La peste, la malattia medievale che incute timore dalla Siberia

L'allarme dopo il decesso registrato in Russia di una giovane tecnica di laboratorio che si sarebbe contagiata con una provetta rotta

Quando si parla della malattia della peste, il ritorno alla memoria della storia, o dei grandi classici della letteratura e della cinematografia, ci riportano proprio indietro nel tempo.

In realtà la peste è una malattia non scomparsa dalla faccia della terra, ma bensì endemica in alcune zone del pianeta. Tra queste figura anche la Siberia, dove, nei giorni scorsi si è verificato il decesso di una giovane donna – una tecnica di laboratorio – e i media parlano anche di un secondo caso che avrebbe portato alla morte.

Innanzitutto va ricordato come la peste polmonare – di questo si parla sui media negli ultimi giorni – è l’evoluzione più grave della più nota peste bubbonica, ovvero la malattia batterica contratta che arriva ai polmoni. Oltre ad essere più grave nella forma, con un evoluzione veloce e drammatica (nei casi più gravi può portare alla morte anche nell’arco di 18-24 ore dalla presenza dei primi sintomi), è la più preoccupante perché permette al batterio di replicarsi da uomo a uomo, seppur attraverso un contatto prolungato.

Oggi, rispetto al medioevo, la peste è ben conosciuta e, anche in caso della presenza della forma più grave della malattia, questa può essere trattata con antibiotici specifici che vanno presi fin dalla prima fase, ovvero dall’inizio della presenza dei sintomi. Una mortalità prossima al 100% se trattata, può scendere anche al di sotto del 10%, ma solo se le cure sono tempestive e se, in casi specifici, oltre agli antibiotici si ricorre al supporto della respirazione meccanica nella terapia intensiva.

Come precisato prima, non è così facile contrarre la malattia, anche perché il batterio è presente nei roditori e i principali vettori per l’uomo sono o i luoghi frequentati da questi animali o l’eventuale puntura di pulci entrate in contatto con loro. L’unica altra possibilità è venire a contatto con persone malate ma già nello stato avanzato della peste polmonare e non in quella bubbonica.

Infatti, gli esperti ci tengono a precisare che non c’è da allarmarsi per quanto avvenuto in Siberia, non solo perché il fatto dovrebbe al momento essere circoscritto, ma perché le autorità russe avrebbero comunicato una quarantena per circa 200 persone venute a contatto con la giovane deceduta. Questo ovviamente in attesa di capire se l’eventuale secondo caso di cui parlano i media sia collegabile alla stessa catena di contagio.

I timori più grandi rimangono nelle dinamiche del contagio. Secondo le prime informazioni trapelate dall’estrema Russia siberiana, la giovane si sarebbe contagiata in laboratorio maneggiando una provetta rotta. I meno fiduciosi verso la versione locale parlano dei sistemi di sicurezza di questi laboratori che dovrebbero evitare proprio situazioni del genere.

In molti sostengono che si può stare relativamente tranquilli e che, al momento, stando al batterio della peste che conosciamo, possiamo essere abbastanza certi che non ci sarà una nuova pandemia. Ma qualcuno, pur non puntando direttamente il dito, lascia aperta un’ipotesi che, seppur molto remota mette in guardia non solo sul caso specifico ma anche sul futuro: ovvero il rischio di bioterrorismo o di patogeni modificati in laboratorio. In tal caso ci troveremmo di fronte a qualcosa di non conosciuto – almeno in parte – e potenzialmente resistente alle cure e con un’evoluzione imprevedibile. Ma, siccome al momento non ci sono informazioni in merito, possiamo ricordarci di tutto ciò che sappiamo sulla peste e sulle epidemie del passato per aiutarci ad affrontare al meglio anche il presente e il futuro.

- Pubblicità -
Simone Nardone
Simone Nardone
Classe 1987 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con vari giornali cartacei, testate on line, radio e TV locali. Vanta anche una costante formazione in ambito del digital marketing e più in generale della comunicazione. È laureato in Scienze Politiche presso l'ateneo di Roma Tre. Ha pubblicato alcuni libri tra cui anche saggi e romanzi.

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Influenza, nel Lazio parte la prevenzione: al via la campagna vaccinale

Distribuite 1,38 milioni di dosi. Priorità a over 60, bambini fino a 6 anni, donne in gravidanza, persone fragili e operatori sanitari

Giornata europea dei caregiver, oggi si celebrano quei 12 milioni di persone che in Italia si prendono cura degli altri

Riflettori su chi assiste ogni giorno familiari e persone fragili. Un ruolo prezioso per il welfare, ma spesso invisibile

Fibrosi polmonare idiopatica, un Registro per conoscere meglio la malattia e orientare la ricerca

I dati del Registro nazionale malattie rare riportano 3.517 persone con diagnosi di fibrosi polmonare idiopatica tra il 2017 e il 2023

Salute del cuore, la prevenzione parte dai bambini: nelle scuole lo screening che può fare la differenza

Anamnesi, ascolto del cuore ed elettrocardiogramma direttamente negli istituti: il progetto “Mi stai a cuore” ha coinvolto 205 bambini

Menopausa, a Latina specialisti a confronto per parlare di salute e prevenzione

Sabato 3 ottobre all’Hotel Europa il primo Convegno Pontino di Endocrinologia e Ginecologia: focus su sintomi e prevenzione

Cardiologia al Goretti, tecnica innovativa per chiudere il Forame Ovale Pervio: intervento in diretta al GISE Lazio

Dal laboratorio di Emodinamica di Latina una procedura con tecnica NobleStitch, seguita in tempo reale dagli specialisti riuniti al congresso di Roma
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -
- Pubblicità -