizzativo, un’altra è stata sospesa per l’assenza del defibrillatore nello svolgimento di attività sportiva e irregolarità nella certificazione medica di alcuni iscritti.

Altri 8 centri sportivi sono stati proposti per la chiusura dovuta alla mancanza od omessa manutenzione del defibrillatore. 21 in tutto le violazioni amministrative contestate, per un ammontare di 19.000 euro, principalmente riconducibili al mancato possesso, da parte dei responsabili legali degli impianti sportivi, dei certificati medici dei propri iscritti e per aver attivato studi medici privi di autorizzazione. In tutto, sono state ispezionate 41 associazioni sportive di cui 9 non conformi, per mancanza del previsto titolo autorizzativo per mancanza dei certificati medici non agonistici e del defibrillatore semiautomatico (D.A.E.) e/o omessa manutenzione dello stesso.

10 in tutto le violazioni amministrative contestate, per un ammontare di circa 4.000 €, relativamente alla mancanza dei certificati medici non agonistici. Una palestra è stata oggetto di ordinanza di chiusura dell’attività (del valore complessivo di 400.000 €), emessa dal Sindaco, per l’assenza del previsto titolo autorizzativo. Un’altra è stata oggetto di ordinanza di sospensione dell’attività (del valore complessivo di 100.000 €), emessa dal Sindaco, per l’assenza del defibrillatore salvavita obbligatorio nello svolgimento di attività sportiva e irregolarità di certificazione medica da parte di alcuni tesserati iscritti.

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