In piazza per Paolo e per la scuola: studenti e famiglie del Pacinotti chiedono rispetto – VIDEO

Corteo partecipato a Fondi: memoria, dolore e difesa della comunità scolastica al centro della manifestazione di questa mattina

Una manifestazione nata dal dolore, ma anche dal bisogno di difendere una comunità ferita. A Fondi, studenti e famiglie dell’Istituto Pacinotti sono scesi in piazza per ricordare Paolo Mendico e, allo stesso tempo, per tutelare il buon nome della loro scuola, finita al centro di una forte esposizione mediatica nelle settimane successive alla tragedia.

Il corteo, partito dalla sede scolastica di via Appia lato Itri e concluso in piazza De Gasperi, ha visto la partecipazione di circa duecento persone tra alunni e genitori sia di Fondi che della sede distaccata di Santi Cosma e Damiano. Un’iniziativa voluta e organizzata dagli stessi studenti, con l’obiettivo dichiarato di ribadire vicinanza alla famiglia di Paolo e chiedere rispetto in una fase ancora coperta da indagini giudiziarie.

Nel corso dell’evento è stato osservato un momento di raccoglimento in memoria del giovane, ma il senso dell’iniziativa è andato oltre il ricordo. Dai cartelloni agli interventi finali, il messaggio emerso è stato chiaro: il dolore non può trasformarsi in una condanna preventiva, né la scuola può essere ridotta a bersaglio di accuse non ancora accertate.

«Il nostro dolore per la perdita di Paolo è profondo», hanno dichiarato i genitori di Fondi, sottolineando però la necessità di attendere «la fine delle indagini e non ricostruzioni affrettate». Un invito alla cautela e al rispetto delle istituzioni inquirenti, chiamate a fare chiarezza sull’accaduto.

Un passaggio particolarmente sentito è arrivato dai genitori della sede di Santi Cosma e Damiano, che hanno rivolto un messaggio diretto agli studenti: «Vi chiediamo scusa per non avervi difeso prima di fronte a chi, sui social, vi ha etichettati come assassini». Parole che hanno messo in luce il clima di tensione e di esposizione vissuto dagli alunni in queste settimane.

A prendere la parola sono stati anche gli studenti di Fondi, che hanno ribadito il legame profondo con la loro scuola: «Siamo qui con il cuore pesante, il pensiero va prima di tutto a Paolo e alla sua famiglia. Ma siamo anche qui per difendere la nostra preside e le docenti sospese. Questa scuola non è solo un edificio, è una famiglia». Un concetto rafforzato dalla richiesta di «giustizia per Paolo e rispetto per noi». Ancora più sintetico ma altrettanto incisivo l’intervento degli studenti di Santi Cosma e Damiano: «Non siamo bulli, siamo ragazzi», hanno detto, respingendo le etichette che hanno accompagnato il dibattito pubblico.

Presente anche il sindaco di Fondi, Beniamino Maschietto, che ha scelto di intervenire in modo misurato: «Sono qui per ascoltare e accogliere la vostra sensibilità», ha affermato, riconoscendo il valore civile della manifestazione.

Un’iniziativa che ha voluto tenere insieme memoria e dignità, dolore e responsabilità. Nel ricordo di Paolo, studenti e famiglie hanno chiesto che la verità venga affidata alle indagini e che la scuola possa continuare a essere ciò che, per loro, è sempre stata: un luogo di crescita, non un bersaglio.

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Simone Nardone
Simone Nardone
Classe 1987 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con vari giornali cartacei, testate on line, radio e TV locali. Vanta anche una costante formazione in ambito del digital marketing e più in generale della comunicazione. È laureato in Scienze Politiche presso l'ateneo di Roma Tre. Ha pubblicato alcuni libri tra cui anche saggi e romanzi.

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