inSania Pride: Marco Cavallo a Cori a rappresentare la lotta per i diritti delle persone con sofferenza mentale

Il sindaco: "La malattia mentale non è un problema di ordine pubblico, ma una questione comunitaria che va affrontata con la cura"

Marco Cavallo è giunto a Cori ed è stato accolto in un clima di festa in un inSania Pride ancora una volta partecipato e colorato. Realizzato a Trieste nel 1973 per mano degli operatori e degli ospiti dell’ospedale psichiatrico della città, al tempo diretto da Franco Basaglia, Marco Cavallo, una scultura di legno e cartapesta alta quattro metri, rappresenta il simbolo della chiusura dei manicomi e della lotta per i diritti delle persone con sofferenza mentale.

Con questo “ospite d’onore”, la manifestazione, molto partecipata, ha visto i vicoli del centro storico di Cori monte gremiti di persone, con musica, spettacoli, performance teatrali, letture e tanto altro. inSania Fest ha voluto fortemente la presenza di Marco Cavallo, aderendo all’iniziativa, lanciata dal Forum Salute Mentale, ‘In viaggio con Marco Cavallo’ che sta percorrendo l’Italia da nord a sud recandosi in alcune delle località in cui sono presenti i CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio), strutture che, per molti versi, ricordano gli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari).

Ancora una volta, a Cori, si è sfilato contro ogni stigma sociale, pregiudizio e ignoranza sulla salute mentale. Dopo il corteo, si è proseguito con una cena sociale offerta da una vasta rete di ristoranti, cantine e bar locali e ancora con musica dal vivo e djset. “Grazie a inSania Fest – le parole del sindaco, Mauro Primio De Lillis – la Città di Cori si fa promotrice di una diversa narrazione: la malattia mentale non è un problema di ordine pubblico, ma una questione comunitaria che va affrontata con la cura, il recupero, il sostegno, i diritti”.

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