Sostiene Enrico Tiero, in una intervista rilasciata al quotidiano Latina Oggi, che l’esito della sua vicenda giudiziaria sia già scritto nella sentenza della Corte di Cassazione che accogliendo parzialmente il ricorso del suo difensore aveva annullato con rinvio ad altro collegio l’ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva invece rigettato il ricorso contro la misura di custodia cautelare che aveva portato il consigliere regionale agli arresti domiciliari.
Il motivo per il quale la Cassazione aveva disposto una nuova pronuncia da parte del Riesame, sta nella necessità di chiarire in che cosa sia consistita l’influenza che Tiero, in quanto pubblico ufficiale, avrebbe esercitato sui singoli procedimenti amministrativi rispetto ai quali non aveva competenze dirette e per i quali è stato arrestato con l’accusa di corruzione.
Ecco alcuni dei passaggi con cui il Tribunale del Riesame ha risposto alla richiesta della Cassazione.
- Il Consigliere regionale (Tiero) aveva il potere funzionale di intervenire in favore del privato rispetto a tutte le vicende oggetto”
- ”Le condotte del Tiero, in esecuzione degli accordi illeciti con l’imprenditore di turno, sono senz’altro espressione di asservimento della sua funzione pubblica ai desiderata dei privati”
- ”Si è in presenza di un uso distorto delle prerogative attribuite al Consigliere regionale, in violazione dei doveri di fedeltà, imparzialità e trasparenza”
- ”Le indagini compiute restituiscono l’immagine plastica di un soggetto che ha sistematicamente piegato la pubblica funzione rivestita al perseguimento di interessi privati, ricevendone in cambiò utilità che hanno accresciuto il suo peso politico”.
C’è dell’altro, ma può bastare questo a incrinare l’ostentata sicurezza di Enrico Tiero sull’esito del processo in corso a suo carico per corruzione.
Si potrebbe dire, alla maniera del consigliere regionale, che l’esito della sua vicenda giudiziaria potrebbe essere già scritto nell’ordinanza del Riesame che lo ha rimesso in libertà dopo sette mesi di detenzione.
