Latina, maxi sequestro del NAS: 3mila chili di frutta e verdura senza tracciabilità

Controlli dopo i casi di epatite A: sanzioni e prodotti ritirati dal mercato nella provincia pontina

Maxi operazione dei Carabinieri del NAS di Latina nell’ambito delle attività di prevenzione legate al rischio di diffusione del virus dell’epatite A.

L’intervento si inserisce in una più ampia campagna di controlli avviata a livello nazionale, su disposizione del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, dopo i recenti casi registrati tra le province di Napoli e Latina.

Sequestrati circa 3mila chili di prodotti

Nel corso delle verifiche, i militari hanno effettuato due ispezioni in esercizi commerciali della provincia.

Nel primo caso, nel sud pontino, sono stati sequestrati circa 300 chili di prodotti ortofrutticoli, completamente privi di indicazioni sulla provenienza.

Più consistente il secondo intervento, nell’area nord, dove in un punto vendita sono stati rinvenuti e bloccati circa 2.500 chili di frutta e verdura, anch’essi senza alcuna documentazione di tracciabilità.

Per entrambi i titolari sono scattate sanzioni amministrative da 1.500 euro.

Perché la tracciabilità è fondamentale

L’assenza di tracciabilità, spiegano i Carabinieri, non rappresenta una semplice irregolarità formale, ma un elemento critico per la sicurezza alimentare.

In caso di infezione, infatti, la documentazione consente di risalire rapidamente alla filiera e isolare eventuali lotti contaminati. Senza queste informazioni, diventa impossibile individuare l’origine del rischio.

Il legame con l’epatite A

Il virus dell’epatite A può essere trasmesso anche attraverso il consumo di alimenti contaminati, come frutta e verdura, soprattutto se irrigati con acqua non sicura o manipolati in modo scorretto.

Da qui la decisione di intensificare i controlli proprio nel settore ortofrutticolo.

Le raccomandazioni ai cittadini

Per evitare allarmismi, viene ricordato che il rischio può essere ridotto adottando semplici precauzioni.

È fondamentale lavare accuratamente le mani prima di manipolare il cibo e pulire con attenzione frutta e verdura sotto acqua corrente, soprattutto se consumate crude.

L’azione di controllo sulla filiera, unita alle corrette pratiche domestiche, resta il principale strumento di tutela della salute pubblica.

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