Accuse politiche a Fondi per i manifesti elettorali in vista del referendum costituzionale. Il consigliere comunale del centrosinistra – e probabile candidato alla carica di sindaco – Salvatore Venditti, con un post sui social venerdì pomeriggio se l’era preso con il centrodestra di governo cittadino: “Arroganti e irrispettosi” aveva accusato che come: “Da almeno cinque giorni i manifesti che promuovono il ‘Sì’ al referendum sulla giustizia sarebbero dovuti essere coperti” ha spiegato l’esponente del Pd locale ricordando come la normativa prevede che negli ultimi 30 giorni di campagna elettorale questi possano essere solo affissi negli spazi appositi.
Ma l’accusa più pesante, Venditti l’aveva rivolta a chi avrebbe dovuto controllare quando aveva spiegato: “Abbiamo segnalato la violazione da oltre 48 ore, senza che sia stato adottato alcun intervento” accusando poi “Il rispetto delle regole vale per tutti”.
Stamane, però, i manifesti sono stati strappati, ma la polemica non sembra essersi del tutto allentata. con l’esponente progressista che aveva accusato: “Meglio tardi che mai”, salvo poi sottolineare “Un atto dovuto, anche se tardivo, a tutela del rispetto della normativa e della correttezza del confronto democratico, che deve valere per tutti senza eccezioni. Le regole – ha poi concluso in un intervento sui social – non sono un’opinione e non possono essere ignorate da chi pensa di potersi comportare come se fosse al di sopra di esse.
Il giorno precedente anche il comitato del No locale aveva annunciato di aver presentato un esposto.