Il record del basso Lazio: Frosinone e Latina due province senza qualità

Frosinone e Latina vanno a braccetto nelle classifiche nazionali che si accavallano per definire un concetto di qualità della vita

Senza essersi giurate amore eterno, sembrano procedere insieme nella buona e cattiva sorte. Anche se riesce sempre più difficile individuare la parte buona di questa sorte.

Le province di Frosinone e Latina vanno a braccetto nelle classifiche nazionali che in questi giorni si accavallano per definire un astratto ma sensato e articolato concetto di qualità della vita. Frosinone all’85esimo posto, Latina all’83esimo, la metà più meridionale del Lazio non ce la fa a scrollarsi di dosso l’immagine dell’avamposto più settentrionale di un Mezzogiorno depresso che arranca nell’inutile inseguimento delle prestazioni di un Paese che guarda a nord, continuando a ignorare i richiami che già un secolo fa muoveva Gaetano Salvemini per superare lo scoglio della questione meridionale.

Parliamo di territori provinciali, ma sono sufficienti un paio di dati per mettere subito in chiaro che nelle classifiche ad oggetto sono le città capoluogo a fare la differenza. Così, Frosinone che vanta il poco invidiabile primato che la pone tra le città italiane più colpite dalla presenza di polveri sottili, trascina un’intera provincia fatta soprattutto di incontaminati paesi collinari al 105° posto per la salubrità dell’aria. LEGGI QUI

Lo stesso tipo di approccio vale per la città di Latina, che si porta dietro, fino a fondo classifica, l’intero territorio pontino: 91esimo posto per ambiente e servizi; 103esimo posto per la qualità di vita dei giovani. LEGGI QUI

Un futuro senza contorni

Senza rompersi troppo la testa a scandagliare uno per uno numeri e segmenti di indagine, conta il risultato finale, e non è incoraggiante. Anche la tentazione di andare a caccia di responsabilità potrebbe essere fuorviante, come rischiano di esserlo anche i dati di questi sondaggi, sempre preziosi ma sempre avari di indicazioni sulle cause di questa o quella prestazione rilevata. Le sorti di un territorio non si scrivono in un giorno e nemmeno in un anno, e per ribaltare un verdetto poco incoraggiante ci vogliono anni e anni di impegno e sacrifici, esattamente quello che ogni amministrazione promette il giorno dopo essere stata eletta. Senza riuscire a mantenere l’impegno; anzi, spesso cancellando con un colpo di spugna quello che l’amministrazione precedente aveva messo in cantiere. E dove non c’è continuità, non possono esserci crescita e sviluppo.

Così dobbiamo accontentarci di sorridere di fronte alla seconda città del Lazio, Latina, che finisce con tutta la provincia all’83esimo posto di una classifica nazionale, qualunque essa sia, e dobbiamo fingere di non vedere che la sorte di Frosinone è quella di essere una città che ha fatto della sua periferia il salotto scomodo delle proprie attività quotidiane.

E di questo passo, a forza di domandarsi cosa sarebbe Frosinone senza Terracina e senza il mare, e cosa sarebbe Latina senza Frosinone e l’autostrada che la collega con l’Italia, abbiamo imparato a sopportare di vedere le due città e le due province del basso Lazio che avanzano verso un futuro senza contorni, come due attempati coniugi che hanno deciso di sopportarsi e rispettarsi, senza cercare il riscatto con un guizzo di entusiasmo, uno sprazzo di vita e un po’ di voglia di osare. Magari tenendosi per mano. Nella buona e cattiva sorte.

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Alessandro Panigutti
Alessandro Panigutti
Giornalista di lungo corso, è nato a Latina nel 1958. Dopo gli studi classici, si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo Politico-Sociale, presso la Facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze. La sua carriera giornalistica inizia nel 1983, con collaborazioni su periodici, radio e televisioni private locali. Due anni più tardi, nel 1985, si iscrive all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1988 entra a far parte del gruppo che darà vita alla prima redazione del quotidiano Latina Oggi, fondato da Giuseppe Ciarrapico. In quella redazione Panigutti muove i primi passi da cronista, occupandosi di nera, bianca e successivamente di cronaca giudiziaria. Il suo percorso professionale all’interno della testata è scandito da una crescita costante: Capo Servizio nel 2004, Capo Redattore Centrale nel 2005, Vice Direttore nel 2006 e, infine, Direttore Responsabile nel 2007, ruolo che ricoprirà fino al 2023, anno della sua uscita dal gruppo Editoriale Oggi.

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