Latina città di frontiera, Latina città dove l’edilizia e l’urbanistica seguono regole altrove inedite, Latina città a statuto speciale, Latina città dove nessuno vuole vedere il filo rosso che collega nel corso degli anni vicende apparentemente distanti e distinte tra loro. Dalla Casa del Vescovo di via Mameli alla vicenda del Multisala ricavato nei parcheggi e nei garage di un grande edificio del Centro Direzionale; dalla mega struttura sulla Pontina che attualmente ospita il grande marchio Globo, al caso della struttura commerciale di via del Lido, nel quartiere Q3, fino al sito industriale dismesso della ex Pacifico Frigomarket Pacifico di Tor Tre Ponti.
Una sequenza inarrestabile, ma forse è tutto scritto nella treccia del dna di Latina, dove perfino la Procura della Repubblica, da trent’anni, ha impropriamente sede all’interno di due capannoni artigianali.
Ma non assistiamo soltanto alle performance di imprenditori animati dal gusto del rischio: per ogni scommessa vinta c’è una quota di attività e imprese che vengono penalizzate, a volte tolte di mezzo, e non con le armi della concorrenza, ma con quelle delle forzature amministrative, degli abusi e delle buone entrature nei corridoi degli enti locali e nelle sale d’aspetto della politica.
Un contesto dinamico all’interno di una palude, una scommessa altrove impossibile.
Ogni tanto vale la pena rispolverare la memoria dei fatti per capire meglio cosa si stia facendo e cosa invece si omette di fare, aspettando che sia il tempo a dettare i ritmi e gli esiti delle vicende di questa città.
IL 29 agosto 2018 la società Green Building chiede al Suap del Comune di Latina il rilascio di un permesso di costruire per la realizzazione di un edificio commerciale di oltre cinquemila metri quadrati capace di ospitare tre medie strutture di vendita.
Il 6 dicembre 2018 la società Green Building chiede una variante urbanistica per ottenere il rilascio del già richiesto permesso di costruire in zona Q-3.
Il 28 dicembre 2018 (appena 21 giorni dopo) la Giunta Municipale con delibera n.457, probabilmente sostituendosi al Consiglio comunale, approva la variante richiesta da Green Building.
L’8 gennaio 2019 il pm Miliano conferisce ai carabinieri del Nipaf la delega per le indagini sul caso della variante in Q3 e avvia il procedimento n.452/2019 mod. 21.
Il 17 gennaio 2019 i carabinieri del Gruppo Forestale di Latina consegnano al Pm l’informativa con i primi risultati investigativi.
Le persone sottoposte ad indagini sono 12 e vengono individuate nei componenti della Giunta che aveva approvato la delibera n.457; nel dirigente dell’UTC del Comune di Latina; nell’amministratore della società Latina Green Building e nel tecnico progettista.
Il 28 settembre 2020 il Pm chiede l’archiviazione del procedimento perché a suo avviso la delibera n. 457 non costituisce alcuna variante e dunque è inefficace dal punto di vista amministrativo e non avendo prodotto effetti è come se non fosse mai esistita.
Il 2 ottobre 2020 (quattro giorni dopo la richiesta del Pm) il Gip Giorgia Castriota archivia il procedimento senza una sola riga di motivazione.
Il 26 aprile 2021 la Giunta Municipale approva la delibera n.89/2021 con cui dà il via libera alla variante in zona Q-3, interpretando a proprio piacimento il contenuto della richiesta di archiviazione del procedimento penale n.452/2019.
Il 23 dicembre 2021 il Suap rilascia a favore della società Latina Green Building il permesso a costruire n. 13/2021.
Il 31 maggio 2022 il Suap rilascia a favore della società Latina Green Building il permesso a costruire n. 6/2022.
Il 9 agosto 2022 il Suap rilascia a favore della società Latina Green Building il permesso a costruire n. 8/2022.
Si tratta di tre titoli distinti, con i quali si vuol far passare la tesi che si tratti di tre attiviotà commerciali distinte e senza alcun genere di collegamento tra loro.
Nel 2023 la Procura della Repubblica, sempre attraverso il Pm Giuseppe Miliano, avvia un nuovo procedimento penale, n. 4292/23.
L’8 gennaio 2024 viene firmato un decreto di sequestro preventivo impeditivo per l’intera area in zona Q3 oggetto dell’intervento edilizio autorizzato con i succitati permessi a costruire.
Il 27 febbraio 2024 il Riesame annulla il decreto del Gip non ritenendo sussistente il fumus dei reati ipotizzati. Il Pm Giuseppe Miliano impugna l’ordinanza del Riesame.
In data 12 settembre 2024 la Corte di Cassazione pubblica la sentenza n. 36929 con cui accoglie il ricorso della Procura e annulla l’ordinanza del Riesame del 27 febbraio 2024 rimettendo gli atti ad un nuovo collegio di Riesame affinché torni a pronunciarsi sul decreto di sequestro dell’8 gennaio 2024.
Il 28 gennaio 2025 il Riesame ritiene sussistente il fumus dei reati ipotizzati, ma annulla il decreto di sequestro preventivo dell’8 gennaio 2024 non ritenendo sussistente il periculum in mora.
La Procura torna a presentare una nuova richiesta di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, contestando il reato di lottizzazione abusiva.
Per questa fattispecie di reato sono intanto citate direttamente a giudizio 4 persone: l’amministratore della società Green Building, il progettista e direttore dei lavori, il dirigente del Suap del Comune di Latina che aveva firmato i permessi a costruire e il responsabile del procedimento.
Il 5 aprile 2025 viene notificato ai rappresentanti egli esercizi commerciali in funzione nel centro commerciale di via del Lido un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca firmato il 31 marzo 2025 dal Gip Mara Mattioli, del Tribunale di Latina. La Procura concederà sette giorni di tempo ai destinatari del provvedimento per sgomberare i locali dalle merci.
Quarantotto ore dopo la notifica del provvedimento di sequestro i titolari delle attività impugnano al Riesame il nuovo decreto di sequestro firmato dal Gip Mara Mattioli, decreto che stavolta contempla tra gli altri anche il reato di lottizzazione abusiva.
In attesa della pronuncia del Tribunale del Riesame di Latina, che fisserà l’udienza alla data del 23 giugno 2025, la Procura differisce il sequestro preventivo della struttura disposto dal Gip Mattioli.
All’esito dell’udienza di Riesame del 23 giugno 2025 il Tribunale di Latina torna ad annullare il decreto di sequestro del Gip nei confronti della strutttura commerciale di via del Lido.
Il 24 novembre 2025, la terza sezione della Corte di Cassazione affronta il ricorso proposto dal Pm Giuseppe Miliano contro l’annullamento dell’ordinanza di sequestro da parte del Riesame.
I giudici della Suprema Corte tornano a ribadire che esistono tutti i presupposti elencati dal giudice per le indagini preliminari ai fini dell’adozione della misura del sequestro finalizzato alla confisca, riconoscendo anche l’ipotesi di reato della lottizzazione abusiva. Il provvedimento del Riesame viene annullato e rimesso ad un nuovo collegio di diversa composizione.
Il Tribunale di Latina ha fissato per il 23 giugno 2026 la data dell’udienza per affrontare il decreto di sequestro della struttura commerciale, alla luce dei rilievi mossi dalla Corte di Cassazione.
Il caso ha voluto che la data del 23 giugno coincida con quella di un anno fa.
La vicenda, iniziata nel 2018, va avanti da 8 anni, ha fatto registrare l’avvio di due distinte inchieste, ha prodotto due provvedimenti di sequestro preventivo degli immobili e dell’area sulla quale è stato realizzato quello che il Gip ha definito “un centro commerciale camuffato da tre distinte medie strutture di vendta”, ha generato due distinte pronunce della Corte di Cassazione, entrambe favorevoli al sequestro preventivo, ha dato luogo a 4 udienze del Riesame e quella che si svolgerà il 23 giugno prossimo sarà la quinta.
Ma quella offerta dalla scheda appena letta, è una lezione che pare non riesca a farsi strada nella testa di alcuni magistrati pontini.
Quello che sta accadendo, anche stavolta da qualche anno, nella zona industriale di Latina Scalo, con quello che resta della ex Frigomarket Pacifico, è un altro esempio di come si possa perdere un’occasione per verificare preventivamente se un’iniziativa imprenditoriale possa avere luogo o meno, anziché aspettare che tutto si compia e poi procedere con un sequestro a cose fatte. Con danni e spese su ogni fronte.
Sulla questione della ex Frigomarket la Procura di Latina è già intervenuta mesi fa con il sequestro di un’area sulla quale l’attuale titolare dell’ex sito industriale andava sotterrando i rifiuti prodotti con i lavori di ristrutturazione di un enorme capannone. E mentre una ditta scavava per recuperare trecento tonnellate di materiali illegalmente nascosti sotto terra, gli investigatori avevano avuto il tempo di acquisire l’intera documentazione che ha consentito di ricostruire una vicenda tanto solare quando curiosa: nel 2021 il Consorzio Industriale Roma-Latina espropria l’intero sito industriale dismesso alla curatela fallimentare che sta cercando di venderlo all’asta per 4,5 milioni di euro; lo cede gratuitamente con trattativa diretta a un imprenditore di Sermoneta che deve sostenere soltanto le spese previste dalla legge per quel tipo di procedura (costo del terreno e oneri consortili); il nuovo proprietario cede in locazione una parte del compendio industriale ad un altro imprenditore che chiede e ottiene da Comune di Latina l’autorizzazione per l’esercizio di un’attività commerciale, un’altra media struttura di vendita di prodotti alimentari e non. Un supermercato in zona industriale, contro ogni previsione del Piano regolatore del Consorzio industriale. Sarà tutto corretto? Non lo sarà? Le basi per effettuare una verifica ci sono tutte, le carte anche, ma nulla si muove.
Chi sta invece correndo è l’azienda che ha già ricevuto il via libera per aprire il supermercato: nell’area di via Carrara, a Tor Tre Ponti, è tutto un cantiere. Una corsa verso l’apertura dei battenti.