Indagato il sindaco di Sabaudia, premeva per ammorbidire i controlli della Guardia Costiera

Oltre all'inchiesta per i chioschi, il primo cittadino indiziato per le pressioni in favore del gestore del servizio dei bagnini

Un’altra inchiesta vede coinvolto il sindaco di Sabaudia, Alberto Mosca, oltre a quella relativa al bando per l’assegnazione delle aree demaniali sul lungomare. Il primo cittadino ha ricevuto un avviso di garanzia insieme a Massimo Baiano, titolare dell’impresa che forniva i bagnini per le spiagge libere, per avere esercitato pressioni sul comandante del distaccamento della Guardia Costiera affinché allentasse i controlli.

Ai due indagati è stata notificata la chiusura dell’indagine preliminare, quindi ora possono produrre indagini difensive oppure chiedere di essere interrogati, perché la Procura potrà chiedere per loro il rinvio a giudizio, da sottoporre al vaglio del giudice per l’udienza preliminare.In questo caso l’inchiesta è nata dall’informativa prodotta dal comandante stesso della Guardia Costiera, che aveva denunciato alla Procura le pressioni subite dal sindaco Alberto Mosca con una serie di telefonate.

Gli inquirenti nel frattempo avevano iniziato a intercettare il primo cittadino per la vicenda dei chioschi, quindi le investigazioni si sono avvalse delle conversazioni captate in quel periodo. Nello specifico Alberto Mosca è indagato è indagato per il reato di minaccia a una pubblica autorità con lo scopo di limitarne l’attività, quindi per le telefonate al comandante della Guardia Costiera per convincerlo ad allentare la morsa dei controlli nei confronti della società che gestiva il servizio comunale di vigilanza delle spiagge libere.

In quel periodo infatti erano scattate una serie di ispezioni per le postazioni dei bagnini, alcune sprovviste delle dotazioni, mentre in altre gli assistenti dei bagnanti erano stati sorpresi a dormire. Il primo cittadino avrebbe telefonato al responsabile del distaccamento di Sabaudia della Capitaneria di porto per invitarlo a non insistere nei controlli altrimenti l’impresa appaltatrice si sarebbe ritirata.

Poi ancora avrebbe telefonato quando erano scattati i controlli per le spiagge libere attrezzate assegnate nell’ambito del bando per i chioschi, ovvero quando le società subentrate all’aggiudicatario escluso avevano iniziato a lavorare senza il nulla osta dell’Ente Parco, la stessa vicenda inserita nell’altra inchiesta costata l’arresto al vicesindaco Giovanni Secci e i due dirigenti comunali. Infine le pressioni quando la Guardia Costiera aveva controllato il cantiere, avviato in urgenza, i lavori della sponda del canale crollato in zona Bufalara.

Per quanto riguarda Massimo Baiano, è indiziato dei reati di inadempimento di contratti di pubbliche forniture e falsità ideologica commessa da un privato in un atto pubblico, perché sospettato di non avere rispettato gli impegni assunti in seguito all’aggiudicazione, con la società da lui amministrata, del servizio comunale di assistenza e soccorso dei bagnanti nelle spiagge libere e in seguito per avere attestato di avere posizionato tutte postazioni di salvamento secondo la mappa fornita dal Comune di Sabaudia, nonostante i controlli abbiano dimostrato che tre di queste non erano state installate.

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