Latina e Frosinone fuori dalla Zes, Orfini interroga il Governo

L’iniziativa parlamentare arriva a seguito della lettera con cui la premier Giorgia Meloni ha definitivamente escluso la possibilità

Come annunciato nei giorni scorsi dal segretario provinciale del Partito Democratico, Omar Sarubbo, il deputato dem Matteo Orfini ha presentato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’Economia e delle Finanze per chiedere chiarimenti sull’esclusione delle province di Latina e Frosinone dalla Zona economica speciale unica. L’iniziativa parlamentare arriva a seguito della lettera con cui la premier Giorgia Meloni ha definitivamente escluso la possibilità di inserire i territori del basso Lazio nella ZES, motivando la decisione con ragioni tecnico-procedurali legate alla classificazione del Lazio tra le regioni più sviluppate nell’ambito della programmazione europea. Una giustificazione che, secondo i democratici, non regge di fronte ai dati economici e occupazionali critici di questi territori. Nell’interrogazione Orfini sottolinea come «le province di Latina e Frosinone, pur appartenendo formalmente a una regione economicamente avanzata, vivano una condizione di crisi industriale e sociale che meriterebbe un’attenzione analoga a quella riservata ad altre aree del Paese». «L’esclusione di Latina e Frosinone – sostiene – appare incoerente e fortemente penalizzante per un territorio che ha subìtonegli ultimi decenni una profonda deindustrializzazione e che sconta oggi una debolezza strutturaledell’economia locale, aggravata dal ritardo infrastrutturale, da un alto tasso di disoccupazionegiovanile e da una crescente perdita di capitale umano».

Orfini chiede quindi al Governo «se intenda riconsiderare la possibilità di includere tali territori nella ZES o, in alternativa, quali strumenti concreti di sostegno intenda attivare e con quali tempistiche». Il segretario provinciale Omar Sarubbo esprime soddisfazione per l’iniziativa parlamentare e ribadisce la posizione critica del PD: «È positivo che la questione approdi in Parlamento. Ora però il centrodestra non può continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto con generici annunci: dopo tre anni di governo servono scelte chiare e risposte concrete, non chiacchiere». Sarubbo richiama poi la responsabilità politica del centrodestra, colpevole di aver alimentato per anni un confronto privo di prospettiva: «C’era una motivazione di natura tecnica, nota fin dall’inizio, eppure si è continuato a illudere i territori con un dibattito destinato a non produrre nulla. La verità è che si è perso tempo prezioso. E oggi la premier prova a rimediare parlando di ipotetiche misure alternative per le imprese, senza specificare quali né quando verranno messe in campo. È l’ennesima promessa non mantenuta di un Governo che ha rimosso Latina dai propri obiettivi». «Le nostre province – conclude Sarubbo – vivono da anni una condizione di fragilità economica e sociale che richiederebbe interventi straordinari, non giustificazioni burocratiche. Continuare a ignorare questa realtà significa condannare il territorio a un ulteriore isolamento. La destra, che pure governa a tutti i livelli istituzionali, ha abbandonato queste comunità: i risultati, purtroppo, parlano da soli».

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