Home Sotto la lente Da città aperta a città recintata. Latina e la rotta del centrodestra

Da città aperta a città recintata. Latina e la rotta del centrodestra

Calandrini invita a fermare il progetto e apre un tema più ampio sul futuro del centro. Restano da chiarire ruolo e posizione del Comune

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Stavolta una boccata di buonsenso è arrivata dal senatore Nicola Calandrini: “Prima di recintare il palazzo delle Poste centrali riflettiamo su cosa vogliamo fare degli edifici storici e del centro cittadino”. Il senatore dice anche di avere  già contattato i vertici di Poste Italiane, con cui è in ottimi rapporti, e di aver invitato l’azienda a frenare sul progetto che pare abbia già avuto il via libera del Comune di Latina.

Se questo è vero, prima ancora di riflettere sul senso delle recinzioni tanto di moda in questo scorcio d’estate, se n’è parlato già abbastanza, vale la pena cercare di capire cosa stia succedendo all’interno dell’amministrazione comunale. 

Stando a quel poco che è venuto fuori sui mezzi di informazione nelle ultime ore, la necessità di recintare il palazzo delle Poste servirebbe per arginare fenomeni di vandalismo, a cominciare da qualche imbrattamento dei muri dell’edificio. Forse è un po’ poco per ricorrere a misure così drastiche e appariscenti  come una recinzione in metallo che stride con la bellezza del manufatto.

Ma il vicesindaco è esponente della Lega, partito sempre pronto alle chiusure di ogni genere, e adesso l’assessore all’Urbanistica, quello che si sarebbe dovuto mettere almeno di traverso rispetto all’intenzione di Poste Italiane, pare incuriosita dal partito di Vannacci, che in quanto a divieti e chiusure ideologiche ha già scavalcato e oltrepassato i paletti della Lega, oltre che la Lega stessa, da cui proviene. 

La domanda dunque è se il sindaco sia stato informato del progetto di Poste e se il via libera sia arrivato dal suo ufficio piuttosto che dai Lavori Pubblici e dall’Urbanistica.

I ragazzi che la sera vanno a sedersi sul travertino che fa da davanzale alle finestre del piano rialzato  sul retro del palazzo, lasciandosi dietro qualche bottiglia di birra e forse qualche scritta di troppo sui muri, non sono amati dalla destra, ma non possono nemmeno essere scambiarti per un problema. Specie se si considera che a Latina, quei ragazzi non hanno dove andare, se non in luoghi aperti, per stare insieme e scambiarsi chiacchiere e magari anche delle idee guardandosi negli occhi e non sugli schermi degli smartphone standosene ognuno a casa propria.

Per tagliare corto, quest’ultimo annuncio di Poste Italiane, divisivo come attiene a ogni recinto che si rispetti, potrebbe essere preso a pretesto dall’amministrazione comunale per fare il punto su ciò che intende fare di questa città, dove vuole portarla e in che modo.

E magari comunicarlo anche ai cittadini, stanchi di assistere a questa navigazione senza meta e senza risultati.

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Giornalista di lungo corso, è nato a Latina nel 1958. Dopo gli studi classici, si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo Politico-Sociale, presso la Facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze. La sua carriera giornalistica inizia nel 1983, con collaborazioni su periodici, radio e televisioni private locali. Due anni più tardi, nel 1985, si iscrive all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1988 entra a far parte del gruppo che darà vita alla prima redazione del quotidiano Latina Oggi, fondato da Giuseppe Ciarrapico. In quella redazione Panigutti muove i primi passi da cronista, occupandosi di nera, bianca e successivamente di cronaca giudiziaria. Il suo percorso professionale all’interno della testata è scandito da una crescita costante: Capo Servizio nel 2004, Capo Redattore Centrale nel 2005, Vice Direttore nel 2006 e, infine, Direttore Responsabile nel 2007, ruolo che ricoprirà fino al 2023, anno della sua uscita dal gruppo Editoriale Oggi.
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