La Rete Professioni Tecniche interviene alle Commissioni Riunite Bilancio

La delegazione: “Le professioni fondamentali per la crescita del paese. Flat tax anche per le società tra professionisti”

La Rete delle Professioni Tecniche e Scientifiche (RPT) è intervenuta in audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. La delegazione ha espresso l’urgenza di interventi su temi chiave nella prossima Legge di Bilancio.

La Legge di Bilancio 2025 deve valorizzare il ruolo dei professionisti tecnici e scientifici come partner nella costruzione di un futuro sostenibile e sicuro. I professionisti italiani sono pronti a sostenere la battaglia per costruire la crescita sostenibile della Nazione, ma serve una cornice chiara, efficace e sburocratizzata affinché si possa realizzare una reale crescita.

Altro elemento utile a valorizzare le professioni è la richiesta da parte della RPT di estendere la possibilità di usufruire della flat tax anche per le società tra professionisti in rapporto al numero dei soci, e di aumento del limite massimo da portare a 100.000,00 Euro. 

La RPT ha richiesto una proroga dell’incentivo edilizio per i cantieri già avviati per evitare contenziosi soprattutto tra imprese e condomini  e la perdita di migliaia di posti di lavoro e ha proposto misure a lungo termine, sostenibili per il bilancio dello Stato e adeguate alle normative europee, onde garantire continuità agli interventi di riqualificazione, promuovendo efficienza energetica e sicurezza. Si è inoltre sottolineata la necessità di un Piano Nazionale di Prevenzione del Rischio Sismico, che mira alla messa in sicurezza degli edifici e alla riduzione della spesa pubblica per la ricostruzione post-sisma. 

Da non dimenticare la riproposizione di modifiche dell’equo compenso, riconosciuto in precedenti documenti di bilancio, quale elemento determinante per la competitività della Nazione,  per cui è stata proposta una normativa per estenderlo a tutti i committenti e per attivare un sistema sanzionatorio contro compensi non adeguati.

La RPT ha evidenziato inoltre la necessità di rivedere le norme urbanistiche, implementare il Piano Casa Italia, per un nuovo piano abitativo, di cui si apprezzano le finalità, e sviluppare la rigenerazione urbana come strategia per città sostenibili e socialmente inclusive. 

Importanti le richieste di attenzione verso gli incentivi alle PMI e il sostegno all’occupazione. È stato richiesto il supporto a un piano di investimenti per infrastrutture verdi e blu, per un uso sostenibile del suolo e delle risorse naturali, con fondi dedicati alla conservazione ambientale e alla riduzione del dissesto idrogeologico. La RPT ha evidenziato l’importanza di investimenti nazionali in infrastrutture digitali per garantire sicurezza e continuità dei servizi digitali essenziali.

La Rete delle Professioni Tecniche ha particolarmente a cuore la competitività del sistema Paese: per incrementarla si propone anche che lo Stato finanzi in modo più cospicuo l’ente di normazione nazionale (UNI), cui attualmente dedica una somma, oggettivamente bassa, annuale di circa 2,7 milioni di euro. Prendendo atto degli enormi vantaggi che un sistema normativo efficiente può procurare al proprio apparato produttivo, anche attraverso il meccanismo di adeguamento delle norme europee a quelle nazionali, alcune stime hanno valutato in 18 miliardi di euro il vantaggio competitivo delle imprese tedesche, grazie anche al suo ente di normazione, ampiamente assistito dallo Stato, con un contributo oltre quattro volte quello concesso (anche se non gravante sulla finanza statale) all’UNI. Sarebbe necessario, per rafforzarne la competitività, che il contributo agli enti di normazione (UNI e CEI) fosse aumentato.

Altri temi affrontati: la normativa sull’Intelligenza Artificiale, agevolare le attività per trasformare gli studi professionali in Società tra Professionisti (in particolare con la riduzione dell’IRES), delegare ai fini della semplificazione delle procedure ai professionisti attività tecnico-amministrative della P.A. nella logica della semplificazione e sburocratizzazione, modifiche al codice dei contratti, in particolare con la limitazione dell’appalto integrato e  la previsione dei concorsi a due fasi etc.

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