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Proteste inutili e repliche suicide. L’ansia dell’amministrazione di comunicare a tutti i costi anche quello che non c’è 

Dal parco Falcone e Borsellino alla Bandiera Blu, passando per una città sporca. Ecco anche quello che non si vede

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Due bulloni allentati e un nido di vespe in un parco rimasto chiuso per anni non possono costituire un motivo sufficiente per una protesta, ma questa è Latina. Multare chi getta i rifiuti per strada (generalmente lo fanno quelli che non   pagano la tassa per il servizio di igiene ambientale) non è soltanto sacrosanto, ma doveroso per una pubblica amministrazione, eppure sui social monta la protesta, ma questa è Latina.

Ciò nonostante, sindaco e assessori sentono l’urgenza di dover replicare, rispondere e controdedurre alle quotidiane fanfaluche su Facebook, Tik tok, Instagram, finendo per confondersi nella selva delle cosiddette opinioni. C’è davvero bisogno di rispondere a chi fa l’indignato per le vespe al parco Falcone Borsellino?

E’ necessario propagandare, come fa l’assessore Nasso vestendo i panni dello sceriffo, la caccia agli imbrattatori di strade e marciapiedi?

Se la città è sporca, e lo è, non è tanto per colpa degli incivili evasori che la insozzano, quanto di chi non è in grado di tenerla pulita, come da contratto dovrebbe fare. Ed era il caso di dire qualcosa, anziché tacere, sulla decisione della FEE di ridimensionare il perimetro della bandiera blu sul litorale colpevolmente sprovvisto di bagnini?

L’ossessiva abitudine di inviare ogni giorno tre, quattro o cinque comunicati stampa ai mezzi di informazione, tradisce l’ansia del sindaco e della Giunta di far sapere al mondo che stanno facendo qualcosa, ma questo, fuori del palazzo, si dà per scontato. Quello che desta meraviglia, è il fatto che questo impegno quotidiano dell’amministrazione non si percepisce, e nemmeno si vede. 

Perciò, invece di perdere tempo a comunicare quello che non si vede, quello che non è ancora stato fatto, quello che non serve alla causa civile di una città che non cresce, sarebbe il caso di dedicarsi all’elaborazione di un sogno, ne basterebbe uno soltanto, attorno al quale cementare l’interesse della comunità facendola partecipare all’elaborazione della visione, coinvolgendola nella scommessa.

Perché sognare è bello. Sicuramente meglio che uscire di casa e vedere ogni volta una città senza arte né parte che muore ogni giorno un po’ di più.

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Giornalista di lungo corso, è nato a Latina nel 1958. Dopo gli studi classici, si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo Politico-Sociale, presso la Facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze. La sua carriera giornalistica inizia nel 1983, con collaborazioni su periodici, radio e televisioni private locali. Due anni più tardi, nel 1985, si iscrive all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1988 entra a far parte del gruppo che darà vita alla prima redazione del quotidiano Latina Oggi, fondato da Giuseppe Ciarrapico. In quella redazione Panigutti muove i primi passi da cronista, occupandosi di nera, bianca e successivamente di cronaca giudiziaria. Il suo percorso professionale all’interno della testata è scandito da una crescita costante: Capo Servizio nel 2004, Capo Redattore Centrale nel 2005, Vice Direttore nel 2006 e, infine, Direttore Responsabile nel 2007, ruolo che ricoprirà fino al 2023, anno della sua uscita dal gruppo Editoriale Oggi.
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