Mozione di sfiducia a Cisterna, Mancini: “Sempre agito nella trasparenza”

Il presidente del Consiglio comunale: norme rispettate, ritiro richiesto dagli stessi proponenti e decisioni legate a scadenze di bilancio

Il presidente del Consiglio comunale di Cisterna, Quirino Mancini, è intervenuto in merito alla mozione di sfiducia presentata da dieci consiglieri di minoranza, chiarendo gli aspetti procedurali e normativi legati alla sua gestione.

L’ammissibilità della mozione

“La mozione è formalmente ammissibile se contiene motivazioni riferibili all’attività istituzionale del Sindaco. Il merito, la fondatezza e la sufficienza delle ragioni, sono insindacabili in sede di presentazione della mozione e sono rimesse integralmente alla valutazione politica del Consiglio Comunale” ha dichiarato il Presidente del Consiglio comunale Quirino Mancini.

Nessuna priorità obbligatoria

Mancini ha precisato che non esiste una norma che imponga una collocazione privilegiata per la mozione di sfiducia: “Nessuna norma di legge né alcuna disposizione del Regolamento sull’organizzazione e funzionamento del Consiglio comunale vigente impone una collocazione privilegiata per la mozione di sfiducia. L’articolo 32, comma 5 del Regolamento dispone che le mozioni si discutano di norma all’inizio della seduta, ma si tratta di una norma ordinatoria per mozioni ordinarie, non applicabile tout court alla mozione sfiducia al primo cittadino”.

La scelta dell’ordine del giorno

Il punto sulla mozione era stato inserito all’ultimo per esigenze legate all’approvazione di variazioni di bilancio: “Il punto sulla mozione era inserito all’ultimo perché c’erano esigenze di approvazione di variazione di bilancio legate alla ratifica di Deliberazioni di Giunta Comunale e dunque scadenze di legge da rispettare – ha spiegato il Presidente Mancini –”.

Il richiamo al Testo Unico

Mancini ha inoltre richiamato quanto previsto dal Testo Unico degli Enti Locali: “Non spetta a me il compito politico di ricordare che un sindaco viene sfiduciato dalla sua maggioranza non dalla minoranza. A me spetta invece quello di ribadire l’articolo 52 del Testo Unico degli Enti Locali: il Sindaco, il Presidente della Provincia e le rispettive Giunte cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio. Tredici sono i consiglieri che servono per la sfiducia”.

Il ritiro della mozione

A meno di 24 ore dall’inizio della seduta, gli stessi consiglieri proponenti hanno richiesto il ritiro del punto.

“Sempre nello spirito del corretto funzionamento dell’organo consiliare, il punto è stato ritirato all’inizio della seduta consiliare”.

“Sempre agito con trasparenza”

“Ho sempre agito nell’interesse della trasparenza e del corretto funzionamento dell’organo consiliare – ha concluso Mancini – citando puntualmente norme regolamentari in risposta ai quesiti posti, avvalendomi del supporto del Segretario Generale”.

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