Lavorare verso la prima grande Comunità energetica rinnovabile nel Lazio

L’ingegner Paolo Rinaldi: “Un’autentica sweet rivoluzione in vista delle scadenze fissate dal Green Deal nel 2030”

Gli sconvolgimenti climatici sono all’ordine del giorno. Tra alluvioni, acquazzoni ‘tropicali’, surriscaldamento, specie aliene invasive, inondazioni, l’Italia è in pericolo come il Pianeta.

Per salvare noi stessi e il Pianeta, essere più responsabili e guardare al futuro, è necessario produrre le energie rinnovabili, valorizzando quello che la natura ci ha sempre messo a disposizione. In particolare, affidarsi all’energia prodotta dal fotovoltaico: pulita, non inquinante, rinnovabile, economica.

Ma molti, in particolare le aziende consumatrici di energia, non dispongono dello spazio necessario per installare un impianto adeguato per produrre energia rinnovabile. Altri soggetti invece dispongono di spazio abbondante ma non hanno un consumo tale da giustificare la realizzazione di un impianto che sfrutti appieno tale spazio.

Così, una delle soluzioni che si presenta con grande efficacia è quella di partecipare a una Comunità Energetica Rinnovabile (C.E.R.): oggi l’adesione a una CER è una sorta di autentica sweet revolution, seppure dalla straordinaria importanza planetaria, poiché è formata da un gruppo di soggetti che si organizzano per produrre e condividere localmente l’energia prodotta da fonti rinnovabili.

“Quindi oggi la transizione energetica ci vede protagonisti. Tutti. Aziende, liberi professionisti e gente comune: un’unica grande comunità che ha dato vita alle Comunità Energetiche Rinnovabili” dice l’ingegnere Paolo Rinaldi, AD di Impresa Circolare, una lunga esperienza professionale maturata nel settore della produzione dell’energia rinnovabile.  

Ma che cos’è la Comunità Energetica Rinnovabile? È un soggetto giuridico costituito da membri facenti capo a una cabina elettrica primaria di alta tensione, che condividono energia proveniente da fonti rinnovabili, in questo caso specificatamente fotovoltaica, prodotta e consumata nella Comunità e per questo incentivata. Infatti, si vuole incentivare la produzione e consumo in vicinanza ovvero l’auto-consumo virtuale, alleggerendo l’impegno della rete nazionale di alta tensione. La direttiva della Ue ha richiesto che entro pochi anni tutti gli stati membri si dovranno dotare di misure di incentivazione per gli schemi di autoconsumo virtuale o collettivo, al fine di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal Green Deal, fissati al 2030.

Ecco perché aderire a una CER. I benefici per far parte di questa grande Comunità di consumator di energia rinnovabile sono molteplici: ambientale, sociale e anche fortemente economico. In Italia, il 70% del consumo di energia elettrica è dovuto a imprese operanti nell’industria e nei servizi. “Proprio in quest’ottica Impresa Circolare promuove e gestisce la CER IMPRESE LAZIO, la prima grande Comunità Energetica industriale del Lazio che nasce per associare imprese del Lazio, sia in qualità di produttori che di semplici consumatori. Questa Comunità gestirà una molteplicità di cabine primarie, cioè di impianti fotovoltaici dei produttori e aziende consumatrici ad esse collegate, ciascuna situata in una specifica area industriale” afferma l’ingegner Rinaldi.

Il regolamento della CER IMPRESE LAZIO prevede una distribuzione degli incentivi in maniera equa e dinamica in funzione del prezzo dell’energia, risultante dal mercato pubblico gestito dal GME (il Prezzo Zonale Orario): sono favoriti i consumatori in caso di un elevato costo dell’energia e i produttori nel caso contrario.

Le imprese che hanno anche la disponibilità strutturale per l’installazione dell’impianto e ne preferiscono la realizzazione a totale onere di partner investitori riceveranno un canone annuo per l’utilizzo dello spazio e pagheranno un prezzo dell’energia fortemente ridotto rispetto alla bolletta.

È già possibile pre-registrarsi su cerimpreselazio.it, dove sono disponibili anche informazioni di maggiore dettaglio.

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