Integrazione scolastica e ADI: il 27 giugno a Latina sit-in e assemblea generale retribuita

L'appello delle organizzazioni sindacali: "Il silenzio dell’amministrazione è assordante e l’inerzia dimostrata finora è inaccettabile"

Le lavoratrici e i lavoratori dei servizi di integrazione scolastica e dell’assistenza domiciliare integrata (ADI) scenderanno in piazza giovedì 27 giugno 2025 per un’assemblea generale retribuita e un sit-in di protesta. L’iniziativa, promossa dalle organizzazioni sindacali Fp CGIL, CISL FP e USB, si terrà dalle 11:00 alle 14:00 in Piazza del Popolo, di fronte al Palazzo Comunale di Latina. La mobilitazione si rende necessaria e urgente a causa dell’imminente scadenza dell’appalto per il servizio di integrazione scolastica e della proroga per il servizio ADI. Due situazioni che mettono seriamente a rischio la continuità occupazionale, il monte ore lavorativo e, soprattutto, la continuità dei servizi essenziali rivolti alle persone con disabilità. Nonostante i ripetuti solleciti da parte delle sigle sindacali, l’Amministrazione comunale non ha ancora adottato la variazione di bilancio né avviato le procedure di gara necessarie per il nuovo affidamento dei servizi.

Un immobilismo che rischia di avere conseguenze gravi: dalla perdita del posto di lavoro per molti operatori, alla sospensione dell’assistenza nei centri estivi, fino alla mancata riattivazione del servizio di integrazione scolastica all’inizio del nuovo anno scolastico. Le organizzazioni sindacali chiedono una convocazione urgente da parte dell’Amministrazione per ottenere risposte concrete e tempistiche certe. In mancanza di un riscontro tempestivo, annunciano la prosecuzione della mobilitazione ad oltranza. “Il silenzio dell’Amministrazione è assordante – si legge nella nota sindacale – e l’inerzia dimostrata finora è inaccettabile. Non possiamo permettere che il diritto all’inclusione scolastica venga messo in discussione, né che il futuro lavorativo di tante operatrici e operatori venga ignorato”. L’appello è chiaro: “Essere in piazza è fondamentale. Per difendere il lavoro, per garantire i diritti dei più fragili, per pretendere trasparenza e responsabilità da parte delle istituzioni”.

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