Per qualche ora il sud della provincia pontina è diventato un gigantesco corridoio colorato di rosa, attraversato da biciclette, bandiere, camper, famiglie, bambini sulle spalle dei genitori e appassionati arrivati all’alba pur di conquistare un posto in prima fila.
Il Giro d’Italia è tornato sulle strade della provincia di Latina e il territorio gli ha risposto come si fa con gli ospiti che mancano da troppo tempo: spalancando porte, finestre e piazze.


La festa è partita da Formia, trasformata sin dalle prime ore del mattino in una piccola capitale del ciclismo. Via Vitruvio, cuore della partenza di tappa, era un fiume di gente: smartphone alzati, musica, curiosi e tifosi mescolati tra le transenne mentre la carovana rosa si preparava a lasciare il Golfo.
Ma il Giro non si è fermato alla città di partenza. È stato un lungo abbraccio collettivo che ha attraversato Itri, Fondi, Sperlonga e Gaeta, riportando lungo le strade quell’atmosfera popolare che soltanto il ciclismo riesce ancora a creare. Bambini seduti sui marciapiedi ad aspettare il passaggio dei corridori, anziani affacciati ai balconi, ciclisti amatoriali accorsi a vedere i propri beniamini e intere famiglie ferme a bordo strada molto prima dell’arrivo della corsa.




Per il territorio pontino è stata soprattutto una giornata di immagini: il mare accanto ai corridori, le colline sullo sfondo, i centri delle città pieni di persone e quella sensazione quasi nostalgica di un grande evento che mancava da anni.
Poi il Giro ha cambiato volto. Lasciata la costa, la corsa ha puntato verso l’entroterra e gli Appennini, risalendo verso Roccaraso fino alla terribile salita del Blockhaus.








Freddo, vento e nuvole hanno accompagnato l’arrivo in quota, dove a prendersi la scena è stato Jonas Vingegaard. Il danese, grande favorito per la vittoria finale (e già due Tour de France e una Vuelta di Spagna nel palmares), ha infiammato la montagna con una serie di attacchi che hanno selezionato il gruppo dei migliori.
La carovana rosa adesso prosegue il suo viaggio lontano dalle nostre zone. Ma nel Pontino resta qualcosa di più del semplice passaggio di una corsa: resta l’impressione di aver ritrovato, almeno per un giorno, quella dimensione popolare e romantica del ciclismo che sa trasformare una strada qualunque in un evento da ricordare.