Latina Patrimonio Unesco, Valletta: “Fare pace con la storia e ridefinire la nostra identità”

"Scrolliamoci di dosso il pregiudizio e guardiamo oltre, perché la nostra città ha ancora molto da raccontare", il commento

“Non riconoscere il valore storico-architettonico degli edifici di fondazione vuol dire rinnegare la nostra esistenza e quella dei nostri avi, che tanto hanno dato per far sì che una terra inospitale potesse divenire emblema dell’accoglienza e simbolo di nuova vita. Latina, con la sua architettura razionalista, merita di entrare nel patrimonio dell’Unesco e noi cittadini abbiamo il dovere morale di supportare tale richiesta. Senza scadere nella solita contrapposizione politica e ideologica che ad oggi nulla ha portato se non un capoluogo di provincia che di anno in anno sta perdendo il suo ruolo. Scrolliamoci di dosso il pregiudizio e guardiamo oltre, perché la nostra città ha ancora molto da raccontare. E non solo ai tanti studiosi e appassionati che giungono sul territorio comunale da tutto il mondo per analizzare e apprezzare l’impianto urbanistico e gli edifici del ventennio. Oggi è arrivato il momento di fare pace con la storia e di ridefinire la nostra identità: solo così saremo in grado di aprirci a nuove opportunità per il futuro e a una pianificazione condivisa che possa fare di Latina in tutto e per tutto la seconda città del Lazio. Il riconoscimento degli edifici storici di Latina a Patrimonio dell’Unesco, inoltre, aprirebbe le porte ad un lavoro generale atto a valorizzare tutte le città di Fondazione della nostra provincia e quelle italiane, rafforzandone la rete di studio, valorizzazione e promozione”.

Lo dichiara in una nota il capogruppo e segretario comunale della Lega, Vincenzo Valletta.

“Ringrazio la deputata Giovanna Miele per l’intuizione avuta e per il grande lavoro che sta svolgendo alla Camera, anche in riferimento alla Legge per la celebrazione del centenario. Auspico il pieno sostegno e la collaborazione da parte di tutte le forze politiche della nostra città. La storia non va combattuta ma accettata per ciò che è stato e ha rappresentato. Perché è proprio su di essa che possiamo vivere il nostro presente e proiettarci al futuro”.

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