Indagine sulle truffe col trading online anche a Latina, raggiri anche oltre i 100 mila euro

Allarmante crescita di frodi consumate con la promessa di investimenti facili, la Guardia di Finanza analizza una quindicina di casi

Tra Latina e dintorni si sta verificando da mesi una preoccupante crescita dei casi di truffa attraverso il fenomeno del trading online. A dirlo, raccomandando la massima attenzione, sono gli investigatori della Guardia di Finanza che hanno raccolto una serie di denunce e stanno indagando su una quindicina di casi. Le vittime sono soprattutto pensionati, ma non solo, comunque soggetti che non hanno esperienza in campo finanziario e cedono alla tentazione di moltiplicare velocemente i loro risparmi.

A generare preoccupazione è la facilità con la quale gli specialisti delle frodi riescono a convincere ignari cittadini ad affidare loro somme di denaro, anche ingenti, in molti casi i risparmi di una vita. I finanzieri del Gruppo di Latina stanno riscontrando una metodologia ricorrente nei casi registrati nel territorio pontino, che ha permesso ai finti mediatori finanziari di sottrarre alle vittime decine di migliaia di euro, in un caso anche oltre i 100.000 euro.

La tecnica fraudolenta è collaudata, anzi denota un’organizzazione internazionale alle sue spalle, una sorta di scuola delle truffe. Le vittime vengono contattate via telefono o per email da sedicenti mediatori che promettono facili guadagni in breve tempo attraverso investimenti garantiti nei mercati internazionali. Solitamente gli impostori convincono i malcapitati a versare una piccola somma iniziale, poche centinaia di euro, mostrando in breve tempo interessi esagerati, ma attraverso siti internet creati ad arte per simulare il successo degli investimenti.
Si rivela tutto una truffa quando gli investitori cercano di rientrare in possesso del capitale iniziale. A quel punto i finti mediatori finanziari chiudono ogni contatto, compresa la piattaforma web. Ricompaiono tempo dopo con ulteriori tentativi di truffa, spacciandosi per studi legali che offrono alle vittime la partecipazione a class action per tentare di rientrare in possesso delle somme perse, ma chiedono loro altro denaro.

Le indagini rivelano che queste organizzazioni utilizzano società “schermo” per aggirare le indagini, ricorrendo a conti bancari e server esteri in quei paesi che non forniscono protocolli investigativi alle nostre forze di polizia. Insomma, alla luce di quanto emerso i finanzieri raccomandano la massima attenzione, invitando a diffidare di chi promette ricavi incredibili, senza rischi e in breve tempo.

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