‘Mèlitta la chorana di miele e di fuoco’: inaugurata la mostra a Cori

La mostra sarà aperta fino a lunedì 21 aprile. Domenica 13 sarà visitabile dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19

Una relazione ben documentata durata quasi 15 anni, una delle più longeve delle numerose avute dal Vate. È stata inaugurata sabato al Museo della Città e del Territorio di Cori ‘Mèlitta la chorana di miele e di fuoco’, la mostra, curata da Giorgio Bianchi, che svela questa relazione, finora quasi sconosciuta, e la donna che ne fu protagonista, la corese Letizia Giupponi De Felici.

Dopo che la direttrice del museo, Guendalina Viani, ha introdotto la mostra e la sua genesi, il sindaco Mauro De Lillis ha ricordato che l’iniziativa rientra negli eventi previsti per i 25 anni della nascita del Museo della Città e del Territorio e ha sottolineato: “È grazie alla curiosità e alla passione di Giorgio Bianchi che siamo qui a raccontare la storia di questa nostra concittadina”. “Emerge una persona che apparteneva a se stessa – ha aggiunto il delegato alla Cultura Michele Todini – e questo può essere il punto di partenza per approfondire questa figura e altri aspetti che l’hanno caratterizzata”.

Ad introdurre dunque il pubblico presente alla scoperta di questa donna nata a Cori, morta a Sutri nel 1995 e soprannominata ‘Mèlitta’ da D’annunzio, è stato Giorgio Bianchi, ideatore e organizzatore della mostra e autore del volume che porta lo stesso titolo. “Un alone di mistero circondava Letizia Giupponi De Felici – ha esordito – pur appartenendo a una famiglia facoltosa e tra le più in vista della città. Tutto quello che ho fatto in mesi di lavoro l’ho fatto per amore della mia città. Ritenevo che questa storia dovesse essere conosciuta. Letizia – ha proseguito – conobbe Gabriele D’Annunzio nel ’22 a 19 anni e non dimenticò mai le sue origini coresi, tanto che il Vate le diceva ‘i tuoi difetti chorani’ e lei si definiva ‘la matta chorana’. Un’amicizia intima legò i due nel periodo che precedette la morte di d’Annunzio, come testimoniato da un intenso epistolario fatto di quasi 800 lettere e telegrammi, e Letizia assurse suo malgrado alle cronache come frequentatrice del Vate per un articolo uscito su La Repubblica nel 1990”. Un “incontro” casuale ha portato Giorgio Bianchi ad imbattersi in questa figura e poi a portare avanti le sue ricerche anche presso l’archivio storico di Cori e quello di Latina, scoprendo pian piano una storia tutta da raccontare e che la mostra in parte rivela attraverso cimeli originali, documenti e doni fatti dal poeta a Letizia come il prezioso vestito da lei indossato durante uno degli incontri al Vittoriale.

Ad approfondire la vicenda e il personaggio di Mèlitta sono intervenuti Lucia Arbace, già sovrintendente presso la Regione Sardegna e la Regione Abruzzo, direttrice del polo museale d’Abruzzo e autrice di numerose pubblicazioni, e Marzio Maria Cimini, cultore dell’opera e della biografia di Gabriele d’Annunzio, entrambi curatori della mostra e del volume “D’annunzio intimo e segreto”, Museo Casa Natale di G. d’Annunzio – Pescara.

“La presenza di Letizia Giupponi De Felici, giovane moglie di un suo fornitore di abiti (Mario De Felici era infatti un facoltoso negoziante di biancheria di lusso, con vari negozi tra Roma, Milano e Gardone), e da lui soprannominata Mèlitta, ha caratterizzato la pagina conclusiva della vita del poeta” ha spiegato Lucia Arbace, accennando tra le altre cose al rapporto di D’Annunzio con il gioielliere Mario Buccellati, di cui era cliente e presso il quale acquistava regali per le sue donne, tra cui appunto Mèlitta.

“Sono felice di aver riportato Letizia a Cori” ha affermato Marzio Maria Cimini che ha aggiunto: “Prima di lei non si sapeva niente, il carteggio che è stato conservato al Vittoriale ha contribuito a ridarle il suo ruolo nella biografia dannunziana. Donne magari più belle e charmantes di lei durarono molto meno accanto al poeta, che nutriva per Letizia una grande passione e affittò per lei una residenza accanto al Vittoriale”.

Entrambi hanno confermato che la Vittoria sulla polena della nave Puglia al Vittoriale ha avuto come modella la corese Letizia Giupponi.

La mostra sarà aperta fino a lunedì 21 aprile.

Domenica 13 sarà visitabile dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Il 14, 15 e 16 aprile prevista l’apertura per le scuole dalle 9.30 alle 11.30.

Il 18 e 19 aprile porte aperte dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. I giorni di Pasqua e Pasquetta dalle 10 alle 13.

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