‘Capo d’Anzio Spa’, l’opposizione attacca: “Si valuti la liquidazione della società”

L’opposizione consiliare prende posizione e chiede all'Amministrazione di valutare la liquidazione della società Capo d’Anzio

“Apprendiamo dell’ennesima dimissione dell’Amministratore Unico della Capo d’Anzio Spa. Lo apprendiamo anche se il Sindaco non informa il Consiglio Comunale di ciò che accade nella Società, o almeno non informa l’opposizione, quasi che fosse una faccenda che riguarda solo la maggioranza e non l’intera città.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un balletto di amministratori che arrivano annunciando miracoli di ingegneria finanziaria, bilanci ottimi e futuri investitori, per poi dimettersi subito dopo senza mai darne conto dei veri motivi”. Lo scrivono in una nota stampa i consiglieri comunali di opposizione Alessio Guain e Rita Pollastrini M5S, Luca Brignone Apa, Mariateresa Russo SI e Lina Giannino PD.

“Forse l’impossibilità di proseguire con la gestione? – hanno poi aggiunto – eppure, durante l’ultimo Consiglio il Sindaco aveva sbandierato una serie di cifre rassicuranti sulle fiorenti prospettive della società. Cifre che cozzano con gli atti, visto che l’ultimo bilancio approvato, quello del 2021, conferma una situazione disperata, con oltre 3 milioni di debiti, un utile irrisorio e con il revisore contabile non in grado di esprimere un parere circa la continuità aziendale. In questo contesto è stata proposta nuovamente l’ipotesi, già fallita lo scorso anno, di investire nuovamente nella società con fondi pubblici. Per fare cosa? Ricordiamo che la Capo d’Anzio Spa esiste per l’unico scopo di costruire il nuovo porto e trovare investimenti, non di gestire all’infinito poco e male, cacciare le cooperative di ormeggiatori e far crescere il debito pubblico. È ora di conoscere la verità: se esistono ad oggi le reali condizioni per proseguire, modificare il progetto e riqualificare il Porto, viceversa va liquidata la società e ritirata la concessione, prima che i debiti diventino insostenibili per le casse comunali”.

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