Lavoro, Tiso (Accademia IC): “Tutelare l’occupazione delle donne dall’intelligenza artificiale”

"Stando ai dati ad esempio quasi trenta milioni di posti di lavoro femminili in trenta nazioni sarebbero ad alto rischio di essere sostituiti"

“Non passa mese che non siano rese note nuove ricerche riguardanti l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro. Non c’è dubbio che tutte le trasformazioni tecnologiche, in particolare quelle che, per portata e ricadute, impongono importanti nei vari ambiti della vita quotidiana e delle diverse professioni. L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando e ridisegnando sempre di più lo scenario lavorativo mondiale e, secondo le ultime stime, se da una parte contribuirebbe ad un miglioramento complessivo delle aziende, dall’altra provocherebbe anche la perdita di molti posti di lavoro con un conseguente aumento della disoccupazione.

E, sempre secondo diversi report, si ipotizza che a farne le spese sarebbero soprattutto le donne. Stando ai dati del Fondo Monetario Internazionale, ad esempio, nei prossimi vent’anni, quasi trenta milioni di posti di lavoro femminili in trenta nazioni sarebbero ad alto rischio di essere sostituiti dall’IA. Siamo di fronte a un vero e proprio rischio sociale che deve essere prevenuto dalle istituzioni globali. Bisogna invertire la rotta, investendo nella formazione digitale e formando percorsi che possano valorizzare le competenze trasversali della donna, riformarle dentro l’ambiente della digitalizzazione. E ancora creando politiche mirate, come programmi di riqualificazione professionale e reti di sicurezza sociale, per mitigare l’impatto dell’IA sulle lavoratrici. Più in generale, nella nostra società serve una presa di coscienza civile, che non è solo un atto etico, ma uno strumento strategico per orientare lo sviluppo tecnologico verso la giustizia sociale e di genere”. Così, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e dell’associazione Bandiera Bianca. 

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