Latina, morte di Anna D’Angelillo: uno dei mezzi è passato col rosso

Complessi gli accertamenti della Polizia sulla dinamica dell'incidente: testimonianze divergenti e nessuna telecamera che punta sull’incrocio

È passato col semaforo rosso uno dei quattro mezzi coinvolti nella tragica carambola alle porte di Latina che ieri mattina è costata la vita alla 34enne Anna D’Angelillo, medico infettivologo dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Ma accertare la violazione che ha provocato il drammatico incidente stradale è un lavoro assai complesso per gli agenti della Polizia Stradale che si stanno occupando delle verifiche sulla dinamica, perché sono in possesso di dichiarazioni contrastanti e la zona è sprovvista di telecamere di video sorveglianza puntate verso l’intersezione stradale che possano fornire chiarimenti in merito alle responsabilità del sinistro.

Che qualcuno, tra gli automobilisti coinvolti, non avesse il verde acceso quando ha attraversato l’incrocio è cosa certa. L’autocarro percorreva la statale Appia in direzione sud, mentre lo scooter della vittima e l’auto che ha preso in pieno procedevano su strada Epitaffio in direzioni opposte. L’infettivologa proveniva dalla stazione di Latina Scalo ed era diretta verso il centro del capoluogo, perché viveva a Roma e raggiungeva Latina in treno, lasciando lo scooter nei pressi della stazione ferroviaria.

Alcuni testimoni e gli altri conducenti hanno riferito ai poliziotti della Stradale che a passare col rosso sarebbe stato l’autocarro, guidato da un uomo di 34 anni che in ogni caso è indagato per omicidio stradale. Quest’ultimo a sua volta sostiene di essere passato col giallo, ma questo vorrebbe dire gli altri veicoli non avevano il verde. Fatto sta che il camioncino ha colpito sia lo scooter Aprilia Leonardo che la Fiat Panda, quest’ultima finita poi contro un suv Renault Austral fermo all’incrocio.

La donna in sella al motociclo, invece, è volata sull’asfalto ed è morta sul colpo. Tra l’altro quello di ieri sarebbe dovuto essere il suo ultimo giorno di lavoro presso il reparto di malattie infettive dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, perché aveva ottenuto il trasferimento presso l’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma, dove avrebbe iniziato a lavorare a settembre dopo le ferie.

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