La quinta udienza del Tribunale del Riesame di Latina sul caso della struttura commerciale realizzata in via del Lido nel quartiere Q3 è fissata per venerdì 25 settembre, e i giudici dovranno pronunciarsi sul decreto di sequestro impeditivo firmato dal Giudice per le indagini preliminari Mara Mattioli il 31 marzo 2025.
Per la prima volta dall’avvio della prima inchiesta sulla vicenda, era il gennaio 2019, si contempla anche il reato di lottizzazione abusiva. Qualche mese dopo, il Riesame annullerà il decreto del Gip, e la Procura tornerà in Cassazione, che a sua volta ribadisce che i reati contestati sono fondati, compresa l’ipotesi della lottizzazione abusiva, e pertanto respinge il provvedimento del Riesame rimettendo il giudizio a un nuovo collegio, quello che si riunirà dopodomani.
In realtà l’udienza c’era già stata il 23 giugno scorso, ma mentre decorrevano i tempi per la decisione, i giudici a sorpresa avevano emesso un’ordinanza con cui si riconvocava l’udienza per consentire un approfondimento istruttorio. Un’acrobazia giuridica per fare entrare nel fascicolo, ai tempi supplementari, una relazione di verificazione commissionata dal Tar il 29 maggio 2025 nell’ambito di un procedimento amministrativo riguardante la revoca delle autorizzazioni commerciali da parte del Comune di Latina agli operatori della struttura di va del Lido. Un problema superato già da molto tempo alla data del 29 maggio 2025, perché il Comune era tornato sui propri passi annullando in autotutela il provvedimento di revoca a suo tempo adottato.
Ciò nonostante, il presidente del Tar aveva avvertito il bisogno di conferire l’incarico per la verificazione al Presidente dell’Ordine degli ingegneri di Latina, che a sua volta lo avrebbe “girato” al collega Salvatore Pannunzio. La relazione, che ripercorre l’intero iter amministrativo che dalla originaria inchiesta di variante avrebbe poi portato alla realizzazione della struttura commerciale in un’area con destinazione alberghiera e all’avvio delle attività in tre presunte medie strutture commerciali, era stata depositata il 26 giugno scorso, tre giorni dopo l’udienza del Riesame, e dunque quel documento non poteva far parte del fascicolo processuale.
Ma i legali delle società che operano nella struttura in odore di lottizzazione abusiva sono stati così convincenti da indurre i giudici del Riesame a sospendere il giudizio per convocare una nova udienza nel corso della quale verrà esaminato il contenuto della verificazione dell’ingegner Pannunzio. “Una materia delicata che richiede un approfondimento” spiegheranno i giudici nell’inconsueta ordinanza di duplicazione dell’udienza già affrontata. E cosa dice la relazione Pannunzio? Niente di nuovo rispetto al bagaglio di acquisizioni già ampiamente esaminate e dibattute in anni di indagini, di udienze, di provvedimenti adottati e poi impugnati, di due distinte e convergenti pronunce della Corte di Cassazione.
Piuttosto, la verificazione mette a segno un paio di autogol per le difese degli operatori di via del Lido: la destinazione originaria del lotto in cui è stato realizzato l’intervento edilizio commerciale era quella alberghiera, turistico ricettiva, e dunque, al di là della legittimità o meno della variante urbanistica adottata alla Giunta municipale, la quota di superficie commerciale realizzabile avrebbe dovuto essere contenuta nel limite del 30% della superficie totale del costruito a fini turistico-ricettivi. Invece in via del Lido il costruito è completamente commerciale, e di turistico ricettivo non c’è un solo metro quadrato.
Il secondo autogol è insidioso quanto il primo: dopo aver a lungo insistito sulla presunta titolarità del Comune di Latina sulla complanare di via Ferrazza, titolarità che avrebbe legittimato la distanza del manufatto dalla strada, Pannunzio conferma che l’Anas è in fase di riserva sull’accoglimento della richiesta di autorizzazione all’utilizzo di un paio di passi carrabili sulla complanare della Statale Pontina, dunque di competenza della stessa Anas e non del Comune. Senza quei passi carrabili, il progetto concessionato dal Comune di Latina risulterebbe abusivo, oltre che troppo vicino alla strada statale, in violazione della distanza minima da tenere. Sono soltanto un paio di dettagli nel complesso di circostanze abnormi che hanno accompagnato la vicenda, e sarà interessante capire se e come verrano valutati dai giudici nell’udienza i dopodomani.
Sarà il quinto tentativo disperato di salvataggio di una pagina nera di storia cittadina?