Lepini – Prendono il via le presentazioni del libro sulle rievocazioni storiche

Due gli appuntamenti fissati. Domenica l'evento si svolgerà a Cori, mentre il 16 giugno sarà la volta di Norma

Con gli appuntamenti fissati per domenica 11 giugno a Cori e venerdì 16 giugno a Norma prendono il via le presentazioni del libro “Le rievocazioni storiche dei Monti Lepini”, scritto dallo storico Italo Campagna, che ha messo su carta secoli di storia che vengono rievocati nel territorio lepino. Dopo la presentazione ufficiale dello scorso 22 novembre a Palazzo Valentini a Roma e dopo le prime due presentazioni sul territorio (il 29 aprile scorso a Carpineto e il 5 maggio a Priverno), le attenzioni si concentreranno su Cori e Norma, che rievocano il Carosello Storico dei Rioni e la Presa di Norba.

Domenica 11 giugno fari puntati su Cori, con l’evento che prenderà il via alle 17 nella sede della biblioteca civica “Elio Filippo Accrocca”. Apriranno i saluti istituzionali del sindaco di Cori, Mauro Primio De Lillis, del delegato del Comune alla Cultura, Michele Todini, e del presidente dell’ente Carosello Storico dei Rioni di Cori, Maria Teresa Luciani. Gli interventi in programma sono quelli di Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini, di Don Rodolfo Baldazzi, presidente della Federazione Manifestazioni Storiche nel Lazio, e dell’autore del volume, lo storico Italo Campagna. A moderare sarà Angelo Cioeta dell’associazione Polygonal, mentre la parte finale dell’evento sarà riservata ai figuranti in costume d’epoca accompagnati dagli storici Sbandieratori delle Contrade di Cori che si esibiranno alle 18 in piazza Pozzo Dorico. Il 16 giugno, invece, la presentazione di svolgerà a Norma, che da secoli rievoca la storica presa della città di Norba:

“La scelta di narrare un territorio attraverso la suggestione di palii che si svolgono ormai da molti decenni – ha spiegato il presidente della Compagnia dei Lepini, Quirino Briganti – ci è sembrato un modo originale ed efficace per promuovere turisticamente i Monti Lepini. Una terra, la nostra, dove sono parte irrinunciabile delle nostre tradizioni il colore dei drappi, la suggestione delle bandiere, lo sfarzo dei costumi, il rullo dei tamburi, il suono delle chiarine, l’arte negli arazzi dei palii, la destrezza dei cavalieri, il misticismo dei luoghi dello spirito, il sapore delle coltivazioni, i saperi dell’artigianato e la sintonia cromatica della pietra bianca calcarea che caratterizza gli incantevoli borghi medioevali. Tutto questo è parte integrante del nostro vissuto e della nostra cultura”.

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