“Il Latina mi ha voluto a tutti i costi, possiamo fare grandi cose”: intervista con Luca Paganini

Una carriera tra Serie A, B e C a fare la differenza sulla fascia. Oggi Luca Paganini è uno dei punti fermi del Latina

Solcare tutta la fascia per attaccare e difendere come uno stile di vita. È questo che caratterizza la carriera e la storia di Luca Paganini, uno dei nuovi giocatori del Latina Calcio 1932 arrivato durante la sessione estiva di calciomercato. Un giocatore duttile e di grande qualità, come dimostrano le sue stagioni in Serie A, B e C con maglie prestigiose come Frosinone, Lecce, Ascoli e per ultima la Triestina prima di approdare al Francioni.

Dando uno sguardo ai numeri, Luca Paganini ha disputato 41 partite in Serie A, impreziosite da 4 gol e 4 assist. A queste si aggiungono le 128 partite in Serie B con 16 gol e 11 assist. In questa stagione con il Latina ha già messo a referto 18 partite arricchite da 3 gol e 4 assist. Un giocatore di livello e di categoria superiore, che risulta essere fondamentale per il gioco della squadra pontina.

Latina News ha avuto il piacere di intervistarlo per conoscerlo meglio e capire anche quali sono stati i retroscena che lo hanno portato a vestire la maglia nerazzurra nel corso dell’estate.

Un bilancio dei suoi primi mesi a Latina?

“La squadra è competitiva, abbiamo dei giovani che hanno tanta prospettiva e tanta voglia. Ad oggi, vedendo anche le partite e l’andamento, squadre che ci hanno messo sotto o che ci hanno dominato in lungo e in largo non ci sono. Sono fiducioso, perché vedo un Latina che ogni partita lotta per vincere e può vincere. Ogni partita noi scendiamo in campo con la mentalità vittoriosa e spesso e volentieri succede questo anche perché i risultati arrivano. Magari siamo un po’ altalenanti e ci manca qualche risultato in casa. Se riusciamo a cambiare questo trend è una squadra che può fare grandi cose”.

Cosa l’ha portata a scegliere la squadra e la città?

“Avevo anche altre squadre in ballo, però conoscevo già alcune persone dalle mie esperienze precedenti, come Frosinone, con cui ho vinto campionati, sono stato bene e sapevo che persone erano. Poi ovviamente l’accoglienza dello staff e della società che mi hanno voluto a tutti i costi. Ci siamo sentiti più volte prima di arrivare a una scelta, ma sentivo un calore diverso e una sensazione positiva e questo sicuramente ha influito tanto sulla mia scelta”.

Lei nasce come un giocatore offensivo, mentre Di Donato ha scelto di schierarla come esterno a tutta fascia o mezz’ala. Come si trova in quei ruoli?

“In carriera, in giovane età parto come esterno alto. Poi con gli anni, viste le caratteristiche mi è stata affidata tutta la fascia. Diciamo che quelli sono stati i miei anni migliori perché, quando ho tutta la fascia da ricoprire mi sento in dovere di fare qualcosa in più ed è un ruolo che mi piace tanto. Passando per Lecce, nei primi anni ho fatto il centrocampista con Eugenio Corini, proprio nel ruolo di mezz’ala nella maggior parte del tempo. Anche lì, con l’esperienza e giocando qualche partita mi sono trovato bene ed è un ruolo che posso fare perché si può attaccare la porta, ma comunque si difende. Ovviamente si sta un po’ più centrale, ma ci si adatta. Qualche partita ho fatto anche l’attaccante, facendo la punta centrale con Alessandro Nesta. Quest’anno è la prima volta che il mister mi mette mediano in un centrocampo a due. Il ruolo è un po’ diverso passando dal centrocampo a tre a quello a due, però sto lavorando anche su questo perché è nella carriera di un giocatore essere duttile. Può essere utile sapere i movimenti da fare negli altri ruoli, non solo per me stesso, ma per tutta la squadra. Lo sto facendo con grande entusiasmo e quando fai cose con passione ed entusiasmo riescono bene”.

“Radio Mercato” parlava di un suo possibile trasferimento a Latina già nello scorso gennaio. Quanto c’era di vero in quella trattativa?

“È vero. C’è stato un approccio, però erano gli ultimi giorni di calciomercato ed era tutto troppo rapido. Non ho avuto modo di conoscere bene e di parlare al telefono con la società. Alla fine, poi è sfumata perché è andato un altro ragazzo che giocava con me a Trieste (furono due gli innesti dalla Triestina: Federico Furlan e Simone Andrea Ganz n.d.r.). Sono contento però, perché arrivare a sessione in corso non è sempre facile, ci vuole un po’ di tempo per aggregarsi con la squadra, conoscere i ragazzi e quello che vuole il mister, quindi non è sempre semplice. Preferisco sempre andare a inizio anno, perché magari ho un po’ più di tempo per capire e comprendere le dinamiche che non si apprendono subito”.

In famiglia come vivono la tua passione per il calcio?

“I miei genitori non mi hanno mai spinto, né a me né a mio fratello, a una scelta di vita o di carriera. È sempre stato tutto molto naturale. Ovviamente mi seguono con passione, mio fratello vive in Messico e non si perde una partita. I miei genitori sono entrambi ballerini quindi mi hanno inculcato la disciplina, proprio nella vita e in qualsiasi cosa si fa. Mi hanno indirizzato verso un percorso di sacrificio e mentalizzato bene”.

Un suo obiettivo per il girone di ritorno?

“È sempre il collettivo che poi affronta il personale. L’obiettivo è quello di fare più punti possibile e regalare quante più gioie ai nostri tifosi che sono sempre una bellissima cornice allo stadio e ci seguono per tutto il sud Italia e se lo meritano”.

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Luigi Calligari
Luigi Calligari
Giornalista ODG Lazio. Laureato Magistrale con Lode in Media, comunicazione digitale e giornalismo presso Coris Sapienza. Appassionato di sport e giornalismo. Collabora anche con la testata Mondore@le Quotidiano

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