Da un lato il livello giudiziario della vicenda di Cisterna di Latina. Ieri mattina il sindaco Valentino Mantini aveva annunciato di essere venuto a conoscenza di un’indagine che tra le altre cose vedeva protagonisti anche un consigliere comunale e un dirigente.
Ieri, proprio in Tribunale, a Latina, è stava la volta degli interrogatori di garanzia tra chi ha deciso di rispondere alle domande dei magistrati e chi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Le richieste sarebbero di misure cautelari nell’ordine degli arresti domiciliari per sei persone: oltre al consigliere comunale di maggioranza e al dirigente del Municipio, figurerebbero degli imprenditori e altre figure che dovranno difendersi da pesanti accuse di corruzione, legate anche all’ipotesi di mazzette.
Al centro della vicenda, secondo quanto trapelato in queste prime ore, ci sarebbero due distinti casi legati per l’appunto, a possibili fenomeni nei quali viene contestata la corruzione per decine di migliaia di euro.
Come spiegato precedentemente, però, la questione non è solo giudiziaria ma anche politica. Dopo l’annuncio di ieri mattina, infatti, il sindaco Mantini nel pomeriggio di venerdì ha deciso di affrontare la questione con le varie forze politiche.
Una nota a sua firma, fatta girare ieri pomeriggio spiegava: «Ho richiesto al Presidente del Consiglio Comunale la convocazione dei rappresentanti dei gruppi politici che siedono in Consiglio Comunale, in relazione ai fatti che si sono susseguiti nella giornata odierna e che hanno visto il consigliere comunale Renio Monti e il Dirigente del nostro Comune architetto Luca De Vincenti sottoporsi ad interrogatorio per le indagini preliminari che li riguardano».