Leccio abbattuto nel centro di San Felice Circeo, la rabbia dei cittadini

I residenti addolorati per l’abbattimento della pianta si è riunito il 30 novembre scorso allo scopo di far sentire la sua voce

Un folto gruppo di cittadini del Centro Storico di San Felice Circeo (coloro che del luogo sono nativi, quanti nel luogo hanno trascorso l’infanzia e l’adolescenza e quanti hanno fatto del luogo la loro seconda casa acquistandovi un immobile ed impegnandosi al regolare pagamento delle tasse e dei servizi), addolorato per l’abbattimento dello storico leccio del Belvedere, si è riunito il 30 novembre scorso nell’amato paese allo scopo di far sentire la sua voce. 

La perdita della pianta centenaria che, ormai in grave sofferenza da anni, il Comune e gli organi competenti hanno ritenuto di abbattere, è stata per tutti “l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso”. Vaso di dolore e di sconforto nel vedere la progressiva ed inesorabile condizione di degrado in cui sta versando il Centro Storico di San Felice. Molti sono rimasti perplessi sulle cause che hanno potuto portare alla morte del leccio. È stata veramente una morte “spontanea”?  Si poteva agire in tempo per salvarlo?

Negli ultimi anni, per tutta la durata dei mesi estivi, il Belvedere situato all’interno di un Parco Nazionale, in un luogo ricco di fascino e di storia, è stato sempre più stravolto e violentato per essere trasformato in una vera e propria “discoteca all’aperto”: musica a tutto volume senza limiti di tempo (neanche notturni), cavi elettrici installati provvisoriamente e danni alla pavimentazione, bottiglie e bicchieri abbandonati in terra, liquidi versati sul terreno e sul pavimento. L’area viene aggredita ogni sera dalla primavera all’autunno, rendendo impossibile ai residenti, ai villeggianti e ai tanti visitatori usufruire di un luogo ameno e di pubblica proprietà. Il Comune ha pubblicato sul proprio profilo un comunicato in cui si manifesta l’intenzione di sostituire la pianta con altra più giovane “dopo fresatura delle radici e preparazione del terreno”.

Tuttavia è forte da parte di tutti il desiderio di chiedere di più.

I cittadini chiedono accoratamente:
di essere coinvolti in un clima di collaborazione in riunioni tecniche che stabiliscano le caratteristiche della nuova pianta, i tempi di intervento, le modalità delle operazioni da effettuare, ecc.;
che il nuovo leccio venga protetto da una panchina ad hoc che lo circondi e lo valorizzi, e si rendono disponibili per la sua progettazione;  
che venga tutelato l’ambiente del Centro Storico e del Belvedere con espresso divieto di inquinamento ambientale ed acustico nelle norme già vigenti di Legge (Legge 447/1995 modificata dal D.Legs 42/2017) e nel rispetto di un abitato situato all’interno di un Parco Nazionale.”

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