Il Comune di Latina è stato condannato dal Tribunale a risarcire la proprietaria di un’abitazione del centro danneggiata dalle radici di un albero che svetta sul marciapiede antistante all’immobile. La donna infatti si è dovuta rivolgere al giudice perché l’ente locale si è sempre rifiutato di riconoscere i danni subiti, piuttosto importanti, come riconosciuto anche dalla consulente tecnica d’ufficio commissionata dall’autorità giudiziaria. Il conto finale supera i 60.000 euro, che l’amministrazione municipale ha di recente riconosciuto alla ricorrente, con un atto della Giunta comunale che ha preso atto del debito fuori bilancio.
La vicenda si trascina da oltre dieci anni, ovvero da quando la donna proprietaria di un’abitazione in via Volturno, proprio alle porte del centro di fondazione di Latina, ha iniziato a constatare i primi danni provocati dalle infiltrazioni delle radici dell’albero e aveva invocato l’abbattimento della pianta. Parliamo quindi di una zona urbanizzata, ma gli uffici tecnici comunali hanno sempre negato un confronto alla donna, arrivata al punto di citare in giudizio l’ente locale, che non si è neppure costituito nel processo.
La causa civile non solo ha riconosciuto il nesso tra le infiltrazioni delle radici e i danni riscontrati nell’immobile, ma il consulente tecnico d’ufficio ha persino riscontrato che la situazione è peggiorata rispetto alle prime valutazioni compiute dal tecnico nominato dalla proprietaria della casa. Come emerso agli atti del processo, “i danni aumentavano, poiché le radici continuano ad incrementare la loro opera di infiltrazione causando all’esterno dell’abitazione l’innalzamento del massetto, mentre all’interno hanno interessando una parte prima non attinta, ovvero la cucina posta al piano terra”.
Insomma, il giudice del Tribunale di Latin ha accolto la domanda di risarcimento e ha condannato il Comune al pagamento delle spese. Alla proprietaria della casa è stato riconosciuto un risarcimento di 28.666,99 euro, somma alla quale si sono aggiunti poi altri 4.805 euro di interessi calcolati nell’arco dei dieci anni di durata della causa, più le tasse e tutte le spese correlate al giudizio. Insomma, il totale della spesa che l’ente deve sborsare supera i 60.000 euro.